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Gli strumenti finanziari secondo i principi contabili internazionali: problematiche di contabilizzazione e di disclosure

Il lavoro intrapreso nasce dal bisogno di analizzare e di riflettere sui metodi e le regole di contabilizzazione dei financial instruments, anche alla luce di un’ampia estensione dell’utilizzo degli IAS/IFRS alla maggior parte delle imprese nei prossimi anni, rispetto all’applicazione attuale. Questo elaborato in particolare esamina la contabilizzazione degli strumenti finanziari secondo gli IAS 32 e 39, al fine di fornire una panoramica degli strumenti primari e derivati, che hanno subito un radicale cambiamento nelle modalità di valutazione e contabilizzazione per venire incontro alle nuove esigenze e per risolvere alcune delle problematiche scaturite dalla crisi.
Il lavoro si sofferma sull’IFRS 7 per analizzare la disclosure che assume nei bilanci un ruolo rilevante per permettere agli analisti esterni ed agli utilizzatori del bilancio di comprendere la reale valutazione dei titoli, avere una visione chiara, completa e trasparente dei reali rischi che una società si trova ad affrontare e come questi vengono amministrati.
La trasparenza del bilancio e la corretta utilizzazione di tutti i principi dettati dallo IASB possono permettere una più dettagliata conoscenza dell’azienda e creare una base di partenza attraverso la quale poter superare la crisi.

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Introduzione 9 Capitolo 1 Introduzione 1. Premessa La portata innovativa derivante dall’introduzione degli IAS, avvenuta dalla metà degli anni Novanta, è senz’altro quella di creare le condizioni per un’area economica europea che poggi su principi giuridico-fiscali uniformi: essa può consentire infatti un’informativa di bilancio che nasca da logiche e modelli condivisi, permettendo migliore comprensione e comparabilità dei bilanci di società diverse. A tal fine la Commissione Europea ha stabilito una serie di norme contabili comuni, rese obbligatorie dal 2005, che potessero essere accettate dai mercati dei capitali a livello mondiale e consentire l’accesso delle imprese europee a tali mercati internazionali. Il legislatore italiano, facendo seguito al legislatore comunitario, ha non solo accolto il regolamento comunitario 1606/2002, ma ne ha esteso la portata consentendo l’adozione degli IAS anche a quelle aziende che ai sensi del citato regolamento non necessariamente devono adottarli; si tratta quindi di un cambiamento che può abbracciare un ampio numero di operatori di mercato. I problemi applicativi derivanti dall’introduzione dei principi IAS/IFRS nel nostro ordinamento sono molteplici e sono da ricondurre, in alcuni casi, alla circostanza per cui lo IASB riconosce al bilancio una funzione diversa rispetto a quella assegnata dai principi contabili italiani. Altre volte, il contrasto è attribuibile alla scarsa applicazione sul piano operativo di alcuni principi di carattere generale, sebbene enunciati dal nostro legislatore (è il caso del principio della funzione economica legato alla prevalenza della sostanza sulla forma). I cambiamenti imposti dai principi internazionali sono, quindi, numerosi e l’area di bilancio che, con il passaggio degli IAS/IFRS presenta le più rilevanti innovazioni è quella che riguarda gli strumenti finanziari. Nonostante lo IASB abbia rivisitato più volte gli standard inerenti, anche per effetto di specifiche istanze avanzate dall’Unione Europea in occasione del processo di omologazione, la disciplina in oggetto continua a sollevare non pochi problemi.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Marco Mottin Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.