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Cultura organizzativa e riti aziendali

Negli ultimi 30 anni il termine cultura organizzativa è andato assumendo un ruolo sempre più importante nell’analisi dei diversi aspetti dei comportamenti organizzativi.
La cultura di un’azienda infatti rivela, in maniera più o meno manifesta, il modo in cui la stessa si pone nei confronti del mercato ed influenza i comportamenti delle persone, rafforzandone il senso di appartenenza al gruppo e l’identificazione con la mission aziendale.
La conoscenza e la gestione degli elementi “soft” della cultura aziendale diventa quindi fondamentale per riuscire a fare leva sulle persone aumentando la motivazione e migliorando il clima organizzativo.
Scopo di quest’opera è dunque indagare ed analizzare le pratiche gestionali che supportano il trasferimento dei valori organizzativi ed il rinforzo dei comportamenti coerenti con gli obiettivi dell’impresa; si è scelto inoltre di contestualizzare la ricerca all’interno di una zona precisa, il Veneto, per evidenziare le eventuali interazioni tra cultura aziendale e cultura del territorio.

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3 CAPITOLO PRIMO LA CULTURA E I RITI NELLE ORGANIZZAZIONI 1 Premessa Nel seguente capitolo si cercherà innanzi tutto di spiegare il concetto di cultura organizzativa e la relativa crescita d’importanza del ruolo che quest’ultima ha avuto, nel corso dell’ultimo trentennio, nell’ambito degli studi sulle organizzazioni. Successivamente si analizzerà la figura dell’imprenditore vista nell’ottica della diffusione della cultura all’interno dell’azienda e si esaminerà il concetto di identità organizzativa come spinta all’azione nei confronti del personale aziendale. Il capitolo continua focalizzandosi sulle diverse tipologie di forme culturali diffuse nelle organizzazioni, analizzando specificatamente una particolare forma di ritualità aziendale, i riti di integrazione; infine il box conclusivo induce a riflettere su come il termine “cultura aziendale” continui ad essere al centro di dibattiti e generare opinioni contrastanti. 2 Teoria dell’organizzazione A partire circa dal 1970 gli studiosi delle organizzazioni hanno letteralmente riscoperto la cultura, ovvero hanno cominciato ad utilizzare concetti culturali per analizzare vari aspetti dei comportamenti organizzativi e lo studio delle dimensioni culturali e simboliche delle organizzazioni è andato gradualmente consolidandosi come uno dei filoni più importanti della ricerca organizzativa: basti pensare al fatto che nell’arco di due soli anni, dal 1979 al 1981, il numero di articoli di argomento economico aziendale contenenti la parola “mito” è passato da 50 a 500 (Gagliardi, 1986). Significativa a tal proposito è l’affermazione di Meryl Reis Louis (Gagliardi,1986) che “molto, se non la gran parte, di ciò che davvero conta nella vita dell’organizzazione si svolge al livello culturale”, ovvero sul piano delle premesse cognitive e di valore e degli stessi “stati emotivi” che costituiscono il fondamento delle decisioni, delle scelte, della volontà di impegnarsi e in definitiva dell’azione individuale e collettiva nelle organizzazioni. Lo studio culturale delle imprese si è dunque andato ad affiancare alle linee di pensiero più tradizionali (l’approccio sistemico-contingentista, di ispirazione funzionalista, e lo studio dell’azione organizzativa come azione sociale tendenzialmente orientata alla razionalità di ispirazione weberiana), vale a dire le cosiddette teorie a “razionalità organizzativa forte”,

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Pittoni Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.