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Gli investimenti diretti dei paesi emergenti in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Sara Ghilardi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Brescia
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Marco Mutinelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Prima dell’avvento della crisi economica e della conseguente recessione, la realtà economica globale, caratterizzata da interazioni economiche, flussi di commercio e di investimenti produttivi internazionali, ha offerto alle imprese maggiori opportunità di accedere ai mercati, alle tecnologie e alle risorse finanziarie.
Negli ultimi anni, quindi, la ricerca e lo studio di possibili investimenti favorevoli in mercati esteri hanno costituito uno dei fattori principali delle strategie di impresa. La necessità di internazionalizzazione è strettamente collegata al processo di globalizzazione in atto nel contesto economico mondiale, caratterizzato da una crescente interdipendenza tra i Paesi e dall’intensificarsi dei flussi internazionali di persone, merci, capitali, servizi, tecnologie e informazioni. La potenziale crescita di un paese infatti è sempre più correlata alla capacità di quest’ultimo di allineare il suo sistema economico e produttivo all’attuale economia globale. Un elemento fondamentale per raggiungere questo obiettivo è rappresentato dalle imprese multinazionali che, attraverso il loro radicamento nelle nuove economie emergenti e tramite i loro investimenti nei territori in cui sono presenti, svolgono un ruolo cruciale per l’internazionalizzazione del paese.
In passato l’internazionalizzazione era una via seguita quasi esclusivamente dalle imprese maggiori dei Paesi industrializzati. Oggi, invece, si assiste ad un processo di internazionalizzazione diffusa, grazie a fattori quali l’abbattimento delle barriere agli scambi commerciali, la riduzione dei costi di trasporto e di comunicazione. La crescita all’estero come scelta strategica non riguarda quindi soltanto le imprese relativamente grandi, ma anche quelle di piccole e medie dimensioni; anzi, per le imprese di ridotte dimensioni, l’internazionalizzazione è spesso una strada obbligata per assicurare continuità alla propria attività economica.
Questi ultimi anni però sono stati segnati dalla forte crisi economica che ha comportato sia una rapida disintegrazione degli attuali sistemi internazionali sia il dissesto strategico dei principali protagonisti globali. Nonostante questo però in alcuni stati si sono riscontrati i primi segnali di ripresa, soprattutto per quanto concerne alcuni paesi in via di sviluppo; diversi sono i benefici apportati dagli IDE. Gli investimenti diretti in ingresso infatti hanno contribuito e contribuiscono ad aumentare l’occupazione nel paese, la crescita del sistema delle imprese, la formazione e l’incremento di capacità tecniche e manageriali, supportando inoltre l’innovazione delle tecnologie. Gli IDE in ingresso agiscono anche indirettamente, svolgendo un ruolo di ponte per i mercati esteri: l’apertura all’investimento da parte di un paese estero facilita l’adozione di un comportamento similare da parte delle imprese nazionali, accrescendo quindi il flusso complessivo di investimenti. Prima di addentrarci nell’analisi di questi investimenti, si è analizzato l’andamento globale degli IDE in entrata e in uscita nel mondo effettuati dai paesi sviluppati, dai paesi in via di sviluppo e dagli stati della Transition Economies. Successivamente ci si è concentrati sull’analisi di 33 aziende italiane acquisite, nel corso degli anni 2008-2009, da imprese Multinazionali provenienti da paesi emergenti.
Dai dati emersi da questa analisi sono risultati importanti gli investimenti russi e indiani dei quali si è fatto uno studio aggiuntivo prima di stilare le conclusioni.

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INTRODUZIONE  La Globalizzazione e la crisi economica: cambiamenti negli  scenari economici    Prima  dell’avvento  della  crisi  economica  e  della  conseguente  recessione,  la  realtà  economica  globale,  caratterizzata  da  interazioni  economiche,  flussi  di  commercio  e  di  investimenti  produttivi  internazionali,  ha  offerto  alle  imprese maggiori  opportunità  di  accedere  ai  mercati,  alle  tecnologie  e  alle  risorse  finanziarie.   Negli ultimi anni, quindi, la ricerca e lo studio di possibili investimenti favorevoli in mercati  esteri hanno costituito uno dei fattori principali delle strategie di impresa. La necessità di  internazionalizzazione è strettamente collegata al processo di globalizzazione  in atto nel  contesto economico mondiale, caratterizzato da una crescente interdipendenza tra i Paesi  e dall’intensificarsi dei flussi internazionali di persone, merci, capitali, servizi, tecnologie e  informazioni. La potenziale crescita di un paese infatti è sempre più correlata alla capacità  di quest’ultimo di  allineare  il  suo  sistema economico e produttivo  all’attuale economia  globale. Un  elemento  fondamentale  per  raggiungere  questo  obiettivo  è  rappresentato  dalle  imprese multinazionali  che,  attraverso  il  loro  radicamento  nelle  nuove  economie  emergenti  e  tramite  i  loro  investimenti  nei  territori  in  cui  sono  presenti,  svolgono  un  ruolo  cruciale  per  l’internazionalizzazione  del  paese.  In passato l’internazionalizzazione era una via seguita quasi esclusivamente dalle imprese  maggiori  dei  Paesi  industrializzati.  Oggi,  invece,  si  assiste  ad  un  processo  di  internazionalizzazione  diffusa,  grazie  a  fattori  quali  l’abbattimento  delle  barriere  agli  scambi  commerciali,  la  riduzione  dei  costi  di  trasporto  e  di  comunicazione.  La  crescita  all’estero  come  scelta  strategica non  riguarda quindi  soltanto  le  imprese  relativamente  grandi, ma  anche  quelle  di  piccole  e medie  dimensioni;  anzi,  per  le  imprese  di  ridotte  dimensioni,  l’internazionalizzazione  è  spesso  una  strada  obbligata  per  assicurare  continuità alla propria attività economica.   Questi ultimi anni però sono stati segnati dalla forte crisi economica che ha comportato  sia una  rapida disintegrazione degli attuali sistemi internazionali sia il dissesto strategico  dei  principali  protagonisti  globali.  Nonostante  questo  però  in  alcuni  stati  si  sono  riscontrati  i primi segnali di ripresa, soprattutto per quanto concerne alcuni paesi in via di  sviluppo;  diversi  sono  i  benefici  apportati  dagli  IDE. Gli  investimenti  diretti  in  ingresso  infatti  hanno  contribuito  e  contribuiscono  ad  aumentare  l’occupazione  nel  paese,  la  crescita  del  sistema  delle  imprese,  la  formazione  e  l’incremento di  capacità  tecniche  e  3

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