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Le Patate Interattive. L'arte di Mark Napier tra produzione, esposizione e fruizione.

Il processo di desacralizzazione dell’opera d’arte come feticcio intoccabile dell’artista, ha inizio circa un secolo fa ed è tuttora un argomento su cui l’arte stessa continua ad interrogarsi costruttivamente, generando e portando in grembo nuove forme di produzione, esposizione fruizione dell’opera. Questo trattato analizza da un punto di vista sociologico le opere di un artista newyorkese, Mark Napier, che a metà degli anni novanta abbandona tele e pennelli per dedicarsi alla sperimentazione con i nuovi media, consolidando e sedimentando grazie alle sue notevoli intuizioni, il terreno della corrente artistica che forse più di tutte raccoglie l’eredità delle grandi avanguardie storiche: la net.art. Inoltre, senza la pretesa di ripercorrere tutti i concetti e le teorie socio-antropologiche che hanno illustrato e approfondito la tematica della rete e del web, si è cercheto di istituire parallelismi concettuali tra le opere dell’artista e alcuni dei più grandi pensatori degli ultimi decenni, cercando di capire dove e perché Mark Napier perpetua una risemantizzazione dell’opera d’arte.

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Capitolo 1  Mark Napier  Nato  a  Springfield, New  Jersey, Napier  a metà  degli  anni  90  abbandona  tele  e  pennelli per dedicarsi completamente alla crescente avanguardia della net.art. Con  le sue notevoli  intuizioni, Napier sedimenta un  terreno artistico molto denso  di  interesse,  ma  ancora  privo  di  quella  spinta  motrice  essenziale  alla  sua  affermazione.   Diplomatosi  in  Fine  Arts  presso  il  Rochester  Institute  of  Technology,  per  provvedere  a  se  stesso  e  alla  sua  famiglia,  ha  lavorato  e  lavora  tuttora,  come  programmatore.  Napier,  profondo  conoscitore  del  web  e  dei  linguaggi  che  lo  sorreggono,  unisce  una  assoluta  sensibilità  artistica  all’attivismo  socio‐culturale  tipico degli hacker. I suoi lavori, o perlomeno quelli successivi a “Distorted Barbie”,  sono tutti frutto di un’ interazione, quella tra l’oggetto e il fruitore, tra il codice del  web e quello della mente. Il vero autore del progetto artistico è quindi  il fruitore  stesso,  l’autore è  invece colui che crea <<tutte  le possibilità virtuali  racchiuse nel  meta‐progetto 1 >>.     Il fatto che  la figura dell’autore non sia più così  importante non condiziona  né  la  qualità  della  produzione  culturale  né  la  creatività  artistica.  Questo  dovrebbe  farci  riflettere  sulla natura  sociale della  cultura: nessuno ha  idee  che non siano state direttamente o indirettamente influenzate dalle relazioni  sociali  che  intrattiene,  dalla  comunità  di  cui  fa  parte. Non  esiste  il  genio  isolato  dal  mondo  e  ispirato  dalla  musa,  esistono  solo  persone  che  si                                                                 1  Cfr. De Kerckhove,   www.mediamente.rai.it/HOME/BIBLIOTE/intervis/d/dekerc02.htm#link005 

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Adriano Dominici Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.