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La stagione delle tavole istoriate nel panorama francescano del XIII secolo

Fin dai primi anni successivi alla sua morte, la Chiesa e l'Ordine dei frati si sentirono chiamati a trasmettere a tutti i fedeli il messaggio, che Francesco d'Assisi portava in sé.
La letteratura attraverso le biografie, e l'arte figurativa attraverso le icone, le tavole istoriate, gli affreschi e le stesse architetture, ci manifestano questa volontà di riproporre nei secoli la figura del Poverello e l'insegnamento che, tramite essa, si voleva dare alla Chiesa e al mondo.
Le tavole istoriate, in particolare, rappresentano forse - in ordine di tempo - il primo tentativo di trasmettere questo messaggio ad un più vasto pubblico, soprattutto a quella maggioranza analfabeta della popolazione, che non avrebbe potuto conoscere Francesco tramite le biografie.
La prima parte di questo lavoro, pertanto, tenta dapprima di approfondire l'origine di queste tavole, la loro funzione, le motivazioni del loro sviluppo e quelle della loro scomparsa.
Successivamente si colloca questo fenomeno all'interno del più ampio quadro dell'arte italiana di questo periodo; infine, per comprenderlo nella sua totalità, si individuano gli ambienti che hanno permesso e incoraggiato la realizzazione delle varie opere e le diverse linee di pensiero che, già nella prima metà del XIII secolo, erano presenti all'interno dell'ormai vasto movimento francescano.
La seconda parte intraprende poi un approccio iconologico, soffermandosi su alcuni dei più interessanti tratti iconografici presenti nelle tavole, per metterli a fuoco e a confronto, al fine di elaborarne una lettura interpretativa.

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4 INTRODUZIONE La rappresentazione artistica della realtà è quella azione umana che meglio riesce a cogliere in ogni manifestazione sensibile la componente estetica, evidenziandone e valorizzandone quell’elemento che comunemente definiamo “bellezza”. L’arte è quindi una forma di indagine che non si ferma alla configurazione esteriore o alla cornice di un evento, ma, proprio in virtù della sua stessa essenza, ne sonda gli aspetti intimi e, attraverso i meccanismi dell’introspezione e della rielaborazione, lo proietta in un panorama più vasto, recuperandolo così alla crescita dell’esperienza umana. L’uomo, infatti, risulta arricchito dalle rappresentazioni artistiche, in quanto queste gli consentono di ascrivere al proprio bagaglio culturale tutta una serie di eventi e sensazioni acquisiti, pur se non vissuti e sperimentati in prima persona. Per chi nutra un particolare interesse verso le diverse manifestazioni artistiche dell’uomo, risulta quindi doveroso analizzare sempre più a fondo i vari linguaggi attraverso i quali ha saputo esprimersi la vicenda umana nel suo sentire e comunicare attraverso le varie epoche. Questo recupero all’umanità dei valori ultimi, essenziali per la propria storia, questa attenzione ai significati escatologici del cammino del genere umano, costituiscono anche i fattori costanti di qualsiasi dottrina religiosa. Per il credente, quindi, coltivare l’interesse per i contenuti teologici dell’arte, andando alla radice storico-salvifica di certe manifestazioni, diviene praticamente un impegno morale. Non è difficile ravvisare, in questa tensione al fine essenziale dell’esperienza, un evidente parallelismo tra queste due importanti

Tesi di Laurea

Facoltà: Teologia

Autore: Carlo Maccanti Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1330 click dal 15/02/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.