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La duplice accezione di ''attendibilità'' del reddito d'esercizio

Il reddito d’esercizio è la quantità astratta più importante che si possa determinare, poichè rappresenta per eccellenza l’indicatore dell’economicità gestionale. Come tutte le quantità astratte, però, anche questa necessita di essere interpretata per comprenderne meglio il significato; il che significa apprezzarne alcune qualità, come ad esempio il grado di attendibilità. Quest'ultimo attributo può tuttavia assumere accezioni differenti in relazione allo scopo per cui è stato determinato.
Aiutandomi con lo studio di un caso pratico, sono due le situazioni che ho indagato.
Primo: valutare il reddito d'esercizio attraverso l'analisi, oltre che dei componenti oggettivi rilevati numerariamente nel corso di un esercizio, anche delle stime relative alle operazioni di costo e ricavo a cavallo tra due esercizi; tutto ciò sfruttando un'opportuna riclassificazione del Conto Economico, detta "a struttura logica".
Secondo: tramite una diversa riclassificazione del Conto Economico, detta stavolta "a costi e ricavi tipici", valutare il reddito d'esercizio confrontando l'estensione dell'area gestionale tipica con quella atipica nell'ambito del medesimo periodo amministrativo.

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1 1. La natura delle quantità d’azienda L’amministrazione delle imprese comporta la necessità di disporre di opportune cate- gorie logiche, ossia di strumenti adatti all’investigazione della dinamica aziendale, grazie alle quali si possano esprimere modalità di natura qualitativa o quantitativa capaci – effet- tivamente o presumibilmente – di sintetizzare il fenomeno in esame. E’ noto che, nell’ipotesi in cui esprimano modalità quantitative, tali categorie logiche vengono più bre- vemente definite quantità1. La varietà e la complessità delle operazioni con cui si manifesta la realtà aziendale fanno sì che non sempre le quantità – espressioni sintetiche di tali fenomeni – siano facil- mente determinabili; anche il mutare degli scopi per i quali si effettuano tali determinazio- ni contribuisce ad accrescere la difficoltà della loro quantificazione. Tuttavia, ci sono delle quantità che possono essere determinate in modo oggettivo in quanto si riferiscono a fenomeni in sé oggettivi, cioè direttamente misurabili, quali, ad e- sempio, una variazione monetaria, il sorgere di un credito o di un debito numerario, il vo- lume di una produzione avvenuta e via dicendo. Per tale ragione, queste quantità sono dette oggettive o semplici2. In altre parole, l’oggettività di queste quantità le rende “numeri” certi nella misura ed univoci nel significato: poiché non c’è alcuna valutazione soggettiva da compiere al fine di giungere alla loro determinazione, esse conducono sempre a misure verificabili dal mo- mento che può essere obiettivamente apprezzata la loro bontà, accertando semplicemente la loro corrispondenza ai fatti cui si riferiscono. 1 A questo proposito Ferrero sottolinea che la conoscenza della vita aziendale necessariamente si basa «… sull’osservazione quantitativa, anche se è noto che non tutti i momenti e gli aspetti del complesso oggetto attribuito al correlato processo di conoscenza appaiono assoggettabili alla quantificazione». GIO- VANNI FERRERO, Le determinazioni economico-quantitative d’azienda, Giuffrè, Milano, 1967, p. 100. In tal senso, anche Giannessi sottolinea: «Tutti i problemi della vita aziendale, prima o poi, vengono espressi in numeri. Le sintesi numeriche risentono del processo interpretativo che ad esse ha dato vita e di quello a cui debbono essere in via susseguente assoggettate». EGIDIO GIANNESSI, Il “Kreislauf“ tra costi e prezzi come elemento determinante delle condizioni di equilibrio del sistema d’azienda, Giuffrè, Pisa, 1982, p. 3. 2 «Le quantità semplici, per loro natura, non sono decomponibili in quantità di grado minore. Le “mi- surazioni” alle quali per esse vien fatto riferimento si dicono “semplici” e consistono nel definire un’immediata corrispondenza biunivoca tra una grandezza ed un numero, come avviene per le “quantità fisiche” …». GIOVANNI FERRERO, Le determinazioni economico-quantitative d’azienda, Giuffrè, Milano, 1967, p. 141.

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Davide Terio Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 995 click dal 01/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.