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La Sorgente di Luce illumina il Palazzo di Giada

Riassunto
Questo riassunto riprende alcuni punti di quanto ho esposto nell’introduzione perché li vedo come importanti per la messa in atto di questo progetto.

Questi due anni di formazione in psichiatria sociale li ho percepiti e poi vissuti come una ulteriore apertura verso orizzonti lavorativi più vasti.
Nuovi stimoli hanno ampliato, chiarito e consolidato le mie capacità di capire, leggere e prestare aiuto e solidarietà a persone afflitte da disagio sia psichico che fisico.
Su vari moduli trattati durante la formazione mi sono focalizzato in particolare sul modulo “I metodi terapeutici e la riabilitazione” affiancato ad altri tre elencati qui di seguito.

1) I metodi terapeutici e la riabilitazione
2) Gestione della crisi in psichiatria sociale. ( terapia di gruppo )
3) Collaborazione con gruppi di aiuto e auto aiuto.
4) Prevenzione in psichiatria sociale.

Secondo la mia esperienza sono convinto che una giusta miscela di questi quattro concetti possa portare ad una ottimale presa a carico di persone psichicamente malate operando possibilmente nel loro ambiente sociale e culturale tenendo pure in considerazione l’ambiente familiare, abitativo e lavorativo sia esso privato o protetto onde poter estendere un ottimale intervento sociopsichiatrico.
Con un buon lavoro di rete, di ascolto e condivisione, tra le diverse figure professionali si potrà operare in modo fluido e concreto per la cura e la prevenzione del disagio psichico volgendo anche uno sguardo, a mio avviso molto importante, alla possibilità di individuare nuove forme di sostegno non solo ai pazienti ma anche ai loro familiari.
Il primo approccio per inoltrarsi in questo campo terapeutico è quello di riuscire a cancellare i pregiudizi, onde far emergere, riconoscere e valorizzare quelle potenzialità e abilità nascoste che prima non potevano svilupparsi proprio a causa dell’incalzare del pregiudizio stesso.
Con questa mia convinzione ho voluto introdurre all’OSC, e nei laboratori del CARL, un progetto di lavoro da condividere con l’equipe, basato su di un metodo di trainning energetico, il Gong Yau Chun Qigong, che già pratico personalmente da quarantacinque anni.
La mia speranza è di poterlo applicare anche in un contesto di rete, per esempio con la costituzione di gruppi di aiuto o auto aiuto, orientati sul lavoro preventivo e riabilitativo con l’intento di portare o riportare l’utente ad una vita sociale dignitosa.
Il messaggio che voglio lasciare, con questo lavoro finale, è anche quello di sottolineare l’importanza della condivisione e scambi di opinione, visibile al paragrafo “Introduzione”, anche per argomenti, inerenti al nostro lavoro, che possono talvolta uscire dagli schemi quotidiani.
Sapendo che questa metodologia alternativa é già collaudata in altri istituti mi sono detto, perché non anche qui?
Dopo la stesura di un progetto intitolato “Risveglio”, visibile al paragrafo “Allegati”, la direzione OSC mi ha permesso di iniziare questa attività in forma sperimentale, con un gruppo di persone che fanno capo ai laboratori e alla clinica, onde verificare la positività di questa terapia alternativa di sostegno.
In breve il Qigong è una metodologia che mira all’ascolto interiore. È basato principalmente sull’esecuzione di forme in movimento lente o statiche, visibili al paragrafo “Parte pratica”, abbinate ad una particolare respirazione in modo da far fluire liberamente il Qi (energia primaria) nel corpo portando ad esso un buon benessere psicofisico.

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Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Germano Pelli Contatta »

Composta da 124 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 271 click dal 14/05/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.