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Comunicazione delle fede in un contesto multiculturale. L'esempio di alcune comunità di immigrati a Roma.

Il clima di grande mobilità che si è creato alla fine del secolo XX ha dato vita alla presenza sempre più frequente di contesti multiculturali sullo stesso territorio, dove le persone sono costantemente influenzate dall’enorme estensione delle comunicazioni, dalla mescolanza degli stili di vita, dall’incontro con culture differenti.
Nuove esigenze si prospettano anche per la comunicazione della fede: bisogna oggi affrontare le sfide della pluralità in seno alla Chiesa e alle sue articolazioni territoriali, come è il caso sempre più frequente di trovarsi dinanzi ad una parrocchia interculturale e interetnica o interrituale. Il desiderio di comprendere come comunicare meglio la fede nei contesti multiculturali e di fronte alle comunità interculturali, ha ispirato la scelta e lo svolgimento di questa tesi.
Il quadro teorico principale di riferimento è l’antropologia sociale e in particolare l’antropologia simbolica nata negli anni ’60. Un ramo antropologico che ha focalizzato la sua attenzione sul concetto di cultura più che su quello di funzione e struttura sociale come avevano fatto gli studiosi precedenti. All’interno dell’antropologia simbolica sono presenti due filoni: quello dei seguaci di Geertz e della scuola di Chicago che si concentrano sulla cultura e la sua interpretazione e quello dei seguaci di Turner rivolti invece alla società e al ruolo dei simboli al suo interno. Nuovi sviluppi si stanno avendo nello studio delle modalità di consumo e di funzionamento dei simboli nel processo di globalizzazione e localizzazione.
Strettamente collegato a questi nuovi sviluppi è il campo della comunicazione interculturale, nato anch’esso negli anni ’60 grazie al contributo di antropologi, sociologi, psicologi e studiosi della comunicazione sociale. Gli esperti di comunicazione interculturale si sono specializzati sulle dinamiche psicologiche che entrano in gioco nella relazione tra persone di cultura diversa. Alcuni di essi invece hanno preso in considerazione il filone antropologico per evidenziare maggiormente la funzione dei simboli nella comunicazione interculturale. Tra gli autori di questo secondo gruppo compaiono Rico Lie, Jan Servaes e Franz Josef Eilers.
Questo lavoro vorrebbe essere un contributo originale verso una comprensione sempre maggiore della comunicazione simbolica in contesti multiculturali considerando che in entrambi i campi di studio appena citati gli approfondimenti in questo senso sono ancora pochi.
La comunicazione della fede è un’altra tematica che sta assumendo sempre più importanza sia per le possibilità che offrono i nuovi mezzi di comunicazione ma soprattutto per il suo rapporto con la cultura che richiede una capacità sempre maggiore di inculturare il Vangelo. Tra gli autori che sono occupati del rapporto tra fede, cultura e comunicazione verranno considerati Patrick Grandfield, Franz Josef Eilers e Daniel Shaw e, con un accento particolare sulla comunicazione interculturale ancora Eilers, Eugene Nida, David Hesselgrave, e William Biernatzki.

Il lavoro è articolato in tre capitoli: 1) comunicazione in contesti multiculturali; 2) comunicazione della fede in contesti multiculturali; 3) spazi di comunicazione interculturale: l’esempio romano.
Nel primo capitolo viene presentata la teoria di base che riguarda il rapporto tra la comunicazione e la cultura, analizzando in particolare la comunicazione simbolica. Presenta inoltre gli attuali contesti multiculturali come luogo dove avviene la comunicazione simbolica. Tre parole chiave caratterizzano questo capitolo: comunicazione, cultura e comunità il cui rapporto si rivela inscindibile.
Nel secondo capitolo si continua l’approfondimento delle tre parole chiave da un punto di vista della fede. Si analizza quindi la comunicazione della fede nel corso della storia in rapporto alla cultura e ai nuovi contesti multiculturali, abbozzando due nuove vie per la comunicazione in contesti multiculturali: l’accoglienza e l’interculturazione.
Il terzo capitolo costituisce il tentativo di trovare uno spazio di comunicazione interculturale nella città di Roma, considerata ormai una città multietnica. Vengono forniti i dati statistici sull’immigrazione a Roma, le informazioni che riguardano le comunità oggetto della ricerca qualitativa svolta e i risultati di quest’ultima.
Nella conclusione si vuole tracciare una sintesi del lavoro svolto tenendo conto sia della teoria esposta nei primi due capitoli, sia dei risultati della ricerca.

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4 INTRODUZIONE Presentazione I mutamenti della fine del secolo XX in ambito economico, politico e nel campo della comunicazione e dei trasporti hanno creato un‟accelerazione decisiva degli spostamenti delle persone soprattutto dal Sud al Nord del mondo e la possibilità di inviare e ricevere informazioni da ogni parte. Questo clima di grande mobilità, secondo gli studiosi attribuito alla globalizzazione, ha dato vita alla presenza sempre più frequente di contesti multiculturali sullo stesso territorio, dove le persone sono costantemente influenzate dall‟enorme estensione delle comunicazioni, dalla mescolanza degli stili di vita, dall‟incontro con culture differenti.1 I processi di globalizzazione da una parte sono ben lontani dal tendere spontaneamente verso l‟unità anzi, come si nota in campo economico, sociale e politico, si creano forti squilibri e disuguaglianze,2 dall‟altra promettono una conoscenza e un‟accoglienza maggiore di tutti i popoli della terra. Nuove esigenze si prospettano anche per la comunicazione della fede: «bisogna oggi affrontare le sfide della pluralità in seno alla Chiesa e alle sue articolazioni territoriali, come è il caso sempre più frequente di trovarsi dinanzi ad una parrocchia interculturale e interetnica o interrituale».3 Il desiderio di comprendere come comunicare meglio la fede nei contesti multiculturali e di fronte alle comunità inerculturali, ha ispirato la scelta e lo svolgimento di questo lavoro. La Chiesa, una realtà interculturale fin dal suo inizio, è profezia di quell‟unità e comunione che si costruisce attraverso la conoscenza e l‟accoglienza di tutti i popoli. Dall‟inculturazione del Vangelo il problema si sposta verso un dialogo più aperto 1 Cf. Milena SANTERINI, Intercultura, Brescia, La Scuola, 2003, 17. 2 SANTERINI, Intercultura, 18. 3 Graziano BATTISTELLA (Ed), La missione viene a noi. In margine all’istruzione Erga migrantes caritas Christi, Roma, Urbaniana University Press, 2005, 76.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Emanuela Nardin Contatta »

Composta da 190 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.