Skip to content

Hannah Arendt: condizione umana e banalità del male

Informazioni tesi

  Autore: Angela Rinaldi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Catania
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Antonino Crimaldi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 273

hannah arendt Il presente studio scorre lungo i binari dell’analisi del male totalitario, attraverso le considerazioni che sul tema sono state elaborate da una delle più grandi pensatrici del nostro tempo, Hannah Arendt. Che volto ha il male totalitario? Perché gli uomini commettono simili atrocità? Da dove trae le sue origini questa forma inedita di male? Questo studio è l’analisi di una possibile risposta, ovvero della risposta che fornì Hannah Arendt osservando Eichmann sul banco degli imputati. Il volto del male banale che l’autrice rintraccia nei carnefici del Novecento rievoca una concezione di male antica, secondo cui il male peggiore che gli uomini commettono è causato dal vuoto lasciato in loro dalla totale assenza di pensiero. Ma è proprio questo a rendere ancora più inquietante e spaventosa la realtà di un male così disumano come quello del nostro Novecento, la consapevolezza che i peggiori criminali del XX secolo sono stati uomini che non hanno pensato. Una conclusione sulla quale meditare, per non convivere in modo banale con l’assassino in cui ciascuno di noi potrebbe mutarsi. In questo scritto si vuole focalizzare l’attenzione sulla lotta caparbia della Arendt contro la fuga dalla realtà e dalla condizione umana, quale forma di complicità cieca con il male, per trarne degli insegnamenti positivi e utili soprattutto in un’epoca come la nostra in cui difficilmente ci si sofferma a pensare e riflettere, nella speranza che un simile degrado e tali atrocità non avvengano più. Il sonno del pensiero, per la Arendt genera mostri. Il peggiore di tutti è l’uomo privato della propria dignità, che si lascia trascinare passivamente in balia di correnti, che lo riducono a strumento di ideologie antiche o moderne che siano. Un pericolo quanto mai odierno, in un’epoca come la nostra di significativi cambiamenti, di scoperte scientifiche, di progressive invenzioni tecnologiche che invadono tutti gli ambiti dell’esistenza, in cui l’uomo sembra esser ridotto ad un’appendice dell’apparato tecnologico. Riscoprire il vero senso dell’essere umano nella capacità attiva, nella capacità di pensare, di riflettere e giudicare significa riuscire a dare un limite di responsabilità a questo automatismo ed evitare che l’uomo ne sia trascinato, come è successo in passato, oltre la sua volontà e la sua stessa coscienza. Quanto mai attuale e auspicabile diventa, allora, questa riscoperta delle condizioni dell’esistenza umana in un mondo diventato sempre più disumano. Modernità e barbarie sono due facce della stessa medaglia. È questa la straordinaria lezione che la Arendt ci ha lasciato come eredità della sua diagnosi epocale. Ad Auschwitz era stato organizzato il tentativo di estirpare il concetto stesso di uomo, questa forma inedita di male era stata accompagnata dall’ideologia più mortifera che l’umanità abbia mai conosciuto, poiché arriva al punto di decretare che alcuni esseri umani sono superflui. Alcuni, oppure sotto la spinta dell’automazione e a lungo andare tutti gli esseri umani? Occorreva trovare una risposta. Anche la scienza moderna ha cominciato a intervenire nella natura cominciando a sperimentare sui limiti dell’esistenza umana: natalità e mortalità. Dietro questi tentativi di distruzione e dietro il desiderio di superare i limiti della stessa esistenza umana, l’autrice intravede la brama di sfuggire ai limiti inerenti alla condizione umana, questo è ciò che può produrre gli Eichmann e la banalità del male. Sconvolta dall’avere scoperto che il male del totalitarismo era stato commesso da persone che non avevano deciso di essere o agire né per il male né per il bene, la Arendt ripropone la riconquista del pensiero come unica capacità assieme alla responsabilità di giudizio in grado di poterci fare conservare la nostra dignità. Il pensiero ci dà, grazie alla capacità di giudicare ciò che è giusto da ciò che non lo è, la possibilità all’interno della contingenza di poter scegliere, di avviare così al di la delle regole di condotta già prescritte, un nuovo inizio, tramite le azioni di uomini che scelgono responsabilmente di dare una svolta, affermando così la loro individualità, in un mondo comune in cui si esalterà la sovranità della libertà. Fermati e pensa, questa è la lezione della Arendt. Il male in agguato incombe sempre e in chiunque rinunci superficialmente ed irresponsabilmente ad esercitare autonomamente il proprio giudizio individuale, solo esso può mutare ogni passiva obbedienza in responsabile consenso.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
II Introduzione Il presente studio scorre lungo i binari dell’analisi del male totalitario, attraverso le considerazioni che sul tema sono state elaborate da una delle più grandi pensatrici del nostro tempo, Hannah Arendt. Che volto ha il male totalitario? Perché gli uomini commettono simili atrocità? Da dove trae le sue origini questa forma inedita di male? Questo studio è l’analisi di una possibile risposta, ovvero della risposta che fornì Hannah Arendt osservando Eichmann sul banco degli imputati. Il volto del male banale che l’autrice rintraccia nei carnefici del Novecento rievoca una concezione di male antica, secondo cui il male peggiore che gli uomini commettono è causato dal vuoto lasciato in loro dalla totale assenza di pensiero. Ma è proprio questo a rendere ancora più inquietante e spaventosa la realtà di un male così disumano come quello del nostro Novecento, la consapevolezza che i peggiori criminali del XX secolo sono stati uomini che non hanno pensato. Una conclusione sulla quale meditare, per non convivere in modo banale con l’assassino in cui ciascuno di noi potrebbe mutarsi. In questo scritto si vuole focalizzare l’attenzione sulla lotta caparbia della Arendt contro la fuga dalla realtà e dalla condizione umana, quale forma di complicità cieca con il male, per trarne degli insegnamenti positivi e utili soprattutto in un’epoca come la nostra in cui difficilmente ci si sofferma a pensare e riflettere, nella speranza che un simile degrado e tali atrocità non avvengano più. Il sonno del pensiero, per la Arendt genera mostri. Il peggiore di tutti è l’uomo privato della propria dignità, che si

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

alienazione e fuga dalle responsabilità
antisemitismo, imperialismo e razzismo
antropologia filosofica
apolide
azione e discorso
azione e libertà
azione e natalità
dominio totalitario e distruzione della politica
eichmann: emblema del male banale
etica della responsabilità e del giudizio
hannah arendt
heidegger e jaspers
i vari aspetti del male: il male radicale
identità e questione ebraica
il totalitarismo e gli strumenti dell'orrore
la cristallizzazione del male assoluto
la trasformazione dell'umanità
male radicale in kant
martin heidegger e hannah arendt
modernità e barbarie: l'origine del male moderno
pensare e scegliere
politica come cominciamento
radicale banalità del male in arendt
spazio pubblico e sfera privata

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi