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L'attuazione degli obblighi di fare infungibile e di non fare (Art. 614 bis c.p.c.)

La legge n° 69 del 19 giugno 2009, che ha attuato una parziale riforma del processo civile, ha introdotto, nel Libro III del codice di rito, dedicato all’esecuzione forzata, una nuova norma, l’art. 614-bis, rubricato come Attuazione degli obblighi di fare infungibile e di non fare, il quale, al 1° comma, recita testualmente: “Con il provvedimento di condanna il giudice, salvo che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su richiesta di parte, la somma di denaro dovuta dall’obbligato per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento. Il provvedimento di condanna costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle controversie di lavoro subordinato pubblico e privato e ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’art. 409“. Ai sensi poi del 2° comma, “Il giudice determina l’ammontare della somma di cui al primo comma tenuto conto del valore della controversia, della natura della prestazione, del danno quantificato o prevedibile e di ogni altra circostanza utile“.

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3 INTRODUZIONE: LA RIFORMA DEL PROCESSO CIVILE In data 19 giugno 2009, è stata pubblicata ( G.U. n° 140 ) la legge 18/06/2009 n° 69, entrata in vigore il 4 luglio, la quale ha convertito il Disegno di legge, collegato alla Finanziaria 2008, intitolato “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile” . Tale provvedimento era giunto in Senato, con la denominazione A.S. 1082, in quarta lettura e traeva origine dallo stralcio del Disegno di legge A.C. 1441, contenente “Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", presentato dal Governo alla Camera il 2 luglio 2008. In particolare, lo stralcio deliberato in quel ramo del Parlamento, il 5 agosto dello stesso anno, aveva dato origine a tre distinti Disegni di legge, l’A.C. 1441-bis, l’A.C. 1441-ter e l’A.C. 1441-quater. Il Disegno di Legge A.C. 1441-bis era stato poi approvato in prima lettura dalla Camera il 2 ottobre 2008, in un testo composto da 46 articoli, raccolti in 7 capi. Il testo ( A.S. 1082 ) era stato quindi ampiamente modificato e integrato nel corso dell’esame al Senato, conclusosi il 4 marzo 2009. Nel testo trasmesso per la terza lettura alla Camera ( A.C. 1441-bis-B ), il provvedimento si componeva di 73 articoli, raccolti in 6 capi. L’esame presso la Camera si è concluso il 29 aprile 2009; a seguito delle ulteriori modifiche il testo, che constava ora di 72 articoli più un allegato ( A.S. 1082-B ), era ritornato al Senato e da quest’ultimo approvato in via definitiva. Questa legge prevede, tra l’altro, una nuova riforma del sistema processuale civile. Essa, infatti, contiene numerose modifiche al codice di procedura civile dirette, innanzitutto, secondo quanto dichiarato dallo stesso Ministro della Giustizia, ad “accelerare lo svolgimento dei processi civili e a contribuire allo smaltimento dei quasi cinque milioni di procedimenti pendenti“. Per conseguire tale scopo, il provvedimento in questione introduce una serie di modifiche su tutto il corpo del codice di rito, modifiche contenute nel capo IV ( Giustizia ) e, in particolare, negli articoli 45-56, 58, 59 e 62. La stessa legge prevede anche la delega al Governo a adottare “entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore uno o più decreti legislativi in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione che rientrano nell’ambito della giurisdizione ordinaria e che sono regolati dalla legislazione speciale“ , il che si traduce nella riduzione dei molteplici riti extracodice oggi presenti a tre modelli: processo ordinario di cognizione ex artt. 163 ss. del codice di procedura civile, processo del lavoro e il nuovo giudizio sommario di cognizione che il legislatore introduce nel codice scrivendo i nuovi artt. 702-bis, ter e quater. I punti fondamentali della novella possono così riassumersi: 1) introduzione dello strumento della mediazione civile, finalizzato a una conciliazione stragiudiziale delle parti; 2) inserimento del processo sommario di cognizione, più snello e alternativo al rito ordinario; 3) semplificazione dei riti attraverso la

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesco Cavaliere Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

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