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Un decennio in musica. La costruzione dell'immaginario musicale in Italia. 1980-1990

Informazioni tesi

  Autore: Giulia Borsi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della comunicazione sociale e istituzionale
  Relatore: Silvia Pezzoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 301

Nel 1989 il cantante Raf ha scalato le classifiche con la canzone Cosa resterà degli anni '80, nella quale l'artista compie un bilancio del periodo che stava volgendo a termine. La visione che emerge dal testo di questo brano appare amara e disincantata. Non si può negare che fenomeni come la Guerra fredda, il rampantismo e la fame nel Terzo Mondo siano stati tutti aspetti che hanno segnato il decennio in questione. L'esclusivo riferimento a questi temi pare, però, voler evidenziare solamente gli aspetti più bui della società dell'epoca, tralasciando quanto di positivo ha contraddistinto il decennio. Come l'aver fatto emergere nelle coscienze del publico, portandole alla ribalta, le problematiche del tempo. Inoltre, occorre sottolineare che, visto che il brano si colloca ancora all'interno del decennio, il quadro che ne emerge non può e non riesce ad evidenziare la reale portata degli aspetti di segno positivo che vi sono stati negli anni Ottanta e quali ne siano stati gli effetti negli anni successivi. E' sempre difficile, infatti, attribuire, con ragion veduta, un valore a un periodo storico, qualunque esso sia, se non è trascorso un periodo di tempo che se ne distanzi sufficientemente, in modo da poter valutare adeguatamente il lascito che questo ha nel divenire del tempo. Ne può rappresentare un esempio il giudizio dato allo slogan pubblicitario Milano da bere al quale è stato dato un significato negativo agli inizi degli anni Novanta, in virtù delle vicende legate a Tangentopoli, salvo poi esser stato fortemente rivalutato nel decennio successivo. E', altresì, un dato di fatto come ogni epoca crei le premesse a ciò che proseguirà e si svilupperà, in modi magari differenti, nelle epoche immediatamente successive. Come si vedrà nel primo capitolo, infatti, gli anni Settanta hanno innescato processi sociali proseguiti poi nei primi anni Ottanta. E' negli anni Settanta che sono nate le premesse per la secolarizzazione della società, per lo sviluppo del modello capitalista, per l'avanzamento del percorso di modernità. Allo stesso modo, nel decennio preso in esame, sono state gettate le basi per la costruzione di una più forte identità culturale la quale, una volta creatasi, è stata lo strumento che ha permesso al nostro Paese di fronteggiare gli ambiti della globalizzazione sorti negli anni Novanta. E' avendo presente tutto ciò che ha preso avvio il presente lavoro il quale ha permesso di comprendere la reale portata degli anni Ottanta per quanto riguarda gli aspetti di natura culturale e musicale divenuti qui oggetto di ricerca. Il lavoro è stato articolato in sei capitoli. I primi tre costituiscono un excursus storico cronologico del contesto sociale italiano a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, della genesi e successiva diffusione del videoclip ed, infine, dello sviluppo della pratica dei concerti. Il nucleo della ricerca (quarto e quinto capitolo) verte sull’analisi delle classifiche discografiche di vendita sia dei quarantacinque giri – i cosiddetti singoli – sia dei trentatré giri – gli album o long playing. Fonte di tale ricerca è il testo 40 anni di hit parade italiana del giornalista e conduttore radiofonico Dario Salvatori . Infine, il sesto ed ultimo capitolo si concentra sul lavoro di rassegna del periodico «Panorama» nel periodo compreso tra il 1980 e il 1989. Il lavoro di ricerca, il quale aveva come punto cardinale la musica, ha portato alla luce tre macrotematiche che hanno permesso di approfondire la percezione dell’immaginario musicale: rapporto musica – giovani, il legame tra musica e costumi sessuali, la scena musicale italiana e il rilancio di cui essa è stata protagonista a partire dalla seconda metà del decennio preso in esame.

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Introduzione Nel 1989, a conclusione del decennio, il cantante Raf ha scalato le classifiche con una canzone dal titolo Cosa resterà degli anni ’80, nella quale l’artista compie un bilancio del periodo che stava volgendo al termine1. La visione che emerge dal testo di questo brano appare amara e disincantata. Non si può certo negare che fenomeni come la Guerra Fredda, il rampantismo e la fame nel Terzo Mondo siano stati tutti aspetti che hanno segnato il decennio in questione. L’esclusivo riferimento a questi temi pare, però, voler evidenziare solamente gli aspetti più bui della società dell’epoca, tralasciando quanto di positivo ha contraddistinto il decennio. Come ad esempio, l’aver fatto emergere nelle coscienze del pubblico, portandole alla ribalta, le problematiche del tempo. Inoltre, occorre sottolineare che, visto che il brano si colloca ancora all’interno del decennio, il quadro che emerge non può e non riesce ad evidenziare la reale portata degli aspetti di segno positivo che vi 1 Cfr. par. 4.7. 6

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Parole chiave

1980
1990
classifiche
decennio
immaginario
musica
musicale
società

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