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Sfera pubblica e soggetto politico

Abstract
Il processo di globalizzazione genera da un lato la crisi, e dall'altro il ricostituirsi del legame sociale in forme regressive e distruttive. Gli obiettivi di questo lavoro sono diretti a formulare un’ analisi del deterioramento dello spazio pubblico nell'era della globalizzazione, delle concezioni identitarie e la riaffermazione di una visione esistenzialistica e decostruttiva allo stesso tempo. Ho cercato di analizzare la sfera pubblica rifacendomi alle teorie di molti autori come: Zygmunt Bauman, Jürgen Habermas, Iris Marion Young. Ma in particolare mi sono impegnata ad analizzare il pensiero di Hannah Arendt. Il primo capitolo riguarda il deterioramento della sfera pubblica. Partendo dall’analisi habermasiana, che attraverso la sua opera la teoria dell’agire comunicativo (1981), descrive il processo nel corso del quale il pubblico costituito da individui s’appropriano della sfera pubblica controllata dalla autorità e la trasformano in una sfera dove la critica si esercita contro il potere dello stato. Lo spazio pubblico è giunto alla eccessiva frantumazione dettata da una prevalenza del singolo sulla collettività, l’individuo e la sua soggettività divengono il perno principale e indeboliscono il senso comune, disgregando l’agire politico inteso come agire comunicativo tra gli individui.Mi sono impegnata a descrivere il contribuito dell’analisi dello spazio pubblico attraverso la prospettiva di Zigmunt Bauman e Iris Marion Young. Nel secondo capitolo ho delineato un percorso storico del pensiero di Hannah Arendt, partendo da una analisi di un'altra grande opera della filosofa, Le origini del totalitarismo (1951). Il terzo capitolo descrive la concezione politica arendtiana attraverso le sue opere.La Arendt critica la società moderna, accusandola di aver privilegiato il versante economico - strategico dimenticando il vero significato dell'agire. Ma, affinché l'agire dia inizio a un vero e proprio processo significativo, è necessario che esso venga raccontato e reso noto alle generazioni future.Il monito della filosofa è quello di ritornare ad un “mondo umano”, creato e mantenuto dall’uomo attraverso la sua opera, l’agire, attività propria dell’ homo faber attraverso la quale l’individuo produce qualcosa che sopravviverà a se stesso.

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10 CAPITOLO PRIMO PARTECIPAZIONE E SOGGETTIVITÁ NELLA SOCIETÁ CONTEMPORANEA 1.1 Il deterioramento dello spazio pubblico Per spazio pubblico intendiamo generalmente il luogo simbolico delle libertà civili: libertà di manifestazione, di parola, di espressione. É il luogo simbolico regolato dalle leggi, il terreno delle libertà democratiche che consentono di regolare i conflitti sociali e politici ed il confronto con i poteri costituiti. Lo spazio pubblico è quindi una nozione cardine delle scienze umane e sociali. Jürgen Habermas con la pubblicazione intitolata Teoria dell'agire comunicativo (1981) descrive il processo nel corso del quale il pubblico costituito da individui facendo uso della loro ragione s'appropria della sfera pubblica controllata dall'autorità e la trasforma in una sfera dove la critica si esercita contro il potere dello Stato. Questo processo nasce nel XVIII secolo in Inghilterra nel periodo di sviluppo urbanistico della città e della contemporanea definizione della nozione di spazio privato da parte della borghesia urbana emergente. Habermas illustra come le riunioni nei circoli e nei caffè hanno contribuito alla moltiplicazione delle discussioni e dei dibattiti politici anche attraverso l'uso dei media dell'epoca (giornali, riviste) 2 . Il pubblico di borghesi, formatosi nell'ambito familiare, nello spazio della libertà, 2 J. Habermas, Teoria dell’agire comunicativo vol. II: Critica della ragione funzionalistica, Edizione Il Mulino, 1997.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lorena Ciampi Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.