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NPWT una nuova frontiera del wound care

La scelta di sviluppare l’argomento di questa tesi nasce dall’esigenza di approfondire le conoscenze tecniche e cliniche sia delle medicazioni avanzate ormai acquisite nella pratica clinica sia di quelle innovative ancora poco conosciute e per questo non utilizzate nella cura delle ferite. Il tema della gestione delle ferite, seppure ben conosciuto, necessita di linee guida e protocolli specifici che ne consentano una gestione standardizzata al fine di poter erogare e garantire un’appropriata e consapevole assistenza.
Nel primo capitolo, in primo luogo, si è voluto analizzare, dando le opportune definizioni, i termini che vengono menzionati spesso per indicare patologie a carico della cute; in secondo luogo, si è voluto affrontare ed approfondire il processo fisiologico e patologico della guarigione delle ferite e i metodi di gestione delle stesse secondo l’approccio della Wound Bed Preparation seguendo i principi TIME.
Nel secondo capitolo si è voluto approfondire l’argomento delle medicazioni avanzate. Si è, poi, provveduto ad analizzare il loro impatto sull’efficacia, sulla qualità della vita, sui costi nonché sulle caratteristiche di una medicazione ideale. Tale analisi è stata compiuta attraverso il riferimento alle diverse tipologie di esse che esistono in commercio.
Nel terzo capitolo, attraverso una breve introduzione sulla storia del concetto della pressione negativa , viene inquadrata la NPWT (Terapia a pressione negativa per la cura delle ferite), esponendo gli effetti clinici evidenziati , le indicazioni e le controindicazioni all’uso con riferimento alla gestione infermieristica e clinica.
Nel quarto capitolo, infine, viene riportata l’analisi delle evidenze scientifiche e cliniche esistenti in letteratura che supportano e valorizzano l’uso di questa terapia e l’analisi dei risultati delle evidenze prodotte dalla nostra esperienza all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Arcispedale S. Anna di Ferrara.
E’ stato possibile effettuare tale analisi attraverso l’osservazione di una serie di casi con la precipua intenzione di volerne dimostrare sia l’effettiva efficacia della terapia in sé considerata, che i vantaggi ottenuti in termini di miglioramento della qualità della vita e di rapporto costo-efficacia al fine di fornire un input significativo affinché il sistema terapeutico a pressione negativa possa a breve essere integrato nella pratica clinica.

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CAPITOLO 1 1.1 DEFINIZIONI Per Ferita si intende una lesione di continuo delle strutture molli del corpo prodotta da un agente vulnerante. In relazione al percorso e alla profondità le ferite possono essere distinte in: superficiali: quando interessano esclusivamente lo strato cutaneo e sottocutaneo; profonde: quando coinvolgono lo strato fasciale e le strutture che si trovano al disotto; penetranti: quando creano un tramite tra l'esterno e una delle grandi cavità dell'organismo (cranica, toracica, addominale); interne: quando interessano organi interni (fegato, milza, polmone, ecc.) a prescindere dal coinvolgimento delle strutture parietali che possono anche rimanere integre, come accade nei traumi chiusi. Le ferite cutanee sono classificabili come acute o croniche. Quelle acute guariscono in un tempo definito, in genere in meno di otto settimane. Le ferite croniche sono invece lesioni che non sono riuscite a seguire le tappe ordinate e temporalmente sequenziali che esitano nella guarigione con restitutio ad integrum, e si concludono in guarigioni con difetti anatomici e/o funzionali. La maggioranza delle ferite croniche (circa il 70%) sono la conseguenza di lesioni da pressione ( le cosiddette piaghe da 5

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Valeria Scire' Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9432 click dal 04/03/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.