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Diversity management: comprendere e gestire la multiculturalità nell'organizzazione

Come è stato più volte ribadito nel corso dell’elaborato, le motivazioni che sospingono la ricerca e l’usufrutto del diversity management nascono da esigenze di natura oggettiva.
Le dinamiche costanti di mutamento demografico e culturale necessitano di risposte, tanto da parte delle istituzioni quanto delle comunità, che non possono in nessun modo esaurirsi in un irrigidimento sullo status quo.
Nei processi di integrazione, il lavoro assume la funzione centrale di collante tra le due facce della medaglia a cui il diversity management aspira: il concretizzarsi di un effettivo vantaggio competitivo per l’azienda e una reale inclusione della diversità nel lavoro e quindi nella società. Esso infatti crea nell’immigrato senso di autodeterminazione e di competenza, che favoriscono la nascita di una nuova identità in un nuovo paese e la possibilità di alternanza tra tradizione e nuova cultura .
Il presente ha percorso e analizzato la policroma letteratura in materia di diversity management sforzandosi di sintetizzarne la duplice anima ispiratrice.
Mantenendo la medesima istanza, ci si è poi concentrati sulle tematiche culturali inerenti sia il mercato globale che il lavoro straniero; si è cercato di definirne le dimensioni, la portata e le implicazioni e sono state altresì esaminate alcune strategie operative e dei possibili modelli. Inoltre è stato posto l’accento su come, un’accurata formazione, volta a strutturare una maggiore competenza interculturale, costituisca un presupposto è una strada vincente verso un’efficace gestione e valorizzazione della multiculturalità, sia internamente che fuori dall’azienda.
In fine, prendendo in considerazione alcuni elementi di contrasto, si è tentato ancora una volta di mettere in luce l’analogia di competenze, benefici e finalità tra il diversity management e le società con le loro principali strutture.
L’auspicio di chi scrive è che il percorso compiuto possa tornare utile per coloro che intendessero avvicinarsi per la prima volta all’argomento e, al contempo, che nel suo piccolo, attraverso la giustapposizione di tematiche, spesso trattate distintamente, insieme ad alcune considerazioni personali, riesca a offrire spunti di analisi e prospettive diverse, anche per coloro che quotidianamente si nutrono di pane e diversity.

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3 Introduzione La diversità rappresenta l’essenza stessa dell’umanità. Disquisire della ragionevolezza di questa affermazione esula certamente dalle finalità del presente elaborato tuttavia, convenire con questa trasposizione ontologica significa altresì riconoscere che, ogni giorno, la società in cui viviamo rispecchia sempre più fedelmente la poliedricità della natura umana. Da mezzo secolo a questa parte stiamo assistendo invero a un costante ed esponenziale processo di diversificazione e stratificazione sociale, sospinto in particolare da una serie di tendenze di carattere demografico, politico, economico e culturale. La volatilizzazione delle frontiere (anche grazie ai progressi tecnologici), l’interdipendenza delle economie, il crollo delle barriere nazionali e, più in generale, tutto l’insieme di dinamiche racchiudibili nel concetto macrocategoriale di globalizzazione hanno ingenerato una sempre crescente proliferazione di contatti tra identità culturali, storiche e sistemi di valori molto diversi tra loro. Al contempo, l’incremento del tasso di scolarizzazione ha formato generazioni sempre più esigenti e ha contribuito all’abbattimento di alcuni odiosi tabù, rendendo certi gruppi di individui più liberi di esprimere la propria diversità. Analogamente i progressi della medicina, uniti a un generale miglioramento delle condizioni igieniche e delle abitudini alimentari hanno protratto notevolmente l’aspettativa di vita, consentendo ad anziani, malati cronici e disabili l’adempimento di normali mansioni, un tempo a loro precluse. Appare lapalissiano a questo punto che la crescente diversificazione dell’ambiente sociale e la sua complessità intrinseca si ripercuotano sul mercato del lavoro e della manodopera con analoghe conseguenze e istanze. Il diversity management è una disciplina che, precorrendo trasversalmente svariate scienze umane, nasce dalla necessità di gestire ambienti organizzativi sempre più diversificati e al culmine di un processo storico che, lo studioso canadese Trevor Wilson suddivide in tre fasi (Wilson, 1997): l’età della disuguaglianza (1950-70), l’età dell’uguaglianza (1970-2000) e l’età dell’equità (2000 +). Se il silenzio assordante che caratterizzò la prima fase venne superato, nell’ultimo trentennio del secolo, da una serie di leggi e provvedimenti politici atti a tutelare alcune minoranze e a combattere la discriminazione sul lavoro, l’esasperazione del principio di imparzialità legislativa impedì di fatto un’adeguata considerazione delle differenze. A fronte di ciò, secondo

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giorgio Gardoni Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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