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Crittografia: classica e moderna

La comunicazione, in particolare quella “segreta”, riveste un ruolo importante per l’umanità fin dall’antichità. Da sempre infatti l’uomo ha cercato il modo di proteggere i propri segreti. Fin dalla nascita delle prime forme di società e di comunità, semplici capi di villaggi, re, regine, comandanti hanno avuto la necessità di inventare espedienti per evitare che i loro messaggi cadessero nelle mani del nemico: ecco quindi che la storia dell’uomo si intreccia con la storia della crittografia. Nell’era moderna dominata dai computer, questa necessità è maggiore di quella avvertita una volta, quando la crittografia veniva utilizzata solo per la corrispondenza militare ed in tempo di guerra. Oggi, anche chi crede di non avere niente da difendere, deve comunque difendersi da uno spionaggio continuo, dalle minacce provenienti da Internet, da reti locali, dai colleghi di lavoro, anche semplicemente per la corrispondenza elettronica privata. Per non parlare di chi utilizza il computer per documenti importanti, per segreti industriali e numeri di carte di credito.
Difficilmente un computer non contiene informazioni riservate, a partire da informazioni contabili, fino ad arrivare a informazioni che riguardano le proprie preferenze. Non sono poi da trascurare i danni che potrebbero derivare, ad esempio, dalla trafuga della propria password di posta elettronica, o dai danni recati a terzi per non curanza delle informazioni ricevute. Chi crede di non avere niente da nascondere, si arrabbierebbe comunque moltissimo scoprendo che all’ufficio postale hanno aperto una sua lettera. In Internet succede continuamente.

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Capitolo 1 Introduzione alla Crittografia La comunicazione, in particolare quella “segreta”, riveste un ruolo impor- tante per l’umanità fin dall’antichità. Da sempre infatti l’uomo ha cercato il modo di proteggere i propri segreti. Fin dalla nascita delle prime forme di società e di comunità, semplici capi di villaggi, re, regine, comandanti hanno avuto la necessità di inventare espedienti per evitare che i loro mes- saggi cadessero nelle mani del nemico: ecco quindi che la storia dell’uomo si intreccia con la storia della crittografia. Nell’era moderna dominata dai com- puter, questa necessità è maggiore di quella avvertita una volta, quando la crittografia veniva utilizzata solo per la corrispondenza militare ed in tempo di guerra. Oggi, anche chi crede di non avere niente da difendere, deve co- munque difendersi da uno spionaggio continuo, dalle minacce provenienti da Internet, da reti locali, dai colleghi di lavoro, anche semplicemente per la cor- rispondenza elettronica privata. Per non parlare di chi utilizza il computer per documenti importanti, per segreti industriali e numeri di carte di credito. Difficilmente un computer non contiene informazioni riservate, a partire da informazioni contabili, fino ad arrivare a informazioni che riguardano le pro- prie preferenze. Non sono poi da trascurare i danni che potrebbero derivare, ad esempio, dalla trafuga della propria password di posta elettronica, o dai danni recati a terzi per non curanza delle informazioni ricevute. Chi crede di non avere niente da nascondere, si arrabbierebbe comunque moltissimo scoprendo che all’ufficio postale hanno aperto una sua lettera. In Internet succede continuamente. Dal punto di vista etimologico, il termine crittografia deriva dalle parole greche “kriptòs” (nascosto) e “graphos” (scrittura). Quindi, se si volesse dare una definizione rigorosa, si potrebbe dire che la crittografia è la scienza che ricerca metodi o algoritmi che siano in grado di trasformare un messaggio in chiaro (plaintext) in un messaggio cifrato (ciphertext). La Crittografia non mira a nascondere il messaggio in sè, ma il suo significato. Pertanto sono necessarie due operazioni: • la prima, detta di cifratura (encrypt), in cui il testo in chiaro vie- 2

Laurea liv.I

Facoltà: Matematica per l'informatica ed il calcolo scientifico

Autore: Francesca Zito Contatta »

Composta da 48 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4231 click dal 09/03/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.