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Il diritto di circolazione e soggiorno dei cittadini dell'Unione Europea

Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Tripi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Luigi Raimondi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 109

Ai giorni d’oggi l’Europa si trova a dovere innovare se stessa cambiando pagina, col disegnare la propria fisionomia e il proprio ruolo in un mondo strutturalmente plurale, dove la dignità della persona, la lotta contro l'esclusione e le discriminazioni di genere o di etnia o di gruppi sociali costituiscono le basi di una nuova riflessione.
Con l’abolizione delle frontiere interne la Comunità, con i processi di integrazione dei numerosi extra-comunitari che giungono dall’est e dal sud del mondo, la società europea ha risolto una serie di questioni di gran rilievo, come la previsione della cittadinanza dell’Unione, l’approvazione della Costituzione europea ed il conseguente iter di ratifica ed attuazione, al fine di garantire e riconoscere uno status giuridico nuovo ed aggiuntivo ai cittadini dei paesi membri.
Uno status che li accorpa e riconosce loro una serie di diritti valevoli in tutta l’Unione europea, che garantiscono di viaggiare, lavorare e vivere in qualsiasi parte dell’Unione europea in tutta sicurezza; di essere protetti dalla criminalità internazionale e dal terrorismo e, allo stesso tempo, di vedersi garantito il diritto di accedere alla giustizia in condizioni di parità e il rispetto dei loro diritti fondamentali in tutta l’Unione europea.
Cittadino europeo significa che esiste una nuova condizione giuridica, un nuovo percorso d’integrazione, un nuovo soggetto politico, economico e giuridico.

Ai fini della presente analisi è di particolare interesse il diritto riconosciuto al cittadino dell'Unione di «circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri secondo le procedure e le condizioni previste dal trattato stesso e dalla legislazione successiva» di cui all'art. 18 del Trattato dell’ Unione Europea. Questo diritto fondamentale del cittadino comunitario, inizialmente, aveva una connotazione prettamente economica e si esplicava nella libera circolazione dei lavoratori subordinati e autonomi, nel diritto di stabilimento e di prestazione dei servizi.
Le persone, considerate come forza lavoro, costituivano il terzo fattore produttivo accanto a merci e capitali e per questo la loro mobilità è sempre stata considerata un complemento necessario alla libera circolazione degli altri due.
La nozione fu in seguito ampliata, grazie alle interpretazioni estensive della Corte di Giustizia e ad alcune direttive degli anni novanta che si sono occupate degli studenti, dei pensionati e dei cd. inattivi ossia tutti coloro che non godono già a diverso titolo di questa libertà. La libera circolazione viene dunque intesa non più solo come libertà di spostarsi per lavorare o di viaggiare, ma anche di soggiornare.
La libertà di movimento e di residenza, ormai indipendente dai profili economici, risulta però subordinata al soddisfacimento di alcune condizioni (anche di tipo economico) e all’espletamento di alcune formalità. Per esercitare il relativo diritto, infatti, le persone devono rientrare nelle categorie previste dal diritto comunitario secondario e soddisfare i rispettivi requisiti ivi previsti.

L’oggetto dello studio sarà quindi la libera circolazione delle persone intendendo per “libera circolazione” il diritto di circolazione e soggiorno ossia la mobilità dei cittadini comunitari all’interno del territorio dell’Unione, partendo dalle origini per giungere alla attuale disciplina e alla sua attuazione con riferimento all’ ordinamento italiano.
E’ necessario però iniziare approfondendo la conoscenza del fenomeno della costruzione di una cittadinanza europea, la sua evoluzione, fino ad arrivare alla più recente istituzione dello status europeo e ai suoi caratteri; inoltre rileverà l’analisi attenta delle più importanti decisioni assunte dalla Corte di Giustizia che hanno contribuito a far progredire l’integrazione europea.

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PREMESSA Ai giorni d’oggi l’Europa si trova a dovere innovare se stessa cambiando pagina, col disegnare la propria fisionomia e il proprio ruolo in un mondo strutturalmente plurale, dove la dignità della persona, la lotta contro l'esclusione e le discriminazioni di genere o di etnia o di gruppi sociali costituiscono le basi di una nuova riflessione. Con l’abolizione delle frontiere interne la Comunità, con i processi di integrazione dei numerosi extra-comunitari che giungono dall’est e dal sud del mondo, la società europea ha risolto una serie di questioni di gran rilievo, come la previsione della cittadinanza dell’Unione, l’approvazione della Costituzione europea ed il conseguente iter di ratifica ed attuazione, al fine di garantire e riconoscere uno status giuridico nuovo ed aggiuntivo ai cittadini dei paesi membri. Uno status che li accorpa e riconosce loro una serie di diritti valevoli in tutta l’Unione europea, che garantiscono di viaggiare, lavorare e vivere in qualsiasi parte dell’Unione europea in tutta sicurezza; di essere protetti dalla criminalità internazionale e dal terrorismo e, allo stesso tempo, di vedersi garantito il diritto di accedere alla giustizia in condizioni di parità e il rispetto dei loro diritti fondamentali in tutta l’Unione europea. Cittadino europeo significa che esiste una nuova condizione giuridica, un nuovo percorso d’integrazione, un nuovo soggetto politico, economico e giuridico. 5

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Parole chiave

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circolazione dei lavoratori
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