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Componimenti anonimi di trovatori presso la corte aragonese

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Manzoni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Aldo Menichetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 246

Il Provenzale o Lingua d'oc, come si chiama più correttamente con definizione dantesca, è uno dei tre idiomi che si parlano all'interno del cosiddetto dominio gallo-romanzo, cioè di quella area territoriale anticamente denominata Gallia (o per meglio dire: Gallie) e più o meno omogeneamente occupata da popolazioni di lingua e cultura celtica, in seguito romanizzatesi linguisticamente, a seguito dell'avanzata dei confini e della lingua proprî della res publica romana.
Si è detto tre idiomi; ma, a rigore di termini, si dovrebbe parlare di un idioma (lingua ufficiale di una Nazione e dal vasto retroterra letterario), e cioè la lingua d'oïl o d'oui o Francese, e di due raggruppamenti dialettali più o meno omogenei, la lingua d'oc o Occitanico o Provenzale, e il cosiddetto Franco-provenzale (riconosciuto da G. I. d'Ascoli e descritto nei suoi Schizzi franco-provenzali del 1878). Si pone poi il problema della autonomia o meno del Guascone, altrimenti considerato appartenente alle parlate provenzali, e del Catalano, parlato nel Roussillon (o Ruçillón o Rossiglione) e a Perpignan (o Perpinyan o Perpignano). Da segnalare, infine, la presenza di parlate non romanze, ma celtiche, e quindi parimente indoeuropee, quali quelle della lingua bretone, reimportata in Francia, nell'Armorica, da esuli e avventurieri britanni nel VI sec. (giusta la questione del 'dialetto' vannico), e della lingua Euskatis o Basco nei Pirenei francesi, lingua assolutamente antichissima e anaria, pre-indoeuropea. A questa lingua si potranno aggiungere, per completezza, l'Italiano (o meglio: i dialetti còrsi) in Corsica, e il Tedesco (o meglio: i dialetti francone-renani d'Alsazia e Lorena) lungo il fiume Reno.
Il Provenzale o Occitanico qui preso in considerazione ha alcuni limiti: cronologici (ci riferiremo infatti alla sua fase medioevale e, più precisamente, al periodo compreso fra le sue origini e i secoli XIII/XIV), e linguistici, potendosi infatti conoscere e studiare detta lingua solo nella sua forma scritta e, perlopiù, tramite filtri letterarî.

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Pagina - 6 Capitolo primo: La Provenza STORIA 1 La conquista delle Gallie (tributariamente divise in quattro circoscrizioni amministrative: la Belgica, la Lugdunensis e la Aquitana, cui si aggiungeva la piú antica delle provincie romane in territorio gallico, la Narbonensis o, per antonomasia, la Provincia) da parte di Roma procedette per tappe, e anche la penetrazione culturale e linguistica si estese su un arco cronologicamente piuttosto lungo (la presunta definitiva 'scomparsa' degli idiomi celtici continentali si situerebbe all'altezza del V-VI sec., ma rimane il 'problema' del Vannico). Roma si affacciò all'interno dell'odierna Francia proprio da Sud, al fine di garantire i collegamenti via terra fra la Gallia Cisalpina e le provincie iberiche, problema resosi urgente soprattutto con la Seconda Guerra Punica. Roma fu comunque chiamata all'intervento nella Gallia meridionale, e precisamente nel 154 a.C., da Marsiglia (Marseille), colonia focea preoccupata dalla pirateria e dal brigantaggio condotto dalle tribú liguri (e celtiche) circostanti, che si erano spinte ad assediare la stessa Marsiglia e le sue colonie di Antibes e Nizza. Fallito un tentativo romano di sbarco nei dintorni di Fréjus, nel territorio degli Oxybii, il console Opimio, risalendo la costa, sconfisse Oxymii e 1 Per la stesura di questo paragrafo mi sono avvalso soprattutto delle seguenti opere: E. DUPRAT, La Provence dans le haut-Moyen age (406-1113), Marseille, Barlatier, 1923 É. THEVENOT, Les Gallo-Romaines, Vendôme, Presses Universitaires de France, 1948 ('Que sais-je?' 314) R. BUSQUET, Histoire de Provence, Monaco, Les Éditions de l'Imprimerie Nationale de Monaco, 1954 F. NIEL, Albigeois et Cathares, Paris, Presses Universitaires de France, 1955 (‘Que sais-je?’ 689) R. MANSELLI, L’eresia del Male, Napoli, Morano, 1963 PH. WOLFF, Histoire du Languedoc, Toulouse, É. Privat, 1967 A. PIGANIOL, La conquête romaine, Paris, Presses Universitaires de France, 1967 P. GRIMAL, La formazione dell'Impero romano, Milano, Feltrinelli, 1967 (Storia Universale Feltrinelli, 7) É. THEVENOT, Histoire des Gaulois, Vendôme, Presses Universitaires de France, 1971 5 ('Que sais-je?' 206) B. LUISELLI, Storia culturale dei rapporti tra mondo romano e mondo germanico, Roma, Herder, 1992 S. GASPARRI, Prima delle Nazioni; Roma, NIS, 1997 I testi saranno citati all’interno della presente opera in forma abbreviata, tramite il cognome dell’autore, seguito dal numero (eventuale) del volume in cifre romane e dal numero di pagine, in cifre arabe, cui si fa riferimento. In caso di piú lavori dello stesso autore viene specificato il titolo abbreviato del volume in questione. Per ulteriori fonti (soprattutto articoli), la cui fruizione è ridotta a una sola nota, ne citerò la forma completa nella nota a piè di pagina

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Parole chiave

trovatori
filologia romanza
lingua d'oc
lingua provenzale
corte aragonese

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