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I 24 preludi e fuga di Dmitri Shostakovich

Nel 1950, Dmitri Shostakovich si recò nella Germania Est, a Lipsia, per le celebrazioni del secondo centenario della morte di Johann Sebastian Bach.
Il compositore russo era solito spostarsi in “pellegrinaggi politici” al di fuori del suo paese, poco tempo prima si era infatti recato a Varsavia in occasione del Consiglio mondiale della pace, e nel 1949, su ordine dello stesso Stalin, era stato inviato a New York, in veste di ambasciatore artistico dell’Unione Sovietica, per la Conferenza mondiale della pace.

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3 INTRODUZIONE Nel 1950, Dmitri Shostakovich si recò nella Germania Est, a Lipsia, per le celebrazioni del secondo centenario della morte di Johann Sebastian Bach. Il compositore russo era solito spostarsi in “pellegrinaggi politici” al di fuori del suo paese, poco tempo prima si era infatti recato a Varsavia in occasione del Consiglio mondiale della pace, e nel 1949, su ordine dello stesso Stalin, era stato inviato a New York, in veste di ambasciatore artistico dell’Unione Sovietica, per la Conferenza mondiale della pace. Il viaggio in Germania ebbe però, per una volta, una differente valenza: l’avvenimento che si stava celebrando era infatti di tipo musicale e non politico; durante i festeggiamenti venne indetto un concorso pianistico (intitolato a Bach), al quale Shostakovich prese parte come membro straniero della giuria. A trionfare fu una giovane pianista, Tatjana Nikolaeva, del cui talento il compositore rimase molto impressionato; fu così che, affascinato dalla bravura della pianista e dalla “riscoperta” della musica bachiana, Shostakovich decise di comporre i suoi 24 Preludi e fuga. Nonostante gli immancabili impegni politici-artistici, ai quali egli non poteva rinunciare, la genesi dell’opera avvenne in tempi decisamente brevi, dall’ottobre del 1950, al 25 febbraio dell’anno successivo. Fu la stessa Tatjana Nikolaeva la dedicataria, e anche l’unica ad incidere l’opera, fino a poco tempo fa. Per quanto Shostakovich avesse composto i preludi e fuga come un ciclo unico e indivisibile, egli stesso ne suonò pubblicamente soltanto alcuni brani, forse a causa del famoso nervosismo a cui era soggetto durante le sue esecuzioni; bisognerà attendere due anni(1952) e di nuovo la Nikolaeva per poterli sentire in versione integrale, alla Sala Glinka di Leningrado, la stessa sala in cui il compositore si era esibito qualche tempo prima.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Alberto Alassio Contatta »

Composta da 38 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.