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Fantascienza, politica e libertà

Questa tesi muove dalla considerazione che i migliori romanzi di science fiction – indipendentemente dal sottogenere cui appartengono – ridefiniscano il concetto di libertà individuale attraverso una profonda analisi (a volte politica, più spesso metaforica) della società in cui viviamo. L’intento è quello di dimostrare che la narrativa di fantascienza non ha una pura e semplice funzione di intrattenimento, ma tratta i grandi temi della vita – l’amore, la fede, l’etica, il rapporto tra gli esseri umani e le istituzioni – con la convinzione che la negazione del libero arbitrio, specialmente se ottenuta mediante i condizionamenti della scienza e della tecnologia, possa far sprofondare il mondo in una nuova forma di barbarie.
La tesi è divisa in due parti. Nella prima si analizzano l’utopia e la distopia, quei mondi fantastici (presunti tali) o infernali che hanno costituito un punto di riferimento per tanti autori della fantascienza contemporanea. La seconda parte è interamente dedicata alla science fiction. Nel primo capitolo – diviso in quattro paragrafi – si ricostruiscono le origini di questo genere letterario, mentre nel secondo – diviso in due paragrafi – si analizzano le diverse forme di libertà presenti nella narrativa fantascientifica, prendendo spunto da alcuni famosi romanzi o racconti.

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INTRODUZIONE Considerata da più parti come semplice “paraletteratura” – a causa di una sterminata produzione di opere insignificanti, spesso illeggibili e decisamente effimere – soltanto negli ultimi trent’anni la fantascienza ha acquisito la giusta dignità letteraria. Questa tesi muove dalla considerazione che i migliori romanzi di science fiction – indipendentemente dal sottogenere cui appartengono – ridefiniscano il concetto di libertà individuale attraverso una profonda analisi (a volte politica, più spesso metaforica) della società in cui viviamo. L’intento è quello di dimostrare che la narrativa di fantascienza non ha una pura e semplice funzione di intrattenimento, ma tratta i grandi temi della vita – l’amore, la fede, l’etica, il rapporto tra gli esseri umani e le istituzioni – con la convinzione che la negazione del libero arbitrio, specialmente se ottenuta mediante i condizionamenti della scienza e della tecnologia, possa far sprofondare il mondo in una nuova forma di barbarie. Occorre pertanto definire, come punto di partenza, quale sia il significato del termine libertà. Cito, a tal riguardo, John Stuart Mill: “La sola libertà che meriti questo nome è quella di perseguire il nostro bene a nostro modo, purché non cerchiamo di privare gli altri

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Paolo Dondossola Contatta »

Composta da 421 pagine.

 

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Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.