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Children's Center & Nursery School - Oxford Oxford Brookes University + La sapienza, Valle Giulia

Informazioni tesi

  Autore: Flaminia Ratto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Giorgio Romoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 8

Sito: Collocato nel capus della Oxford Brookes University, parte est di Oxford, Inghilterra, il sito regala una vista suggestiva
della città. Qui è inoltre collocata la “Maxwell House”, una costruzione risalente al 19° secolo, che è stata occupata
per 114 anni dalla famiglia Morrel, ma che ora è gestita dalla Oxford Brookes.
Programma: La progettazione è legata al piano decennale messo in atto dal Governo Inglese e definito “Sure Start
Programme”, il quale si rivolge al mondo dei bambini di età prescolare. Si stà infatti definendo l’ubicazione e lo sviluppo di centri per l’infanzia, che incontrino le necessità della comunità locale, con lo scopo di assicurare ad ogni bambino il migliore aiuto possibile per l’ingresso alla vita. Il Children’s center e la Nursery School si costituiscono come luoghi per il daycare dagli 0 ai 5 anni, offrendo inoltre servizi sia per le famiglie che per bimbi. E’ stata pensata poi una struttura per gli studi pedagogici, in collegamento con la Oxford Brookes.

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La tesi è il naturale punto di arrivo nato dall’incontro di due sentieri, il primo, tracciato dai precetti acquisiti durante gli anni di studio alla facoltà di “Valle Giulia”di Roma, il secondo, marcato dalla sperimentazione svolta presso la “Oxford Brookes University” ad Oxford. Si colloca nell’ambito della ricerca culturale, nazionale ed internazionale, sulla sperimentazione attorno ai temi dell’educazione pre-scolastica; In particolare fa riferimento al “Children’s Plan”, piano ad attuazione decennale, promosso dal governo inglese insieme con le autorità locali, che ha come traguardo quello di garantire standard elevatissimi per ciò che concerne le infrastrutture delll’educazione e che impone una programmazione sociologica precisa, seguendo in larga parte l’esperienza dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali di Reggio Emilia. Il tema è la progettazione di un “Children Center”, il luogo la città di Oxford in Inghilterra. L’area di intervento è quella di Headington Hill, collina che domina la cittadina inglese e che ne cattura alcune delle viste più entusiasmanti. Qui sorge il campus della Brookes dal 1953. La complessità del sito è dovuta alla forte pendenza e alla presenza di due dislivelli principali, che dividono lo spazio su due quote, inoltre sullo stesso lotto interviene una preesistenza storica, La “Maxwell House”, la cui costruzione è stata completata nel 1824 da Robert Maxwell e che ora è sede della “School of Social Sciences and law”. L’intera area è caratterizzata da una forte presenza dell’elemento verde, che crea una vera e propria quinta scenica, di grande impatto e fascino. Uno degli obiettivi è stato quello di mantenere una forte correlazione con l’ambiente esterno, garantendo una percezione continua del luogo e del tempo, dal passaggio delle stagioni, alle ore della giornata e permettendo anche al bambino di affinare le proprie percezioni sensoriali. Ruolo determinante gioca quindi la Luce, componente emotiva della nostra percezione estetica, essa è modulata, schermata e trasformata, è una materia viva che viene sfruttata per giocare sulle configurazioni spaziali.. l’impianto di progetto si articola su tre volumi in stretta connessione fra loro, che individuano una progressione di spazi, con funzione diversa. Il corpo di testata, connotato da un livello di rumore più elevato e da una maggiore concentrazione di flussi, contiene alla quota di accesso, oltre a spazi per l’accoglienza dei i bambini e delle loro famiglie, anche aree dedicate ai pedagoghi, per l’osservazione frontale e lo studio sul campo delle teorie dell’educazione, permettendo un’ azione sinergica con l’università e gli enti di ricerca, i quali agiscono in modo diretto nella coordinazione del Children’s center. Alla quota inferiore si trovano invece la mensa ed un piccolo teatro. Attraverso percorsi interni, tutti proiettati verso l’area di verde centrale, si viene condotti ai due corpi delle attività per l’apprendimento, distribuiti su un'unica quota, il primo è rivolto alla fascia dai 6 mesi ai 2 anni di età, il secondo a quella successiva, che arriva ai 5 anni. I corpi sono caratterizzati da una tensione centripeta la quale identifica come elemento cardine la piazza centrale, luogo che ricopre nell’edificio lo stesso ruolo della piazza nella città. Attorno a questa si aprono spazi più conclusi, dove gli insegnanti possono raccogliere piccoli gruppi di alunni. Questa distinzione degli ambienti interni è riconducibile all’esperienza di Reggio Emilia ed alle relative teorie pedagogiche, di cui costituisce un diretto supporto, favorendo relazioni di gruppo e accadimenti e garantendo ai bambini un vero e proprio ruolo sociale, come abitanti di una piccola città. Un livello inferiore è dedicato ai laboratori di scienza, musica e all’atelier. Particolare attenzione è stata riservata alle componenti dell’allestimento interno, piuttosto che del colore. I bambini possiedono infatti una grande capacità che gli permette di esplorare, discriminare ed elaborare la realtà attraverso i sensi. La differenziazione dei materiali e dei

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