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I Situazionisti, Constant e le giovani avanguardie di architettura in Italia

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Nieddu
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Michele Costanzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

I situazionisti sono un gruppo di giovani artisti che hanno, in comune, l'idea di rivoluzionare la società attraverso una nuova visione di arte sperimentale, libera da qualsiasi precedente tradizione culturale. Per attuare questa sorta di sovvertimento (che presuppone un sovvertimento della stessa società) essi fanno uso di diverse forme d'arte come: la letteratura, la poesia, il cinema, l'architettura e la pittura; ma sarà l'architettura a rivestire il ruolo principale e a rappresentare, in qualche modo, il fulcro dell'ipotesi palingenetica e rigenerativa della società (1).
Nella città ligure di Cosio D'Arroscia, in provincia d'Imperia, i componenti dei gruppi CoBrA, Internationale Lettriste, Comitato Psicogeografico di Londra, il Movimento Internazionale per una Bahuaus Immaginista (MIBI), e tutti gruppi artistici operanti nell'Europa del secondo dopoguerra, nel 1957, formeranno un più ampio raggruppamento che prenderà il nome di Internazionale Situazionista.
Tale Internazionale Situazionista vuole creare dei nuovi paradigmi per una società più libera dove a predominare siano le stesse passioni creative e spirituali dell'animo umano. Lo scopo principale che si prefigge il movimento è quello di "creare delle situazioni", definite come "momenti di vita concretamente e deliberatamente costruiti mediante l’organizzazione collettiva di un ambiente unitario e di un gioco di eventi" (2).
Queste situazioni, avrebbero dovuto trovare attuazione all'interno di un ambiente unitario, concepito come unità fisica, reale, dove momenti di vita liberi da vecchi condizionamenti culturali e sociali, sottoposti alle sole regole del gioco e del comportamento ludico, avrebbero creato nuove opportunità creative.
I situazionisti sviluppano quella che è chiamata la Teoria dell'Urbanismo Unitario, che diventa la generatrice del processo creativo dei nuovi ambienti unitari. Applicando questa teoria provano a creare una sorta di opera d'arte totale, al cui processo devono confluire tutte le arti. Essi, utopisticamente, inseguono il sogno creativo di altri gruppi artistici che hanno operarato prima dei situazionisti, come le avanguardie storiche del primo cinquantennio del XX secolo, quali: Futurismo, Dadaismo, Costruttivismo e Surrealismo.
Nello specifico, i situazionisti cercano di creare un ambiente reale e concreto, in cui attuare la dimensione ludica della vita e il libero dispiegamento delle passioni. L'architettura è usata per ricreare nuovi ambienti per la vita quotidiana, attraverso la realizzazione di nuovi quartieri tematici o "quartieri di stati d'animo", come li definisce Gilles Ivan. In altri termini, si prefigura una nuova architettura che, attraverso un sapiente gioco di effetti d'atmosfera, dia vita al "quartiere dell'allegria", al "quartiere della passione", al "quartiere della sorpresa", al "quartiere del sogno", al "quartiere della paura", in cui vengono esaltati gli stati d'animo più semplici. Ruolo fondamentale è ricoperto anche dalla Psicogeografia, che studia gli effetti dello spazio sulla psiche umana.
Dopo i surrealisti, negli anni Venti e Trenta del Novecento, i situazionisti sono i primi a tentare una nuova sintesi tra arte e politica. Lo scopo è quello di utilizzare l'arte per rivoluzionare la politica e quindi la società. E' questa la prima spinta ideologica attraverso cui vengono compiute le prime teorizzazioni del movimento.
Rivalutando il concetto di sperimentazione, caro a tutte le avanguardie, l'I.S. ritiene che si debbano combattere le ormai obsolete idee del "movimento moderno" che si è arroccato sulla concezione dei fondatori e non si è saputo rinnovare, rinunciando in pratica alla sperimentazione. Perciò si dichiara antimoderno, ritenendosi contemporaneo alla propria epoca perché sempre aperto alle realtà in continuo divenire.

