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Il Patto di stabilità e crescita dell'Unione Europea: una prospettiva giuridica ed economica

Informazioni tesi

  Autore: Manuela Degasperi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Libera Università degli Studi di Bolzano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Management
  Relatore: Stefania Baroncelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 95

Lo scopo del seguente lavoro è quello di illustrare il processo comunitario, nato nel secondo dopoguerra e tuttora in corso, teso a creare un’unione a livello monetario, economico e politico. Con la nascita dell’Unione Economica e Monetaria, nel 1988, e l’introduzione dell’Euro, alla fine degli anni ’90, l’Unione Europea ha fatto progressi enormi dal punto di vista del processo integrativo. Attualmente, gli stati dell’Unione Europea che hanno adottato la moneta unica sono sedici, mentre i restanti undici stati, per ragioni politiche o macroeconomiche, operano ancora usando la propria valuta. A completamento del processo si è aggiunto il Patto di stabilità e crescita, realizzato nel 1997 ad Amsterdam e riformato nel 2005 dal Consiglio Ecofin, che ha la finalità di salvaguardare la moneta unica europea, controllare le finanze pubbliche dei singoli paesi e rafforzare la stabilità dei prezzi. E tuttavia si è aperto di recente un dibattito su una ulteriore modifica del Patto, dato che l’attuale situazione economica in Europa dimostra che esso non è abbastanza efficace e affidabile. Il problema dell’Unione Europea è quello di comprendere 27 stati con storie e culture diverse l’una dall’altra. Tuttavia questo fatto potrebbe anche comportare un arricchimento dell’UE. Il problema maggiore è che nessuno dei paesi membri ha intenzione di cedere la sovranità nazionale e di consentire un accentramento del potere nelle istituzioni comunitarie. La Commissione europea, l’organo esecutivo e più neutrale della Comunità, ha dunque poteri limitati. E questa divergenza e sfiducia nei riguardi dell’UE è un grande ostacolo che continua a sorgere nel settore delle politiche economiche e fiscali comunitarie. In futuro lo scopo fondamentale dell’Europa sarà quello di trovare una soluzione a questo conflitto tra stati membri e istituzioni comunitarie.

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IV Introduzione Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC), ratificato dagli allora undici paesi membri 1 dell’Unione Economica e Monetaria (UEM) 2 Il Patto scaturisce da una trasformazione dei criteri di convergenza del Trattato di Maastricht del 1992 in un sistema di regole in grado di garantire permanentemente la disciplina di bilancio nell’area dell’Unione Europea. I criteri di convergenza erano finalizzati a fare convergere le politiche fiscali degli stati membri dell’UEM al fine di poter introdurre una moneta unica. Il Patto di stabilità e crescita è nato invece come sistema di controllo delle finanze pubbliche e come mezzo per rafforzare la stabilità dei prezzi, al fine di portare all’Unione Europea una crescita forte e sostenibile e alla creazione di lavoro. nel giugno del 1997 ad Amsterdam, è considerato ancora oggi uno degli strumenti più rilevanti e discussi della politica fiscale europea. Il Patto è ritenuto come una delle più importanti innovazioni degli ultimi decenni e, per alcuni aspetti, può essere comparato al sistema di cambi di Bretton Woods, il quale fu introdotto dalle Nazioni Unite al fine di regolare la politica monetaria internazionale dopo la seconda guerra mondiale. Il motivo principale che spinse tutti gli stati membri a firmare il Patto fu quello di evitare che paesi tradizionalmente indisciplinati nel campo delle finanze pubbliche, una volta entrati nella zona Euro e aver adottato la moneta unica, tornassero alle vecchie abitudini con ripercussioni negative per la stabilità macroeconomica e monetaria dell’Unione Economica e Monetaria e inevitabili conseguenze sul tasso di cambio della nuova moneta. Purtroppo, come da molti preventivato, le condizioni di partenza di numerosi stati membri dell’UEM furono influenzate dal rallentamento ciclico della seconda metà del 2001, che portò l’intera economia europea ad una fase di stagnazione. 1 Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. 2 Attualmente gli stati membri dell’Unione economica e monetaria sono sedici. Nel 2001 si aggiunse la Grecia, nel 2007 la Slovenia, nel 2008 Malta e Cipro e nel 2009 la Slovacchia.

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