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Giovani e cittadinanza: una nuova appartenenza sociale

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Pagano
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Andrea Pintus
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Questo lavoro nasce dal desiderio di sistematizzare le conoscenze accumulate nel corso degli anni di studio e dare risposta ai molti interrogativi scaturiti da una personale esperienza di associazionismo.
In questa esperienza, che tuttora vive, cresce, si infittisce di reti e complessità, è nato un gruppo di azione e riflessione sull’essere cittadini e attivarsi in quanto giovani nella vita sociale della propria città. Da qui il desiderio di indagare alcuni temi, quali il tema dell’essere giovani e il tema della cittadinanza.
Nel primo capitolo è stato affrontato il tema dei “giovani”, inteso come categoria concettuale partendo dal presupposto che ogni significato di tale “oggetto” è da contestualizzare al momento storico e sociale in cui ci si trova.
Nel secondo capitolo si è invece approfondito il concetto di cittadinanza, dalla sua definizione ai valori di cui viene caricata.
L’aver sviluppato i temi della “gioventù” e della “cittadinanza”, porta necessariamente a interrogarsi su come fare interagire i concetti che tali temi sottendono con i possibili percorsi di democrazia partecipativa percorribili. Affinché i giovani possano vivere la loro cittadinanza, le politiche giovanili dovrebbero avere come finalità la creazione di un senso di appartenenza ad una comunità attraverso la partecipazione, quindi attraverso la piena responsabilità dello status di cittadino.
Parlare del concetto di gioventù in continuo mutamento, è una sfida; affiancare questa categoria al concetto di cittadinanza, poi – per quanto ultimamente stia diventando un binomio di grande attenzione – rende la sfida ancora più ardua.
Riferendosi in modo specifico alle politiche giovanili, non ci si può sottrarre dal chiedersi: come trovare il modo per portare una categoria sociale cresciuta dalla cultura consumistica e da una cultura di “deresponsabilizzazione” a vivere un pieno sviluppo e compimento dei diritti e doveri del cittadino?
La speranza è che questo lavoro stimoli l’attivazione di tutti, giovani e non, per promuovere un cambiamento che sia visibile e co-partecipato da più persone possibile. Questo affinché ciascuno possa vivere la cittadinanza nella propria dimensione di vita, per cogliere le “preziosità” del mondo che ci circonda. Capita infatti che non ci si accorga delle opportunità da valorizzare che ci stanno intorno.

La vita della nostra città è ricca di soggetti poetici e meravigliosi. Siamo avvolti ed immersi come in un'atmosfera che ha del meraviglioso, ma non ce ne accorgiamo
Charles Baudelaire (1846)

Questo spirito spero possa coinvolgere le comunità in cui viviamo e, a partire dalla classe politica, dagli amministratori, dagli insegnanti, dagli educatori, possa aiutare a risvegliare nel senso comune una modalità attiva e partecipe di vivere insieme. Vivere la città, non sopportarla, la farà diventare più bella.

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INTRODUZIONE Questo lavoro nasce dal desiderio di sistematizzare le conoscenze accumulate nel corso degli anni di studio e dare risposta ai molti interrogativi scaturiti da una personale esperienza di associazionismo. L’associazione di cui faccio parte si chiama “Wor(l)d”, e nasce da una serie di occasioni sollecitate da comune di Sassuolo (Mo) finalizzate alla sensibilizzazione dei giovani al tema della legalità. In queste occasioni un gruppo di ragazzi tra i 20 e i 25 anni si incontra per collaborare alla buona riuscita delle iniziative, e in questo modo nasce un gruppo di azione e di riflessione che si allargherà e continuerà a lavorare insieme. Il gruppo è composto in modo eterogeneo da studenti e lavoratori, ma il valore aggiunto è un altro: l’essere ragazzi e ragazze, di origine sia italiana che straniera, uniti dalla voglia di lavorare insieme per la propria comunità. Questa è la forma in cui il gruppo si presenta: plurale per cultura, ma comune per obiettivi. Il tema della multiculturalità, implicita alla nostra esperienza come singoli, viene vissuto come secondario rispetto ad altri scopi, primo fra tutti l’attivazione dei giovanile. Da questa esperienza, che tuttora vive, cresce, si infittisce di reti e complessità, è nato il desiderio di indagare alcuni temi, quali il tema dell’essere giovani e il tema della cittadinanza. Nel primo capitolo si cercherà di guardare al concetto di “gioventù” e alla categoria dei “giovani” da diversi punti di vista, partendo dal presupposto che ogni significato di tali “oggetti”, è da contestualizzare al momento storico e sociale in cui ci si trova. In particolare, alla categoria dei “giovani” è strettamente connesso il concetto di “generazione”, che raggruppa la gioventù di un tempo storico, distinguendola per una particolare comunanza di pensiero e di azioni. Nel capitolo, inoltre, si darà spazio ad una riflessione sulle “nuove generazioni” di italiani che sono nati o cresciuti in Italia con un background culturale e familiare di origine straniera, e che vivono la loro gioventù, con problematiche nuove. Il secondo capitolo vuole invece approfondire il concetto di cittadinanza, dalla sua definizione ai valori di cui viene caricata. Si vedrà che essere cittadini comporta obblighi e opportunità, ma che lo status di cittadino non è condizione ovvia per tutti gli abitanti di un Paese. Affinché i giovani possano vivere la loro cittadinanza, le politiche giovanili dovrebbero avere come finalità la creazione di un senso di appartenenza ad una comunità attraverso la partecipazione, quindi attraverso la piena responsabilità dello status di cittadino; è di questo che vuole trattare il terzo ed ultimo capitolo. Un esempio di politiche giovanili di questo tipo è la legge regionale 28 Luglio 2008 n. 14 della Regione Emilia Romagna. I principi ispiratori 9

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