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5PREMESSA I situazionisti sono stati un gruppo di giovani artisti che avevano in comune l’idea di rivoluzionare la società attraverso una nuova visione dell’arte: una visione che doveva essere assolutamente sperimentale e libera da qualsiasi precedente tradizione culturale. Per attuare il sovvertimento della società facevano uso delle diverse forme d’arte come la letteratura, la poesia, il cinema, l’architettura e la pittura. Ma fu l’architettura a rivestire il ruolo principale e a rappresentare, in qualche modo, il fulcro dell’ipotesi palingenetica e rigenerativa della società. Nel 1957 nella città ligure di Cosio D’Arroscia, in provincia d’Imperia, i componenti dei gruppi CoBrA, International Lettriste, Comitato Psicogeografico di Londra e Movimento Internazionale per una Bahuaus Immaginista (il MIBI) formano il raggruppamento che prenderà il nome di ’Internazionale Situazionista, tutte realtà artistiche operanti nell’Europa del secondo dopoguerra. CoBrA nasce nel 1948 e verrà sciolto solo tre anni dopo, nel 1951. Ne hanno fatto parte, fra gli altri, l’olandese Constant Nieuwenhuys, il danese Asjer Jorn e il belga Christian Dotremont. Tale gruppo fu detto anche Internazionale degli artisti sperimentali e ha avuto forti legami con i diversi movimenti del dopoguerra in tutti i Paesi europei. L’intento primario era quello di per rendere possibile un avvicinamento della società a forme artistiche più dirette e primitive attraverso una costante sperimentazione. Constant Nieuwenhuys, architetto e pittore, viene ormai riconosciuto come uno dei protagonisti indiscussi della stagione utopica dell’architettura del dopoguerra. E’ l’inventore di New Babylon, modello di città in divenire, adatto ad una popolazione nomadica (rom, sinti etc.) sempre disposta al cambiamento, senza legami con vecchi modelli sociali che si rifanno alle “ormai obsolete ideologie della proprietà privata e della sedentarietà”. Gli accampamenti dei nomadi e i parchi gioco sono i suoi modelli ideali. Il tentativo operato dall’architetto olandese è quello di riportare l’architettura e l’urbanistica nelle mani dei suoi proprietari, gli abitanti, che saranno così liberi di scegliere e modificare in qualsiasi momento, in base ai loro bisogni e desideri, il proprio habitat. Asjer Jorn è invece l’infaticabile organizzatore e propugnatore, oltre che del CoBrA, di diversi altri gruppi d’avanguardia.. Nomade nell’Europa degli anni ‘50 e ’60, stringe rapporti con i diversi artisti, raccoglie idee, propone raggruppamenti e contestazioni all’establishment artistico dell’ “Accademia”. Christian Dotremont riveste un ruolo più politico che artistico all’interno del movimento; il suo peso però è, nel complesso, decisamente meno importante rispetto agli altri componenti, anche a causa della sua precoce uscita di scena rispetto all’esperienza situazionista. Il Mibi, ovvero Movimento internazionale per una Bauhaus Immaginista, nasce nel 1956 nella cittadina ligure di Albisola per promuovere la libera sperimentazione nel campo artistico. Ne hanno fatto parte lo stesso Asjer Jorn, Giuseppe Gallizio e suo figlio Melanotte, Piero Simondo, Walter Olmo e diversi componenti del disciolto gruppo CoBrA. Giuseppe Gallizio è insieme a Jorn il principale animatore di questa esperienza. Farmacista di professione, ha mille interessi che vanno dall’antropologia all’archeologia, dallo studio sulle erbe medicinali allo studio della chimica, dalla pittura all’architettura. Ad un certo punto della sua vita si dedica alla pittura, optando per una forma di rappresentazione assolutamente sperimentale, anche attraverso i più diversi materiali e colori e le più diverse tecniche. Gallizio è il creatore di quella che lui stesso definisce Pittura Industriale. L’Internazionale Lettrista nasce a Parigi nel 1954 da una costola del movimento Lettrista del poeta rumeno Isidore Isou. I componenti dell’I.L., tra i quali hanno un ruolo trainante Guy Debord e Michele Bernstein si rifanno alla vexata quaestio dell’utilizzo del tempo libero e propongono una nuova concezione che mira a liberare la società dalla tradizionale visione consumistica che la borghesia aveva sempre avuto in proposito. Questo intento rivoluzionario veniva perseguito anche, e soprattutto, attraverso il potenziamento della critica all’architettura, attraverso l’utilizzo della teoria sull’Urbanismo Unitario e attraverso la teoria sulla Psicogeografia. Questi tre elementi costituiscono la base, secondo i lettristi, per lo studio delle leggi e degli effetti dell’ambiente geografico sulle emozioni e i comportamenti degli individui. Guy Debord, francese, è scrittore e principale teorizzatore nell’Internazionale Lettrista. Le sue analisi politiche e sociali confluiranno in seguito nell’Internazionale Situazionista e , anzi, ne saranno per un certo periodo la base, sino a portare ad una vera e propria deriva politica, con l’abbandono dell’analisi dei processi artistici e più direttamente creativi. L’Internazionale Situazionista diventa così, attraverso passaggi graduali, movimento “esclusivamente” politico di carattere rivoluzionario. Lo stesso Debord è autore del saggio a carattere sociale dal titolo “La società dello spettacolo” in cui, per primo nel 1967, analizza con estrema lucidità la sempre maggiore irruenza e intrusione dei media nella vita quotidiana di milioni di persone, anticipando dibattiti che oggi sono all’ordine del giorno.

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