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Privacy e trasparenza dei dati reddituali in ambito tributario

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Tenuta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi della Calabria
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Salvatore Muleo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

Il lavoro della mia Tesi di Laurea prende in considerazione il delicato rapporto tra trasparenza e Privacy dei dati reddituali in ambito tributario. La norma emblematica è rappresentata dall'art. 69 del DPR 600/1973 che prevede la pubblicazione di elenchi nominativi dei contribuenti. Lo scopo di tale norma è quello di garantire innazitutto l'interesse fiscale, visto come forma di lotta all'evasione, in secondo luogo quello di effettuare una sorta di controllo sociale. Per cui l'intento del Legislatore non è mai stato quello di segretare i dati in suo possesso bensì quello di renderli accessibili da parte di chiunque, ma tutto ciò deve necessariamente rapportarsi con le esigenze di riservatezza di ogni singolo contribuente. I casi esaminati sono tre. Il principale riguarda la pubblicazione dei Redditi on line avvenuta nel marzo 2008 ad opera del Direttore dell'Agenzia delle Entrate e del relativo provvedimento emesso dal Garante della Privacy volto a bloccare la diffusione incontrollata dei dati sulla rete. Inoltre ho esaminato altri due casi di lesione del diritto alla riservatezza del contribuente: i c.d. "Scontrini parlanti" e un caso discusso davanti alla Corte di Giustizia Europea con analisi della relativa sentenza.
Si tratta di un lavoro molto interessante e soprattutto attuale visto l'incessante utilizzo dei sistemi informatici in ogni ambito della vita umana e vista la scarsità di disposizioni normative che regolamentano il settore.

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1 INTRODUZIONE Il presente lavoro ha preso spunto dalla pubblicazione dei redditi on line, in un’apposita sezione del sito della’Agenzia delle Entrate, a cura del Direttore della stessa. L’accaduto ha dato modo a molti giuristi di confrontarsi sulla tematica del bilanciamento tra le esigenze di trasparenza dei dati reddituali e di tutela della privacy. La ricerca muove dall’esame dell’articolo 69 del DPR 29 Settembre 1973 n.600, che è la disposizione che rappresenta l’emblema della normativa che prevede la possibilità di rendere pubblici, o quantomeno conoscibili, i dati reddituali dei contribuenti. Tutto l’impianto normativo risponderebbe alle esigenze di preservare l’interesse fiscale alla corretta riscossione dei tributi nonché a quella di effettuare, mediante la possibilità di una consultazione da parte di chiunque, una sorta di controllo sociale, lasciando, dunque, anche ai singoli contribuenti la possibilità di verificare la coerenza tra reddito dichiarato e tenore di vita tenuto. Tutto ciò però deve ineluttabilmente rapportarsi e bilanciarsi con l’esigenza di garantire ai contribuenti il rispetto della loro riservatezza. Necessità, questa, che richiede una particolare attenzione quando una divulgazione spropositata può consentire la conoscibilità di dati sensibili del contribuente, e quando il mezzo che viene adoperato per la consultazione è uno strumento informatico in grado di abbattere le dimensioni temporali e spaziali. Oltre al caso della pubblicazione dei redditi on line sul sito dell’Agenzia delle Entrate, che ha attirato l’attenzione dei media e il disappunto dei contribuenti, sono stati esaminati altri due casi analoghi.

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