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Le trasformazioni dei partiti politici occidentali

Informazioni tesi

  Autore: Ivano Baldari
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Teoria politica
  Relatore: Francesco Battegazzorre
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

Come evolvono i partiti politici? Quali sono le condizioni che permettono il cambiamento? Quali gli effetti sulla società? Queste sono solo alcune delle domande che emergono quando si osservano gli sviluppi registrati negli ultimi anni.
La ricostruzione proposta in questa sede ha come oggetto di discussione le trasformazioni dei partiti politici occidentali. Le trasformazioni riguardano le linee di evoluzione dei modelli di partito, dall'inizio del secolo fino ad oggi. Qui il riferimento imprescindibile è il partito di massa, inteso non solo come tipo di partito ma anche come elemento che racchiude e sintetizza una serie di peculiarità che hanno caratterizzato la sfera politica: dalla partecipazione di massa, alla funzione di integrazione sociale, passando attraverso l'organizzazione su base ideologica dei comportamenti elettorali.
Con l'aggettivo “occidentali”, invece, si vuole circoscrivere il campo d'indagine ai partiti politici che, nonostante differenze specifiche, sono legati da una base comune di proprietà. Per offrire un'indicazione di massima, si può dire che tale qualificazione permette di mantenere uno sguardo privilegiato su quei paesi occidentali (membri dell'Ocse) la cui democratizzazione si è compiuta tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX. In realtà, maggiore attenzione è prestata all'esperienza europea, sebbene siano inevitabilmente presenti dei richiami al mondo anglosassone, le cui novità hanno spesso fornito un'anticipazione di ciò che è avvenuto oltreoceano. Se questo sia avvenuto per un processo di imitazione o per la presenza di condizioni simili nella struttura dei sistemi politici è ancora da verificare. Resta comunque il dato – registrato grosso modo negli ultimi trent'anni – di una convergenza delle logiche e delle pratiche politiche verso un modello dominante che ha negli Stati Uniti il suo epicentro e che ha prodotto un fenomeno non a caso definito “americanizzazione” della politica.
Riassumere i cambiamenti recenti sotto un'unica etichetta, tuttavia, sarebbe riduttivo. Per questa ragione, la discussione che segue cerca di prendere in considerazione più punti di vista, in modo da offrire una visione ampia. Le trasformazioni dei partiti politici vengono così osservate sulla base di tre prospettive, dalle quali emerge una raffigurazione impressionistica e piuttosto sintetica, ma al tempo stesso – si spera – sufficiente per fare chiarezza su un tema così vasto. A questo proposito, si è optato per una ripartizione in tre capitoli.
Nel primo si passano in rassegna le principali riflessioni sui partiti in relazione ai momenti storici e sociali che ne hanno accompagnato gli sviluppi. Lo spazio dedicato a questa parte è piuttosto ridotto ed ha la scopo di fornire uno sfondo generale sul quale innestare la presentazione dei modelli che riassumono e scandiscono il percorso dei partiti dalla politica di massa a quella attuale (era digitale, postmoderna, ecc.). Gli idealtipi e i concetti vengono così esposti per fornire una griglia analitica di riferimento.
Nel secondo capitolo il focus si sposta sulla società e più precisamente sugli indicatori statistici che riguardano alcuni degli elementi centrali dei comportamenti politici collettivi. I dati sull'affluenza alle urne, sulla volatilità elettorale e sulle identificazioni partitiche, offrono una misura importante di cui bisogna tenere conto per almeno due ragioni: consente di quantificare una serie di tendenze in atto, scendendo dal piano teorico a quello empirico; traccia le condizioni generali che bisogna considerare nel momento in cui si osservano da vicino le scelte dei partiti.
Nel terzo capitolo, infine, si guarda ai partiti come organizzazioni e si leggono le trasformazioni attraverso questa lente specifica. Questo punto di vista integra i precedenti, dal momento che il primo si sofferma sui concetti e sulle caratteristiche comuni sulla base delle quali i partiti sono analizzati e classificati, mentre il secondo quantifica i macro fenomeni sociali. L'analisi organizzativa scende più in profondità e si muove all'interno del singolo partito, includendo tutte quelle variabili inevitabilmente trascurate negli altri approcci (rapporti di forza ed equilibri interni, relazione leadership-membri, incentivi per la partecipazione, ecc.). Nel fare questo, restituisce all'oggetto di studio l'immagine di insieme complesso dotato di tensioni e dinamiche proprie che risultano importanti ai fini dell'indagine sulle cause che producono i cambiamenti.

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Introduzione Come evolvono i partiti politici? Quali sono le condizioni che permettono il cambiamento? Quali gli effetti sulla società? Queste sono solo alcune delle domande che emergono quando si osservano gli sviluppi registrati negli ultimi anni. Come dimostrano le numerose pubblicazioni scientifiche sull'argomento, discutere dei nodi critici che ruotano intorno a questi problemi non è semplice. I punti più controversi riguardano la forma partito, le funzioni svolte all'interno del sistema politico, le reazioni dei cittadini e la capacità di rispondere sul piano organizzativo alle sfide poste da contesti diversi rispetto al passato. La profondità dei fenomeni che ha investito i paesi occidentali negli ultimi trent'anni ha sollevato alcuni dubbi sulla possibilità di mantenere inalterato il quadro d'analisi adottato fino ad oggi. Soprattutto a partire dagli anni Novanta, la letteratura politologica ha contribuito ad arricchire la riflessione proponendo nuovi modelli interpretativi in grado di segnare una cesura rispetto al lessico e al bagaglio concettuale precedente. Termini come “partito di quadri”, “partito di massa” o “elettorato di appartenenza”, hanno lasciato il posto a nuovi concetti come “cartel party”, “partito fluido”, “volatilità elettorale”, e via di seguito. Non per marcare una differenza meramente terminologica, ma per dotare la scienza politica di strumenti teorici capaci di cogliere con maggiore precisione i cambiamenti più recenti. L'obiettivo principale è quello di elaborare categorie analitiche con le quali fissare alcune dimensioni chiave all'interno di uno scenario dinamico. Ma la difficoltà principale risiede nella costruzione di ipotesi che consentano di delineare una cornice teorica dotata di coerenza e chiarezza esplicativa. Come già detto, si 3

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