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Diritti individuali e collettivi nella società multiculturale

La presente ricerca vuole affrontare un problema di scottante attualità, ossia come si possa conciliare l'attribuzione di diritti particolari a dei gruppi sociali, caratterizzati da un denominatore comune a sfondo etnico-culturale o religioso, con il rispetto di quei diritti individuali inalienabili, riguardanti in sostanza tutte le sfere della vita personale e sociale, riconosciuti dalla generalità delle società liberal-democratiche ad ogni singola persona. La domanda che si pone è la seguente: può lo stato riconoscere dei diritti particolari ai gruppi che vengano ad essere in conflitto in qualche modo con i principi d'uguaglianza fra gli individui sanciti dalle moderne costituzioni? L'interrogativo è ancor più pertinente nelle società a composizione etnica mista e con varie classi sociali presenti: si calcola che nei 184 stati indipendenti del mondo siano presenti oltre 600 gruppi linguistici e 5000 gruppi etnici. Occorrerà distinguere quindi quali sono le minoranze in questione, qual è la società di cui si parla, e quali sono i tipi di diritti concessi e/o rivendicati.
Attraverso il confronto fra la varie correnti di pensiero, specialmente la comunitarista e la liberale, si giunge ad una definizione a livello teorico del diritto collettivo confrontatta con la definizione del diritto individuale tradizionale e delineano i casi più significativi ed eclatanti che le rivendicazioni di questi diritti hanno creato nell'incontro fra culture diverse per tradizioni sociali e strutture consolidatesi nel tempo a livello politico e giuridico. La ricerca offre spunti per discernere come nel tempo sono state elaborate soluzioni per una pacifica convivenza, o quantomeno per rendere meno drammatico l'incontro fra le differenze culturali, lasciando prospettive per nuove e spesso complesse soluzioni che si affacceranno in futuro sul nostro orizzonte sociale.

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3 CAPITOLO PRIMO: PREMESSA E CONSIDERAZIONI SUL TITOLO. A) Cos'è un diritto individuale. La presente ricerca vuole affrontare un problema di scottante attualità, ossia come si possa conciliare l'attribuzione di diritti particolari a dei gruppi sociali, caratterizzati da un denominatore comune a sfondo etnico- culturale o religioso, con il rispetto di quei diritti individuali inalienabili, riguardanti in sostanza tutte le sfere della vita personale e sociale, riconosciuti dalla generalità delle società liberal-democratiche ad ogni singola persona. La domanda che si pone è la seguente: può lo stato riconoscere dei diritti particolari ai gruppi che vengano ad essere in conflitto in qualche modo con i principi d'uguaglianza fra gli individui sanciti dalle moderne costituzioni? L'interrogativo è ancor più pertinente nelle società a composizione etnica mista e con varie classi sociali presenti: si calcola che nei 184 stati indipendenti del mondo siano presenti oltre 600 gruppi linguistici e 5000 gruppi etnici1. Occorrerà distinguere quindi quali sono le minoranze in questione, qual è la società di cui si parla, e quali sono i tipi di diritti concessi e/o rivendicati. Sarà utile innanzitutto chiarire cosa s'intende per: 1) diritto individuale 2) diritto collettivo 1 Will Kymlicka, La cittadinanza multiculturale (Oxford, 1995; trad. it. Bologna 1999) p.7

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Marco Amoruso Contatta »

Composta da 239 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.