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Ipotesi di approccio zooecologico nell'alimentazione dei ruminanti per la prevenzione ed il controllo dei disturbi fermentativi

La domesticazione comporta una logica sottomissione dell’animale ad esigenze dell’uomo. L’uomo alleva animali con lo scopo di ricavarne prodotti alimentari e non, vendibili per trarre profitto. Nel corso della storia, l’allevatore ha sempre cercato nuove tecniche e nuove tecnologie sempre pur mantenendo invariato l’obiettivo: mantenere e casomai, aumentare la redditività dell’allevamento. Pertanto la tecnica di allevamento del bestiame è una realtà dinamica in cui convivono pratiche tradizionali e pratiche più o meno innovative. Il risultato dell’interazione tra fattori ambientali e genetici che contraddistinguono l’animale allevato è controllato dalla mano dell’uomo. L’allevatore influenza i fattori intriseci (componente genetica) ed estrinseci (componente ambientale) dell’animale allevato ma non agisce sulla sostanziale natura dell’animale. Possiamo con certezza affermare che sebbene le innumerevoli tecniche e tecnologie inerenti all’allevamento dell’animale utilizzate dall’uomo, il complesso anatomo-fisiologico, tratto distintivo di qualsiasi organismo vivente sia animale che vegetale non viene modificato.
La seguente tesi verte sulla specie bovina, che rappresenta in ambito ecologico una nicchia unica nel suo genere, per via della caratteristica abilità a degradare e utilizzare i carboidrati strutturali, descrive il foraggio verde in merito alla possibilità di prevenire o curare le dismetabolie più frequenti in allevamento, con lo scopo di relazionare la presenza di disturbi fermentativi in allevamento. Inoltre, prende in esame la forte discordanza tra la dieta tipica del bovino in natura e del bovino di allevamento.

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4 1. PREMESSA La domesticazione comporta una logica sottomissione dell’animale ad esigenze dell’uomo. L’uomo alleva animali con lo scopo di ricavarne prodotti alimentari e non, vendibili per trarre profitto. Nel corso della storia, l’allevatore ha sempre cercato nuove tecniche e nuove tecnologie sempre pur mantenendo invariato l’obiettivo: mantenere e casomai, aumentare la redditività dell’allevamento. Pertanto la tecnica di allevamento del bestiame è una realtà dinamica in cui convivono pratiche tradizionali e pratiche più o meno innovative. Il risultato dell’interazione tra fattori ambientali e genetici che contraddistinguono l’animale allevato è controllato dalla mano dell’uomo. L’allevatore influenza i fattori intriseci (componente genetica) ed estrinseci (componente ambientale) dell’animale allevato ma non agisce sulla sostanziale natura dell’animale. Possiamo con certezza affermare che sebbene le innumerevoli tecniche e tecnologie inerenti all’allevamento dell’animale utilizzate dall’uomo, il complesso anatomo-fisiologico, tratto distintivo di qualsiasi organismo vivente sia animale che vegetale non viene modificato. La seguente tesi verte sulla specie bovina, che rappresenta in ambito ecologico una nicchia unica nel suo genere, per via della caratteristica abilità a degradare e utilizzare i carboidrati strutturali, descrive il foraggio verde in merito alla possibilità di prevenire o curare le dismetabolie più frequenti in allevamento, con lo scopo di relazionare la presenza di disturbi fermentativi in allevamento. Inoltre, prende in esame la forte discordanza tra la dieta tipica del bovino in natura e del bovino di allevamento.

Laurea liv.I

Facoltà: Agraria

Autore: Pierluigi Vezzaro Contatta »

Composta da 84 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.