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Il bilancio sociale. Strumento di rendicontazione e comunicazione negli enti locali.

In assenza di un riferimento normativo negli ultimi anni gli enti locali si sono avvicinati alla rendicontazione sociale in modo autonomo, ma talvolta confuso. Per evitare che il bilancio sociale fosse l’esito di sperimentazioni realizzate singolarmente dai singoli enti invece che il risultato di una politica nazionale, prima il Ministero della Funzione pubblica, nel 2006, e successivamente l’Osservatorio per la finanza e la contabilità degli enti locali, nel 2007, hanno approvato delle “Linee guida per la rendicontazione sociale negli enti locali”, allo scopo di facilitarne sia l’applicazione da parte degli enti locali, sia la comprensione e la valutazione/comparazione dei risultati da parte dei destinatari.
La presente trattazione analizza in modo dettagliato l’articolato delle linee guida dell’Osservatorio, partendo da un inquadramento del bilancio sociale, soffermandosi sulla sua struttura e contenuto, fino all’esame puntuale delle fasi del processo di rendicontazione.
Il bilancio sociale, esito di un processo con cui l’ente locale rende conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell’impiego di risorse in un dato periodo, in maniera tale da consentire ai cittadini e ai diversi interlocutori di conoscere e formulare un proprio giudizio su come l’amministrazione interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato, può essere utilizzato come strumento di supporto dei processi di partecipazione, interni ed esterni, aumentando così il grado di accountability e di legittimazione democratica dell’ente.
Un cammino faticoso che richiede prima di tutto il diffondersi di una nuova cultura della responsabilità sociale che si traduca nella capacità dell’ente di saper sfruttare le potenzialità di rendicontazione e di comunicazione del bilancio sociale.

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2 Premessa Il processo di trasformazione della pubblica amministrazione, iniziato a partire dagli anni ‘90 1 , ha reso indispensabile la presa di coscienza da parte dell’ente locale di un nuovo modo di rapportarsi con il cittadino-utente. Il cittadino, attraverso il voto elettorale e la conseguente scelta di coloro che gestiranno per suo conto la macchina amministrativa, adesso pretende di poter incidere sulle scelte amministrative, chiedendo che le sempre minori risorse a disposizione siano allocate in modo sempre più efficace ed efficiente, e che soprattutto rispondano ai bisogni della collettività. Infatti, sulla base dei risultati ottenuti, se rispondenti alle promesse elettorali, il cittadino, potrà delegare nuovamente il potere agli amministratori che già lo detengono oppure decidere a chi delegarlo. L’obbligo di 1 Ratifica della “Carta europea dell’Autonomia locale” con L. 439/89; L. 142/90 sull’ordinamento delle autonomie locali in attuazione dell’art. 128 della Cost.; L. 241/90 sul procedimento amministrativo e il diritto di accesso ai documenti amministrativi; L. 81/93 sull’elezione diretta del sindaco; le leggi c.d. Bassanini ’97-‘99 sul “federalismo amministrativo”; L. 150/2000 sulla disciplina delle attività di informazione e di comunicazione delle P.A; D.l.vo 267/2000 - T.U.E.L ; la modifica del titolo V della Costituzione (L. cost. 3/2001) e i conseguenti principi di sussidiarietà orizzontale e verticale, differenziazione e adeguatezza ex art. 118 Cost.; L. 131/2003 c.d “La Loggia” di adeguamento dell’ordinamento statale ai contenuti della riforma costituzionale del 2001.

Tesi di Master

Autore: Barbara Cionini Contatta »

Composta da 46 pagine.

 

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