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Nuovi dati sul comportamento di Sciurus vulgaris merdionalis in Calabria

Lo scoiattolo rosso meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis) è una sottospecie distinta morfologicamente e geneticamente dalle altre due presenti in Italia.
È stata descritta da Lucifero (1907) come tipica della Sila, la taglia maggiore rispetto alle forme più settentrionali e la costante colorazione nerastra del dorso e la pettorina bianca la rendono immediatamente riconoscibile.
Dal 1996 sono iniziati presso il Laboratorio di Teriologia del Dipartimento di Ecologia dell’Università della Calabria i primi studi sulle preferenze ecologiche in Sila Grande (CAGNIN et al., 2000; FIORE, 1997/1998; ORIOLO, 1997/1998) Sila Greca (DE
SIMONE, 1999/2000), Pollino (RIMA et al., 2004; VOLPINTESTA, 2000/2001; VENNERI, 2005/2006), Catena Costiera (DONNICI, 2006/2007) e sul comportamento alimentare (RIMA, 1999/2000; BELLANZA, 2000/200; DONNICI, 2003/2004; RIMA et al., 2007) di questa interessante sottospecie.
Questi studi hanno evidenziato che lo scoiattolo meridionale mostra preferenze ecologiche simili a quelle delle sottospecie più settentrionali. Nei boschi del Massiccio della Sila la densità degli scoiattoli è comparabile con quella di boschi misti ai margini della Pianura Padana, ma bassa rispetto a quella di boschi misti di altre aree del Piemonte e del nord della Spagna (CAGNIN et al., 2000). Nei boschi della Sila però si è evidenziata l’importanza dei coni come risorsa alimentare, infatti la densità degli scoiattoli è inversamente proporzionale alla distanza dalle pinete.
Si è potuto inoltre, seguire l’ampliamento dell’areale dello scoiattolo nella Catena Costiera, area in precedenza non colonizzata (DONNICI, 2006/2007).
In questo lavoro di tesi si riportano nuovi dati sia sulle preferenze ecologiche dello
scoiattolo meridionale nella Calabria centro settentrionale, analizzando in particolare la relazione fra presenza e densità dello scoiattolo e parametri ecologici, che nuovi dati sul comportamento alimentare, verificando se anche lo scoiattolo meridionale effettua una selezione dei coni come è stato descritto in aree alpine (MOLINARI et al., 2006).
La struttura dell’habitat e l’alternarsi di habitat ottimali e sub-ottimali influenza la distribuzione dei vertebrati forestali (RODRIGUEZ & ANDREN, 1999).
Gli animali considerati “specialisti di habitat” risultano essere di particolare interesse nel formulare dei modelli predittivi come risultato di variazioni ambientali anche dovute all’uomo, grazie alla loro incapacità di tollerare cambiamenti significativi nella struttura o nelle qualità spaziali degli habitat.
L’uso del G.I.S., basato su cartografia landcover, permette una quantificazione della struttura del paesaggio su scale relativamente grandi (ad esempio a livello di intere foreste), anche se la loro utilità può essere limitata per animali che rispondono a caratteristiche dell’habitat ad una scala più piccola (WHEATLEY et al., 2005). Nel nostro lavoro è stato utilizzato un approccio multiscala partendo dal dettaglio di una singola stazione di un ettaro, fino alla dimensione media di dispersione dello scoiattolo (3 km). Per l’analisi delle preferenze ecologiche sono state analizzate sia stazioni già rilevate in precedenza che nuove stazioni studiate ad hoc nella Catena Costiera, area interessante di espansione attuale dello scoiattolo meridionale.

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INTRODUZIONE Lo scoiattolo rosso meridionale (Sciurus vulgaris meridionalis) è una sottospecie distinta morfologicamente e geneticamente dalle altre due presenti in Italia. È stata descritta da Lucifero (1907) come tipica della Sila, la taglia maggiore rispetto alle forme più settentrionali e la costante colorazione nerastra del dorso e la pettorina bianca la rendono immediatamente riconoscibile. Dal 1996 sono iniziati presso il Laboratorio di Teriologia del Dipartimento di Ecologia dell’Università della Calabria i primi studi sulle preferenze ecologiche in Sila Grande (CAGNIN et al., 2000; FIORE, 1997/1998; ORIOLO, 1997/1998) Sila Greca (DE SIMONE, 1999/2000), Pollino (RIMA et al., 2004; VOLPINTESTA, 2000/2001; VENNERI, 2005/2006), Catena Costiera (DONNICI, 2006/2007) e sul comportamento alimentare (RIMA, 1999/2000; BELLANZA, 2000/200; DONNICI, 2003/2004; RIMA et al., 2007) di questa interessante sottospecie. Questi studi hanno evidenziato che lo scoiattolo meridionale mostra preferenze ecologiche simili a quelle delle sottospecie più settentrionali. Nei boschi del Massiccio della Sila la densità degli scoiattoli è comparabile con quella di boschi misti ai margini della Pianura Padana, ma bassa rispetto a quella di boschi misti di altre aree del Piemonte e del nord della Spagna (CAGNIN et al., 2000). Nei boschi della Sila però si è evidenziata l’importanza dei coni come risorsa alimentare, infatti la densità degli scoiattoli è inversamente proporzionale alla distanza dalle pinete. Si è potuto inoltre, seguire l’ampliamento dell’areale dello scoiattolo nella Catena Costiera, area in precedenza non colonizzata (DONNICI, 2006/2007). In questo lavoro di tesi si riportano nuovi dati sia sulle preferenze ecologiche dello scoiattolo meridionale nella Calabria centro settentrionale, analizzando in particolare la relazione fra presenza e densità dello scoiattolo e parametri ecologici, che nuovi dati sul comportamento alimentare, verificando se anche lo scoiattolo meridionale effettua una selezione dei coni come è stato descritto in aree alpine (MOLINARI et al., 2006). La struttura dell’habitat e l’alternarsi di habitat ottimali e sub-ottimali influenza la distribuzione dei vertebrati forestali (RODRIGUEZ & ANDREN, 1999). Gli animali considerati “specialisti di habitat” risultano essere di particolare interesse nel formulare dei modelli predittivi come risultato di variazioni ambientali anche dovute

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Francesco Cristaldi Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.