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La migrazione forzata dei rifugiati. Prospettive antropologiche, normativa ed esperienze.

Prospettive antropologiche sull'esperienza dei rifugiati. La normativa in Europa e in Italia, gli effetti sulla vita dei richiedenti asilo. La ricostruzione del percorso migratorio forzato di due sudanesi provenienti dal Darfur.

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4 Introduzione Inizialmente l’obiettivo di questa tesi era l’approfondimento dell’esperienza dei rifugiati politici a Torino. La ricerca è stata possibile grazie alle ore che ho trascorso presso l’Ufficio Pastorale Migranti (UPM) come tirocinante e volontario, nonché grazie alla possibilità di frequentare liberamente i suoi locali, in particolare quelli riservati alla gestione della scuola gratuita a cui sono iscritti numerosi rifugiati e richiedenti asilo. L’oggetto dello studio si è rivelato subito tutt’altro che ristretto e omogeneo, dato che abbraccia realtà ed esperienze sociali differenti, e presenta notevoli implicazioni politiche, giuridiche, culturali, psicologiche. La complessità del fenomeno dei rifugiati nel mondo d’oggi può essere suggerita dalla definizione che ne dà il Dizionario di antropologia curato da Ugo Fabietti e Francesco Remotti: “Rifugiati: Termine disegnante individui o gruppi che in risposta a pressioni ambientali, psicologiche, etniche, militari, politiche o economiche, sono costretti a migrare lasciando il loro paese o regione d’origine” (Fabietti, Remotti 1997, p. 632). Analizzando la definizione si comprende che l’etichetta “rifugiati” può essere assegnata sia a singoli individui che a gruppi sociali, dato che l’esperienza del rifugiato può essere sia personale, soggettiva, vissuta in solitudine e nel privato, che collettiva, condivisa, vissuta in spazi pubblici. La natura delle “pressioni” a cui sono soggetti (“ambientali, psicologiche, etniche, militari, politiche o economiche”), all’origine del loro essere rifugiati, individuano e rappresentano le numerose e differenti dimensioni sociali coinvolte, lasciando intuire come siano il risultato di molteplici processi socio-culturali, dai fattori politico-economici a quelli psicologici, dalle identità etniche alle strategie militari. La parte della definizione che ritengo più rilevante è però quella che indica l’azione sociale condivisa da tutti i rifugiati: “costretti a migrare lasciando il loro paese o regione d’origine”. Si esplicita che l’azione comune ad ogni rifugiato è la migrazione, una migrazione costretta da pressioni di diverso tipo, che obbligano la fuga e l’abbandono del paese di origine, divenuto pericoloso per la propria sopravvivenza. In Italia la letteratura dedicata ai rifugiati consiste soprattutto in studi giuridici o di organizzazioni umanitarie attive nell’assistenza (si veda il paragrafo 2.1), e risulta essere oltremodo scarsa se confrontata con la produzione scientifica dei paesi dell’Europa

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Andrea Fantino Contatta »

Composta da 99 pagine.

 

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