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Un'analisi statistica della diversità fra le varietà vegetali

L’Ente Nazionale delle Sementi Elette svolge compiti che derivano dall'applicazione delle norme che disciplinano la produzione e la commercializzazione dei prodotti sementieri.
Il quadro normativo comunitario relativo alla commercializzazione delle specie agricole e orticole è retto da due pilastri fondamentali. Il primo è costituito dalla registrazione ufficiale delle varietà, il secondo dalla certificazione o, per le specie ortive, in particolare per le ortive standard, dal controllo, comunque ufficiale del materiale sementiero, per l’accertamento dell’identità e della purezza varietale.
A livello nazionale si fa riferimento alla Legge n.1096 del 25/11/1971 il cui Regolamento di esecuzione è rappresentato dal Decreto del Presidente della Repubblica n.1065 dell’8/10/1973, e in particolare, alla Legge Nazionale n. 195 del 20/04/1975 per le specie ortive.
Per quanto riguarda la registrazione delle varietà, un apposito Ufficio del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali è responsabile dei procedimenti relativi all’accertamento dei requisiti tecnici e amministrativi per l’iscrizione e al rispetto dei regolamenti comunitari sulle denominazioni varietali.
Sulla base dei registri nazionali, i Servizi della Commissione Europea predispongono un catalogo comune delle varietà di specie agricole e ortive. Una volta che una varietà è iscritta nel registro dell’Unione Europea, essa ha titolo per essere commercializzata in tutto il territorio dell’Unione.
La condizione necessaria affinché una varietà sia iscritta al registro nazionale e, quindi, affinché le relative sementi siano ammesse alla commercializzazione o al controllo ufficiale a posteriori, è che la varietà da iscrivere sia “distinta”, sufficientemente “omogenea”, “stabile” nei suoi caratteri essenziali e che abbia un valore agronomico e di utilizzazione soddisfacente.
Una varietà è
- “distinta” quando è chiaramente differenziabile per uno o più caratteri da qualsiasi altra varietà la cui esistenza sia nota al momento della presentazione della domanda di iscrizione;
- “omogenea” quando gli individui che la compongono sono sufficientemente simili nell’espressione dei caratteri;
- “stabile” se resta invariata, compatibilmente con le modalità riproduttive della specie, al termine di ogni ciclo di moltiplicazione.
L’accertamento di questi requisiti, effettuato attraverso prove ufficiali di campo e di laboratorio (che durano, di norma, due anni), dà vita al test sulla diversità, uniformità e stabilità che tecnicamente prende il nome di Test Distinctness, Uniformity and Stability, da cui l’acronimo DUS.
A livello attuale le prove tecniche sono coordinate dall’ENSE (cereali, foraggere, patata, ortive) e dalla Regione Emilia Romagna (colture industriali). Una rete di circa 25 Istituzioni di Ricerca svolgono le prove agronomiche e le analisi di qualità necessarie.
Le prove descrittive sono realizzate mediante l’uso delle linee-guida dell’Ufficio Comunitario delle Varietà Vegetali (UCVV o CPVO), per le specie per le quali queste siano state già adottate, oppure facendo riferimento, per le altre, alle linee guida dell’UPOV riferendosi, in questo caso, almeno ai caratteri definiti primari o, in ultima istanza, seguendo protocolli nazionali.
La Statistica entra in gioco sia nella fase della istituzione delle prove sperimentali di campo e di laboratorio, che durante lo svolgimento delle stesse, nonché al loro termine, in particolare quando, anche e soprattutto in condizioni di incertezza, bisogna esprimere un giudizio, sulla base delle descrizioni effettuate, sull’omogeneità, sulla diversità e sulla stabilità delle nuove varietà candidate.
Tra i vari settori in cui la Statistica può dare il suo valido contributo, si è voluto analizzare quello svolto da questa scienza all’interno del test DUS ed in particolare nell’analisi della “diversità” delle nuove varietà vegetali.

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Introduzione L’obiettivo del presente lavoro è la descrizione e l’applicazione di alcune metodologie statistiche, proposte dall’Unione Internazionale per la Protezione di Nuove Varietà di Piante (UPOV), ai fini dell’esame dei requisiti che le nuove varietà vegetali devono possedere per la loro registrazione ufficiale nei cataloghi nazionali e comunitari. La motivazione di una simile trattazione è fornire un valido strumento tecnico scientifico di supporto a coloro che fanno parte dei processi decisionali di un prestigioso Ente di ricerca e di sperimentazione agraria, quale l’Ente Nazionale delle Sementi Elette (ENSE). Uno strumento che consenta di trarre informazioni significative dai dati di natura sperimentale, al fine di agevolare decisioni, permettere la valutazione di possibili alternative e monitorare l’efficacia delle scelte intraprese. Il presente lavoro è costituito da una premessa, da una parte generale, da una parte sperimentale e da una conclusione critica relativa alle ipotesi iniziali, ai modelli teorici di riferimento e ai risultati raggiunti. Nella premessa si descrive brevemente parte del contesto normativo in cui opera l’ENSE e, in quale situazione, è necessario che la Statistica entri in gioco e aiuti l’intero gruppo di lavoro a prendere decisioni in condizioni di incertezza. 1

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Nikita Trotta Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.