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Il padre affidatario - Un percorso esplorativo tra nuovi assetti familiari e intrecci intergenerazionali

Lo spunto di questa tesi è tratto dall’analisi del padre, che, fin troppo spesso disorientato e incerto del proprio cammino, ha assunto un atteggiamento istintivamente difensivo, anche a costo di disattendere e negare la propria naturale collocazione nella società.Come l’istituzione famiglia nel suo complesso, anche la figura del padre vive tempi ardui per i valori e le funzioni sue peculiari, vista a sé stante che come soggetto-oggetto di relazioni nel mosaico familiare.
Nell’iter giudiziario della separazione tra coniugi si riscontra chiaramente il differente e inferiore “peso” che il padre porta a suo favore. Le conseguenze sono quelle di un’effettiva emarginazione da tutti gli aspetti della contesa, che culmina con la quasi regolare esclusione dall’affido dei figli. La ricerca sperimentale qui contenuta conferma, nella sostanza, alcune timide osservazioni presenti in letteratura. Osservazioni che possono così essere brevemente descritte: un padre che riesce ad ottenere l’affido dei figli, è un padre che avrà molte opportunità di crescita e di maturazione, opportunità che verrebbero certamente a mancare se egli fosse lontano dai figli, ma che addirittura potrebbero paradossalmente mancare se egli vivesse la paternità in maniera tradizionale, delegando alla partner la maggior parte degli aspetti di accudimento.
Le conclusioni della ricerca offrono lo spazio per diverse riflessioni, in quanto, i dati ottenuti aprono un nuovo, illuminante spiraglio sulle molteplici risorse che i padri posseggono e di cui talvolta non sono neppure consapevoli. Non vi è nulla di più toccante del vedere l’entusiasmo di un padre nel prendersi cura dei figli, di mettersi alla prova nonostante il timore di essere inadeguato; timore che, nonostante le false sicurezze, i padri si trascinano da tempo immemorabile. Alla luce delle considerazioni che attraversano l’intero elaborato, appare quindi chiaro che l’ampio, infuocato e prolungato dibattito sulle proposte di riforma delle norme sull’affidamento dei figli, certamente dovrà al più presto tradursi in norme legislative “eque” nei confronti dei padri. Queste consentiranno un migliore “esercizio della paternità” da parte dei padri separati e, più in generale, del genitore non convivente con i figli, nonostante nessuna norma possa vincere la cultura del conflitto, dello scontro, della vendetta, del nemico, se i genitori stessi continueranno ad alimentarlo.

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IIntroduzione La famiglia è una specie di organismo: se pensiamo alla società come a un corpo umano, ogni famiglia è un gruppo di cellule. Alcune famiglie vanno in giro per il corpo, altre rimangono fisse in un posto. Ogni gruppo familiare deve vivere in funzione dell’intero organismo, altrimenti non sopravviverà. Se, d’altra parte, ogni singola cellula manca della vitalità necessaria al buon funzionamento, non possiamo aspettarci che la società progredisca. La famiglia è come un gruppo di cellule, che si sviluppa grazie agli sforzi congiunti di tutti i suoi membri. E’ l’unità di base che decide l’orientamento della società. (Daisaku Ikeda, 1992) La famiglia è l’unità sociale di base per ogni individuo e, all’interno di essa, dalla nascita alla morte, si intessono le relazioni con gli altri. In questo senso la famiglia viene definendosi come un’agenzia antropologica, un’istanza psichica della società, essa deve da un lato reinventare la storia delle passate generazioni e, dall’altro, dare senso alla progettualità delle nuove. Vi sono famiglie di tutte le dimensioni e di tutti i tipi, famiglie delle società patriarcali e quelle dove vige il matriarcato. Anche le forme matrimoniali variano dalla monogamia alla poligamia o alla poliandria. La famiglia è tuttavia il primo gruppo sociale e si è formata prima di qualsiasi altra comunità o società, stato o nazione. Essa è nata contemporaneamente alla razza umana. Il mondo contemporaneo, in pregi e difetti, sta imprimendo alla famiglia cambiamenti molto profondi, talora radicali, talvolta sconvolgenti. Il

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Monica Leva Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1977 click dal 24/03/2010.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.