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Le metodologie di guida e di organizzazione del lavoro che il Coordinatore Infermieristico può adottare, per motivare e aumentare la soddisfazione dei collaboratori, in un'ottica di continuo cambiamento

Le attività di gruppo, specialmente quelle finalizzate alla realizzazione di un progetto, al raggiungimento di un obbiettivo di lavoro, richiedono la presenza di un coordinatore, una figura in grado di facilitare i processi funzionali allo scopo condiviso. Ma quali sono le componenti essenziali allo sviluppo di tali processi? E quali sono le azioni richieste ad un coordinatore efficace? Svolgere una funzione di leader richiede la capacità di saper orientare, guidare, incoraggiare, motivare, premiare le scelte creative, contribuire a comporre punti di vista ed interpretazioni differenti in uno schema comune per tutti i membri. L’attenzione viene posta sulle persone con le quali si cerca di decifrare la realtà ed il significato delle richieste esterne e dei progetti di azione, si crea e si ridefinisce continuamente il clima ed il contesto culturale, si operano delle scelte di priorità e si difendono decisioni e programmi di azione nei confronti dell’ambiente esterno. La leadership si colloca nel punto di incontro tra le variabili strutturali (obiettivo, metodo e ruoli) e le variabili processuali (clima, comunicazione e sviluppo) dell’organizzazione; ha una funzione equilibratrice tra il versante dell’individualità e gli orizzonti del gruppo di lavoro e dovrebbe possedere la capacità di garantire la conservazione ed insieme il cambiamento della cultura organizzativa1. La leadership può essere pertanto considerata come una risorsa tecnica e organizzativa a disposizione del gruppo e non una funzione esterna ad esso. Il leader più adeguato all’applicazione di questo approccio è prima di tutto un esperto di relazioni, una persona che si mette al servizio del gruppo e che costruisce il suo stile di leadership partendo dall’assunzione che la relazionalità, con i suoi conflitti e le sue risorse, è la condizione operativa originaria. Il punto nodale è la focalizzazione sugli atteggiamenti e sui significati che le persone attribuiscono al loro agire, in quanto il suo scopo è quello di cercare l’adesione dei collaboratori rispetto ai fini generali, ai valori ed alle concezioni; opera in modo da aumentare la consapevolezza e l’adesione convinta a quei propositi che superano gli interessi individuali a favore di quelli collettivi1.

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2  1. INTRODUZIONE Le attività di gruppo, specialmente quelle finalizzate alla realizzazione di un progetto, al raggiungimento di un obbiettivo di lavoro, richiedono la presenza di un coordinatore, una figura in grado di facilitare i processi funzionali allo scopo condiviso. Ma quali sono le componenti essenziali allo sviluppo di tali processi? E quali sono le azioni richieste ad un coordinatore efficace? Svolgere una funzione di leader richiede la capacità di saper orientare, guidare, incoraggiare, motivare, premiare le scelte creative, contribuire a comporre punti di vista ed interpretazioni differenti in uno schema comune per tutti i membri. L’attenzione viene posta sulle persone con le quali si cerca di decifrare la realtà ed il significato delle richieste esterne e dei progetti di azione, si crea e si ridefinisce continuamente il clima ed il contesto culturale, si operano delle scelte di priorità e si difendono decisioni e programmi di azione nei confronti dell’ambiente esterno. La leadership si colloca nel punto di incontro tra le variabili strutturali (obiettivo, metodo e ruoli) e le variabili processuali (clima, comunicazione e sviluppo) dell’organizzazione; ha una funzione equilibratrice tra il versante dell’individualità e gli orizzonti del gruppo di lavoro e dovrebbe possedere la capacità di garantire la conservazione ed insieme il cambiamento della cultura organizzativa 1 . La leadership può essere pertanto considerata come una risorsa tecnica e organizzativa a disposizione del gruppo e non una funzione esterna ad esso. Il leader più adeguato all’applicazione di questo approccio è prima di tutto un esperto di relazioni, una persona che si mette al servizio del gruppo e che costruisce il suo stile di leadership partendo dall’assunzione che la relazionalità, con i suoi conflitti e le sue risorse, è la condizione operativa originaria. Il punto nodale è la focalizzazione sugli atteggiamenti e sui significati che le persone attribuiscono al loro agire, in quanto il suo scopo è quello di cercare l’adesione dei collaboratori rispetto ai fini generali, ai valori ed alle concezioni; opera in modo da aumentare la consapevolezza e l’adesione convinta a quei propositi che superano gli interessi individuali a favore di quelli collettivi 1 .

Tesi di Master

Autore: Emilietta Bedognè Contatta »

Composta da 55 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11605 click dal 02/03/2010.

 

Consultata integralmente 24 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.