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Le determinanti di entrata e uscita delle giovani imprese italiane ad alta tecnologia: gli effetti del capitale umano e infrastrutturale locale

Le giovani imprese ad alta tecnologia (New Technology-Based Firms, NTBF) ricoprono un ruolo essenziale in tutti i moderni sistemi economici. Queste aziende, fondate da meno di venticinque anni e incentrate sullo sfruttamento di invenzioni e innovazioni, sono infatti caratterizzate da un elevato dinamismo tecnologico, che permette loro di identificare e di implementare con efficacia le traiettorie tecnologiche a più alto potenziale. Questa caratteristica fa sì che le NTBF, grazie alla loro fitta rete di relazioni con gli attori del contesto innovativo, rappresentino un essenziale fattore abilitante per la diffusione delle nuove tecnologie: la NTBF trasformano infatti le innovazioni radicali in beni/servizi per il mercato e influiscono quindi direttamente sulla crescita economica e sui livelli occupazionali futuri. Inoltre, la presenza di giovani aziende che operano lungo la frontiera tecnologica consente di disciplinare il comportamento degli incumbent, che sono a loro volta indotti ad accrescere i propri investimenti in ricerca e sviluppo, portando quindi il sistema economico ad uno stato di maggiore efficienza allocativa dinamica.

L’evidenza empirica mostra marcate disparità nella distribuzione territoriale dei tassi di entrata e di uscita delle NTBF, suggerendo che queste aziende siano particolarmente sensibili ad alcuni precisi fattori di localizzazione, quali le particolari dotazioni di risorse, la disponibilità di forza lavoro qualificata, o il contesto economico locale. Questo comportamento riconduce alle ipotesi di base dell’economia regionale, un filone di ricerca che, sin dagli studi di Marshall (1890), riscuote particolare interesse fra gli economisti e che, ad un agente economico atomistico, ha progressivamente sostituito un agente che decide in relazione al contesto in cui si trova ad agire.

Molti studi in questo ambito di ricerca si sono soffermati sulla relazione fra le caratteristiche territoriali e i tassi di entrata e di uscita delle imprese, ma quasi nessuno si è focalizzato sul caso specifico delle giovani imprese ad alta tecnologia. Questa tesi contribuisce a colmare questa lacuna, sviluppando l’analisi delle determinanti locali dei tassi di natalità e mortalità per il caso specifico delle NTBF.

In particolare, questa tesi sviluppa un’analisi empirica delle 103 province italiane, osservate dal 1995 al 2006, per indagare come la presenza di capitale umano qualificato e la dotazione infrastrutturale di un territorio influenzino l’entrata e l’uscita dal mercato delle giovani imprese ad alta tecnologia. Infatti, le abilità, le competenze e il capitale intellettuale dei lavoratori sono presupposti essenziali nelle prime fasi di vita di ogni azienda e la loro importanza è ancora maggiore nei settori ad alta tecnologia. Oltre a queste competenze interne, una giovane azienda ad alta tecnologia deve poi essere in grado di catturare, in maniera tempestiva ed efficace, competenze e conoscenze esterne. A tal fine l’impresa dovrà creare contatti e instaurare rapporti con altre organizzazioni e altri attori. Si ritiene pertanto che la disponibilità di capitale umano – da coinvolgere nell’attività imprenditoriale – e di un’adeguata dotazione infrastrutturale – che faciliti e intensifichi i contatti fra attori diversi – costituiscano un requisito essenziale per la nascita di nuove imprese e per la loro competitività nei settori high-tech.

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Le determinanti di entrata e uscita delle giovani imprese italiane ad alta tecnologia: gli effetti del capitale umano e infrastrutturale locale 1 INTRODUZIONE 1.1 GLI OBIETTIVI DELLO STUDIO Le giovani imprese ad alta tecnologia (New Technology-Based Firms, NTBF) ricoprono un ruolo essenziale in tutti i moderni sistemi economici (Audretsch, 1995). Queste aziende, fondate da meno di venticinque anni e incentrate sullo sfruttamento di invenzioni e innovazioni (Little, 1977), sono infatti caratterizzate da un elevato dinamismo tecnologico (Oakey, 1991) che permette loro di identificare e di implementare con efficacia le traiettorie tecnologiche a più alto potenziale. Questa caratteristica fa sì che le NTBF, grazie alla loro fitta rete di relazioni con gli attori del contesto innovativo, rappresentino un essenziale fattore abilitante per la diffusione delle nuove tecnologie: la NTBF trasformano infatti le innovazioni radicali in beni/servizi per il mercato e influiscono quindi direttamente sulla crescita economica e sui livelli occupazionali futuri. Inoltre, la presenza di giovani aziende che operano lungo la frontiera tecnologica consente di disciplinare il comportamento degli incumbent, che sono a loro volta indotti ad accrescere i propri investimenti in ricerca e sviluppo, portando quindi il sistema economico ad uno stato di maggiore efficienza allocativa dinamica (Bollinger, et al., 1983). L’evidenza empirica mostra che la distribuzione territoriale dei tassi di entrata e di uscita delle NTBF presenta delle marcate disparità (Storey e Tether, 1998), suggerendo che queste aziende siano particolarmente sensibili ad alcuni precisi fattori di localizzazione, quali le particolari dotazioni di risorse, la disponibilità di forza lavoro qualificata, o il contesto economico locale. Questo comportamento riconduce alle ipotesi di base dell’economia regionale, un filone di ricerca che, sin dagli studi di Marshall (1890), riscuote particolare interesse fra gli economisti e che, ad un agente economico atomistico, ha progressivamente sostituito un agente che decide in relazione al contesto in cui si trova ad agire. Molti studi, in questo ambito di ricerca, si sono soffermati sulla relazione fra le caratteristiche territoriali e i tassi di entrata e di uscita delle imprese, ma quasi 1

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Alessandro Dulbecco Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.