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Proposta di traduzione e commento del racconto De la truite dans l’eau glacée di Gabrielle Roy: gli ''effets troublants'' del ricordo

Gabrielle Roy non ha bisogno di presentazioni. È ricordata e studiata come una delle scrittrici più importanti della letteratura canadese. La sua reputazione è restata costante sin dalla pubblicazione di Bonheur d'occasion, che ne ha fatto una delle autrici più stimate del Canada e tra le più lette e studiate in moltre altre parti del mondo.
Tuttavia, a dispetto o forse a ragione del ruolo centrale che da subito le è stato riconosciuto, il suo accidentato percorso artistico e gli spostamenti di interesse che lo hanno segnato non hanno mancato di sollevare nella critica coeva molti dubbi riguardo l’approccio critico da assumere nel valutare la sua produzione. In particolare, la difficoltà principale è stata individuare i motivi autentici che indussero l’autrice ad abbandonare la posizione di letterata engagée, che la impose come iniziatrice del realismo, per un tipo di scrittura via via più intimista, fino a giungere ad un’ultima fase esplicitamente autobiografica. La critica degli anni ‘60 e ‘70 si è spaccata in opinioni profondamente discordanti, ed è soltanto nel periodo finale della produzione della scrittrice e, soprattutto, dopo la scomparsa di quest’ultima, che si è riusciti a cogliere, attraverso l’analisi della sua intera genesi letteraria, una coerenza artistica unificatrice.
Ai fini del presente studio, teso all’analisi della raccolta Ces enfants de ma vie, e in particolare dell’ultimo racconto, Une truite dans l’eau glacée, vale la pena rintracciare questo filo conduttore, non solo per ristabilire l’importanza che il libro occupa nell’evoluzione letteraria e umana della scrittrice, ma anche e soprattutto perché è nel passaggio da una narrazione realista a una più intimista, nella sempre
più accentuata volontà e necessità di fondere la scrittrice con l’io narrante fino a stringerli in un legame diremmo simbiotico, che troviamo la vera forza creatrice di quest’opera.

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Introduzione Gabrielle Roy non ha bisogno di presentazioni. È ricordata e studiata come una delle scrittrici più importanti della letteratura canadese. La sua reputazione è restata costante sin dalla pubblicazione di Bonheur d'occasion, che ne ha fatto una delle autrici più stimate del Canada e tra le più lette e studiate in moltre altre parti del mondo. Tuttavia, a dispetto o forse a ragione del ruolo centrale che da subito le è stato riconosciuto, il suo accidentato percorso artistico e gli spostamenti di interesse che lo hanno segnato non hanno mancato di sollevare nella critica coeva molti dubbi la sua produzione. In particolare, la difficoltà principale è stata individuare i motivi autentici che engagée, che la impose come iniziatrice del realismo, per un tipo di scrittura via via più intimista, nel periodo finale della produzione della scrittrice e, soprattutto, dopo la scom intera genesi letteraria, una coerenza artistica unificatrice. 1 Ai fini del presente stud Ces enfants de ma vie, e timo racconto, Une truite dans , vale la pena perché è nel passaggio da una narrazione realista a una più intimista, nella sempre stringerli in un legame diremmo simbiotico, che troviamo la vera forza creatrice di 1 G. Roy, Ces enfants de ma vie, Boréal, Montréal 1993. (Da ora in poi citato mediante la sigla : Ces...). V

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere Moderne

Autore: Claudia Ortenzi Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 826 click dal 04/03/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.