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L'eredità della Guerra Civile in una selezione di opere di Juan Marsé

Juan Marsé nasce a Barcellona nel 1933 e vive la propria adolescenza nel pieno della Guerra Civile; come gli scrittori a lui contemporanei, viene considerato appartenente alla corrente del realismo sociale anche se, come emergerà nel corso della trattazione, a differenza di altri scrittori Marsé non utilizza i propri romanzi per denunciare apertamente alcun partito politico; egli preferisce concentrarsi, con particolare attenzione, sulla descrizione della società spagnola. L'autore descrive i quartieri della Barcellona nel periodo del dopoguerra, evidenziando come le scelte politiche compiute in questo lasso di tempo abbiano plasmato la società.
I romanzi cui si farà riferimento sono: Encerrado con un solo juguete (1961), Rabos de lagartija (2000) e Si te dicen que caí (1973). Le tre opere vengono analizzate dal punto di vista tematico, considerando alcuni punti caratteristici e fondamentali della scrittura dell'autore.
Uno dei temi cari a Marsé è l'assenza della figura del capofamiglia; l'autore descrive e presenta minuziosamente le difficoltà che tale perdita causa alle famiglie: la mancanza del soggetto maschile non si ripercuote negativamente solo nell'ambito dell'economia familiare, bensì nella impossibilità da parte dei figli di una crescita sotto l'egida della sicurezza paterna.
Gli adolescenti, protagonisti principali dei romanzi presi in analisi, per sopravvivere ad una condizione difficile sia a livello economico che sociale, trovano nell'immaginazione e nei racconti fantastici, così come nel cinema, una via di fuga alla cruda realtà. Il desiderio di fuggire dalla città viene espresso apertamente dalla maggior parte dei personaggi il cui destino però sembra essere già segnato: nessuno di loro infatti riuscirà a scappare dalla città tentando di riscattarsi dalla realtà che sembra esser stata loro assegnata da un fato impietoso. Voltare lo sguardo e vivere nel cinismo e nell'indifferenza sembra rappresentare l'unica modalità per superare e sopportare le ingiustizie giornaliere: tale filosofia di vita condanna i personaggi alla perdita di sentimenti e alla inconsistenza dei rapporti interpersonali che invece potrebbero dare un senso alla loro misera vita.
Dopo aver analizzato la psicologia dei personaggi verrà proposta un'analisi degli spazi nella convinzione che i luoghi in cui i protagonisti si muovono rispecchiano perfettamente la situazione sociale ed economica del periodo. Le strade, le case, le camere, sono caratterizzate da elementi che rimandano alla povertà e all'abbandono. La mancanza di spazi intimi e personali e di un limite ben definito tra l'esterno della città e lo spazio interno della casa, si riflette negativamente soprattutto sulla vita dei giovani personaggi; la mancanza della figura paterna determina un afflusso incontrollato di persone tra l'interno e l'esterno dell'ambiente familiare. Le donne infatti non sono capaci di delimitare il confine casalingo proteggendolo da intrusi e presenze non accette; tale mancanza di controllo determina avvenimenti che sfociano nella violenza e nei soprusi.
Nei romanzi di Marsé il tema della violenza rappresenta un ruolo centrale dello sviluppo narrativo; gli abusi e le prevaricazioni che i personaggi subiscono rappresentano un elemento della loro quotidianità, a cui si dimostrano incapaci e allo stesso tempo impossibilitati a ribellarsi e sfuggire.
Ogni tema trattato viene analizzato all'interno dei romanzi scelti, mettendo in risalto analogie e differenze che si presentano. Accostando le tre opere, Encerrado con un solo juguete, Si te dicen que caí e Rabos de lagartija, si rintracciano elementi comuni di una narrazione complessa e densa di un autore considerato tra i maggiori osservatori della società spagnola del dopoguerra.

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5Capitolo I - Memoria e immaginazione 1.1 Scrivere per non dimenticare. Lo scrittore1 catalano Juan Marsé, nato a Barcellona nel 1933, focalizza la propria attenzione su di un fatto storico ben determinato, la Guerra Civile spagnola e le sue conseguenze, puntando i riflettori verso la classe media e la generazione di giovani della Barcellona degli anni '50 che, vivendo in uno scenario di povertà e violenza, sono spesso condannati ad una esperienza di vita in cui risulta difficile poter avere delle aspettative. I suoi personaggi sono dei sopravvissuti [...] che appaiono sempre stranieri: per lingua, per estrazione sociale o fede politica. Sono ladruncoli e servette, truffatori e prostitute, [...] gente umiliata che usa mezzi quasi sempre illeciti per fini quasi sempre degni: resistere alla povertà, fra un passato di macerie e un futuro senza prospettive2. Marsé porta alla conoscenza dei lettori elementi sociologici e storici della società spagnola caratterizzata in primo luogo dalla distruzione di valori come la famiglia, la sessualità e la moralità; per mezzo di uno sguardo penetrante ed obiettivo ci presenta una società che nel periodo del dopoguerra si trova 1 Juan Marsé viene solitamente inserito nella categoria del “realismo sociale” nella quale vengono raggruppate le opere pubblicate in Spagna nel periodo compreso tra il 1954 e il 1965 e le cui caratteristiche risultano essere la distanza dal regime franchista e la denuncia di una situazione sociale ingiusta, cercando di dare in tal modo un contributo per la trasformazione della società spingendo il lettore ad una presa di coscienza della realtà sociale del Paese. Questo movimento letterario è composto da un gruppo molto eterogeneo di scrittori che viene denominato “Generación del medio Siglo” ed è principalmente mosso da sentimenti di rabbia e risentimento riguardo le nefaste circostanze in cui hanno vissuto. Per Juan Marsé l'appartenere a questa corrente non lo costringerà ad abbandonare la sua libertà politica ed ideologica; come vedremo, infatti, lo scrittore non denuncerà mai apertamente nessun partito ma si concentrerà principalmente sulle conseguenze che le scelte politiche hanno riflesso sulla società spagnola. Della “Generación del medio siglo” oltre Juan Marsé, ricordiamo Juan Goytisolo, Juan García Hortelano e Luis Martín Santos. 2 E. Pittarello Il romanzo, in Profeti, L'età contemporanea della letteratura spagnola. Il Novecento, La Nuova Italia, Milano, 2001, p. 632.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Angela Rapani Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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