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Russia, Ucraina e Bielorussia: crisi di mortalità post-comunista ed efficacia dei sistemi sanitari

Informazioni tesi

  Autore: Sara Bombarda
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Management Internazionale Imprese e Mercati internazionali - 84/S
  Relatore: Gian Paolo Caselli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

Contesto.
A partire dal crollo dell'Unione Sovietica i tassi di mortalità sono aumentati nella maggior parte dei paesi ex comunisti. Alcuni paesi hanno impiegato più di dieci anni prima di riportare le aspettative di vita a livelli simili a quelli precedenti all'indipendenza e per qualcuno di essi questi valori devono ancora essere raggiunti. La letteratura recente ha evidenziato legami tra l'alta velocità di privatizzazione e l'aumento della mortalità; con questo lavoro si è voluto indagare su un aspetto poco considerato, ovvero se e come sistemi sanitari inefficaci abbiano influenzato l'andamento della mortalità in particolare nelle aree ex sovietiche di Russia, Bielorussia e Ucraina.

Metodi.
Sono stati utilizzati due metodi differenti per evidenziare due aspetti collegati: la verifica dell'efficacia o meno dei sistemi sanitari russo, bielorusso e ucraino nel decennio 1997-2007 è stata effettuata tramite l'osservazione combinata dei trend di crescita dell'offerta di servizi sanitari, tassi di mortalità e tassi di malattia, mentre il legame tra miglioramento del sistema sanitario e diminuzione della mortalità è stato indagato attraverso una regressione multipla utilizzando come variabili dipendente la mortalità maschile standardizzata per età tra il 1990 e il 2007.

Risultati.
Come suggeriva un tracciato della mortalità più stabile rispetto a quello degli altri due paesi, i cui sistemi sanitari si rivelano assolutamente non efficaci, la Bielorussia risulta avere negli ultimi anni un sistema sanitario relativamente efficace; questo risultato viene confermato dall'esito della regressione, nella quale il valore rappresentativo degli sforzi tesi al miglioramento della sanità (ovvero la spesa sanitaria totale) è in relazione negativa con la mortalità: ad un aumento della spesa sanitaria corrisponde una diminuzione dei tassi di mortalità, così come una spesa sanitaria in diminuzione – è il caso di Ucraina e Russia – veicola il crescere dei tassi di mortalità.

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5 INTRODUZIONE In questa tesi si esaminano le particolari congiunture in cui si sono venute a trovare tre repubbliche ex-sovietiche (Bielorussia, Russia e Ucraina) tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, ovvero durante la disgregazione dell'Unione Sovietica e la successiva fase di transizione da economie pianificate ad economie di mercato. In particolare, sarà oggetto della trattazione la singolare crisi di natura sanitaria che ha colpito queste aree durante la transizione: i tassi di mortalità hanno subito un'impennata in tutte e quindici le repubbliche formatesi in seguito allo scioglimento dell'URSS; a colpire sono soprattutto i boom delle morti legate a disturbi del sistema circolatorio e e di quelle legate a cause esterne (incidenti automobilistici, omicidi). Verranno analizzate le principali cause che in letteratura sono indicate come origini della grave crisi sanitaria e ci si soffermerà in particolar modo sul vasto deterioramento dei sistemi sanitari innescato dalla “terapia d'urto” intrapresa sotto le pressioni del Fondo Monetario Internazionale e con l'appoggio nei primi anni '90 delle grandi democrazie occidentali. Mentre i paesi ex-comunisti dell'Europa dell'est come Polonia e Repubblica Ceca hanno ottenuto risultati positivi e tangibili sotto il profilo economico e sociale intraprendendo un cammino di privatizzazioni e liberalizzazioni più lento e graduale, le repubbliche nate dal crollo dell'Unione Sovietica hanno attuato una rapidissima serie di riforme che sono risultate inefficaci se non nel portare ad un aumento delle disuguaglianze, un generale impoverimento delle economie e ad un pesante deterioramento delle condizioni sanitarie della popolazione. Un'eccezione alla privatizzazione-lampo dell'area sovietica è costituita dalla Bielorussia di Lukaŝenko, paese che ha scelto una strada più lunga ma che forse per questo ha saputo arginare meglio i problemi che la transizione ha posto ad uno stato appena formato. All'inizio del 2009 un articolo comparso sulla rivista medica “The Lancet” ha riportato sotto i riflettori il problema della salute russa: nell'articolo si evidenzia una forte correlazione tra il rapido tasso di privatizzazione sostenuto dalla più grande delle repubbliche sovietiche e l'aumento del tasso di mortalità nei primi anni '90. Con questa tesi si intende mostrare, attraverso i casi di Russia, Ucraina e Bielorussia, come non sia solamente la rapida privatizzazione ad avere inciso sulle condizioni sanitarie, ma come

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Parole chiave

bielorussia
mortalità
post-comunismo
russia
sanità est europa
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ucraina

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