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Antonio Pizzuto - Musica, filosofia e sicilianità

Antonio Pizzuto
Musica, Filosofia e Sicilianità

La mia tesi di laurea nasce dalla constatazione della importante presenza in Antonio Pizzuto di tre coordinate culturali che ne dominano le pagine: mi riferisco alla musica, alla filosofia e alla sicilianità. Occupandomi delle opere più apertamente autobiografiche, come Sul ponte di Avignone e Si riparano bambole che coprono l’intera vita dell’autore, e collaborando costantemente con Maria Pizzuto, figlia dello scrittore e presidente della fondazione a lui intitolata, ho verificato che i tre elementi si trovano perfettamente ancorate al vissuto di Pizzuto. Il primo capitolo è dedicato alla musica: Pizzuto stesso fu pianista ed ebbe notevoli conoscenze teoriche musicali che gli permisero di sviluppare una straordinaria memoria musicale. Grazie a questa memoria e al fatto che la musica lo accompagnerà sempre, lo scrittore sarà in grado non solo di costruire dei veri rapporti musicali, come con la figlia Giovanna, ma anche di restituirci (e restituirsi) emozioni e sensazioni del passato, fermandole con la solidità di uno spartito. Il secondo capitolo si occupa di filosofia: allievo del fenomenista Cosmo Guastella, Pizzuto lasciò entrare i suoi principi filosofici, quali l’opposizione tra narrare e raccontare e l’esse est percepi, nelle opere e nella sua vita. Nascono da questa base fenomenista l’antistoricismo e l’indeterminismo narrativo, elementi che, pur lontani dalle vette dell’ultimo Pizzuto delle lasse e delle pagelle, sono già presenti nelle due opere autobiografiche. Importante è anche rilevare un binomio fondamentale del pensiero pizzutiano: quello di fede e filosofia, un binomio che convivrà per sempre in lui. L’ultimo capitolo, concernente la sua sicilianità, verte sul rapporto tra Pizzuto e la Sicilia, un rapporto che si configura come eterno desiderio di ritorno. Dopo il definitivo trasferimento a Roma, la sua regione, in particolare Palermo, Erice e Castronuovo di Sicilia, si configurerà, in una dimensione dominata dai ricordi, come luogo mitico dell’infanzia. Significativa è anche l’ammirazione dello scrittore per il mondo della nobiltà sicula, un mondo che suscitò nell’adolescente Pizzuto un desiderio di emulazione. In ultima analisi le tre coordinate hanno influenzato non solo la sua scrittura, ma anche il suo sentire il mondo circostante e la sua vita stessa: una vita fatta di note, pensieri e ricordi. Chiudono la tesi una lettera inedita dello scrittore, donatami da Maria Pizzuto, datata 1901 e indirizzata alla famiglia da Erice, l’intervista rilasciatami dalla stessa Maria e un repertorio di immagini (tra cui compare la lettera di cui sopra).

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5 INTRODUZIONE «Scrittore traumaticamente perfetto, rotondo, catafratto in una maturità che è magistero». 1 Così Gianfranco Contini definisce Antonio Pizzuto. Entrare nel mondo letterariamente “perfetto” dello scrittore non è cosa semplice ma frutto di una “compartecipazione attiva” tra scrittore e lettore, senza la quale non si comprenderebbe pienamente il valore unico del nostro autore. Con lo scopo di facilitare questa compartecipazione, avrò bisogno di integrare tre coordinate culturali (e geografiche) di fondamentale importanza, senza cui non riusciremmo a sostenere un discorso esaustivo sulla poetica pizzutiana. Mi riferisco a tre micromondi che dominano le pagine dell’autore, dagli esordi alle avventure metalinguistiche dell’ultimo periodo: 1. Musica 2. Filosofia 3. Sicilia L’esatta conoscenza del vissuto dello scrittore è spesso la sola chiave che ne permetta una lettura corretta, specie nell’ultimo Pizzuto, e che possa una volta per tutte demolire l’epiteto di “illeggibile” (il “di cosa sta parlando”) affibbiatogli da lettori (e critici!) poco inclini a qualsivoglia operazione esegetica. Partendo dall’analisi delle opere più autobiografiche, cioè Sul ponte di Avignone (1938) e Si riparano bambole (1962), cercheremo i contatti tra la biografia dello scrittore e le tre coordinate suddette, rilevando come quest’ultime, che possiamo 1 Cfr. Gianfranco Contini, Antonio Pizzuto, in Letteratura dell’Italia unita (1861-1968), Firenze, Sansoni, 1968.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giuseppe Coco Contatta »

Composta da 86 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1961 click dal 23/03/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.