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L'evoluzione della disciplina internazionale relativa ai cambiamenti climatici: da Rio De Janeiro a Copenaghen

Informazioni tesi

  Autore: Tommaso Perrone
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni Internazionali
  Relatore: Alessandra Lang
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 102

La lotta ai cambiamenti climatici è diventata, nel corso degli ultimi anni, la questione più rilevante del nostro tempo e la sfida più dura che dovrà essere affrontata nel secolo che stiamo vivendo. Nell’ultimo decennio la Terra ci ha lanciato molteplici segnali che hanno reso palese a tutti – politici, economisti, giuristi e semplici lavoratori e cittadini – ciò che gli scienziati denunciano da quasi mezzo secolo: il clima della Terra si sta trasformando a causa delle eccessive emissioni di anidride carbonica ed altri gas ad effetto serra che l’umanità sta producendo ad un ritmo insostenibile. Non si può negare che, ormai, chiunque abbia un minimo di sensibilità ambientale riconosca tale problema come qualcosa di grave e da affrontare senza indugi: uragani, alluvioni, inondazioni da una parte e siccità, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari e aumento delle temperature dall’altra stanno affliggendo parti sempre più ampie del nostro Pianeta e creando disagi ad un numero crescente di popolazioni. Nonostante tutto questo, la comunità internazionale riscontra ancora gravi difficoltà nel raggiungere un accordo concreto e globale per fronteggiare autenticamente la questione. In particolare negli ultimi anni, diversi ostacoli si sono frapposti tra l’effettiva presa di coscienza e la realizzazione di un’azione concreta, decisa e concertata.
Il seguente elaborato, analizzando concretamente gli sviluppi storico-giuridici del sistema internazionale in tema di cambiamenti climatici e prendendo atto dei rapidi mutamenti che la comunità internazionale sta subendo dal 1989, tenterà di mettere in evidenza sia l’aspetto etico e morale, rappresentato dal principio dello sviluppo sostenibile e dalla sua concreta e più efficace trasposizione nel concetto di trattamento differenziato, sia l’aspetto, più difficile da accettare, della necessità di fare in modo che anche Paesi finora solo marginalmente responsabili del processo si impegnino attivamente affinché facciano la loro parte in maniera proporzionata e compatibile con il loro ainalienabile diritto allo sviluppo.

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5 Introduzione La lotta ai cambiamenti climatici è diventata, nel corso degli ultimi anni, la questione più rilevante del nostro tempo e la sfida più dura che dovrà essere affrontata nel secolo che stiamo vivendo. Nell’ultimo decennio la Terra ci ha lanciato molteplici segnali che hanno reso palese a tutti – politici, economisti, giuristi e semplici lavoratori e cittadini – ciò che gli scienziati denunciano da quasi mezzo secolo: il clima della Terra si sta trasformando a causa delle eccessive emissioni di anidride carbonica ed altri gas ad effetto serra che l’umanità sta producendo ad un ritmo insostenibile. Non si può negare che, ormai, chiunque abbia un minimo di sensibilità ambientale riconosca tale problema come qualcosa di grave e da affrontare senza indugi: uragani, alluvioni, inondazioni da una parte e siccità, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari e aumento delle temperature dall’altra stanno affliggendo parti sempre più ampie del nostro Pianeta e creando disagi ad un numero crescente di popolazioni. Nonostante tutto questo, la comunità internazionale riscontra ancora gravi difficoltà nel raggiungere un accordo concreto e globale per fronteggiare autenticamente la questione. In particolare negli ultimi anni, diversi ostacoli si sono frapposti tra l’effettiva presa di coscienza e la realizzazione di un’azione concreta, decisa e concertata. Negli ultimi due decenni qualcosa è stato fatto: le Nazioni Unite hanno mosso i primi, seppur incerti, passi già verso la fine degli anni ’80 riconoscendo il problema e occupandosi della questione. Questi piccoli passi portarono alla conclusione della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici nel 1992, seguita a breve (1997) dall’innovativo quanto criticato Protocollo di Kyoto alla Convenzione che tentò di porre degli obiettivi concreti di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra,

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