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Le privatizzazioni in Francia. Assetti proprietari delle società privatizzate. Un'indagine comparativa

Informazioni tesi

  Autore: Gianluca Scarchillo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Diego Corapi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 362

L’ultimo ventennio ha visto in Europa una crescente diminuzione dell’intervento pubblico in campo economico, quasi seguendo una “moda” contraria a quella che in passato ha condotto alla pubblicizzazione di gran parte dei settori industriali.
Aumentare la competitività del sistema economico, accrescere l’efficienza delle singole imprese, diffondere l’azionariato popolare, rafforzare il mercato azionario e, non ultimo, produrre introiti per le casse dello Stato, sono state, in generale, le finalità poste alla base delle politiche di privatizzazione nei vari Paesi.
Privatizzare, nel senso di trasferire il controllo di una società da un soggetto pubblico ad uno privato, rappresenta una particolare modalità di riallocazione della proprietà che influisce sugli strumenti di esercizio del controllo societario e sulle stesse finalità del controllo.
Queste peculiarità si riflettono sulle garanzie che il venditore e l’acquirente reciprocamente si accordano e sulle modalità con cui la riallocazione ha luogo.
Di tali modalità si occuperà la presente ricerca. L’analisi è stata svolta confrontando le tecniche con cui sono state attuate le privatizzazioni in Francia, con particolare riferimento agli assetti proprietari e agli strumenti di controllo societario, comparandole, poi, con il sistema attuato in Gran Bretagna ed in Italia.
Indipendentemente dall’area ideologica di appartenenza, infatti, è sempre più avvertita dalle nazioni la necessità di ridisegnare la funzione dello Stato nell’economia, non tanto per una ridefinizione della frontiera tra pubblico e privato, quanto per l’individuazione di una innovativa architettura del mercato attraverso la trasformazione degli obiettivi conferiti alle imprese.
Elemento decisivo di questa nuova politica sono, indubbiamente, le privatizzazioni, espressione dai mille significati, implicanti operazioni tra loro molto differenti, ma che sostanzialmente individuano un approccio privatistico dello Stato nell’economia.
Le privatizzazioni sono all’ordine del giorno quasi in tutto il mondo, sia che si tratti di Stati che praticano l’economia di mercato da molto tempo, di Stati in via di sviluppo o di Stati che appartengono all’antico blocco socialista.
Da semplice meccanismo economico e giuridico che essa era all’origine, la privatizzazione è divenuta una vera politica con delle conseguenze sociali importanti. Oltre a tali motivazioni, l'oggetto della ricerca è, a mio avviso, interessante per il fatto che le privatizzazioni hanno anche, e soprattutto, un aspetto dinamico: esse non riescono a meno che il nuovo statuto dell’impresa non permetta ad essa di ritrovare la sua competitività.
Per alcuni versi questo passaggio dal settore pubblico al settore privato può sembrare insignificante. La società privatizzata mantiene la sua personalità giuridica e le sue condizioni di funzionamento sono certamente meno sconvolte rispetto a quanto avveniva a causa della legislazione commerciale. Ma numerosi aspetti di questo cambiamento di statuto sono complessi, poichè sembra assurdo allineare immediatamente e totalmente il regime delle società privatizzate su quello delle imprese che hanno sempre avuto un carattere privato. Sono necessarie delle misure transitorie al fine di permettere allo Stato di controllare le cessioni di azioni o di mantenere una rappresentanza in seno agli organi di amministrazione e controllo. Di qui la nascita di varie tecniche: l’action spècifique in Francia, la golden share in Gran Bretagna e i poteri speciali in Italia.
Si può dire che la società privatizzata si ricorda in qualche modo delle sue origini prima di diventare a poco a poco una società come le altre.
Davanti a situazioni così complesse, pertanto, il ricorso al diritto comparato è di grande utilità.
Su questa logica si fonda il presente progetto di ricerca con il quale, in particolare, saranno analizzati tre paesi europei - Francia, Gran Bretagna e Italia - le cui esperienze di privatizzazione sono relativamente diverse ma mostrano, comunque, certe riflessioni comuni.


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1 INTRODUZIONE Privatizzare, nel senso di trasferire il controllo di una società da un soggetto pubblico ad uno privato, rappresenta una particolare modalità di riallocazione della proprietà che influisce sugli strumenti di esercizio del controllo societario e sulle stesse finalità del controllo. Queste peculiarità si riflettono sulle garanzie che il venditore e l’acquirente reciprocamente si accordano e sulle modalità con cui la riallocazione ha luogo. Di tali modalità si occupa il presente lavoro. L’analisi viene svolta confrontando le tecniche con cui sono state attuate le privatizzazioni in Francia, con particolare riferimento agli assetti proprietari e agli strumenti di controllo societario, comparandole, poi, con il sistema attuato in Gran Bretagna ed in Italia. Nella gran parte degli ordinamenti giuridici occidentali, a partire dagli anni ‘80, si è assistito ad un profondo ripensamento del ruolo assunto dallo Stato nella disciplina dei fenomeni economici.

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Parole chiave

accordi parasociali
action spècifique
assetti proprietari
golden share
noyaux durs
nuclei stabili
pactes d'actionnaires
poteri speciali
privatizzazioni
società privatizzate
diritto privato comparato

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