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La sinestesia sensoriale può divenire una metafora poetica

Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Marazzi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1994-95
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Alberto Argenton
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 151

Questa è una tesi molto particolare; il campo di ricerca si situa al confine fra psicologia sperimentale e poesia. Il punto di partenza è il fenomeno sensoriale della sinestesia, quello di arrivo le metafore sensoriali presenti nella raccolta ''Ossi di seppia'', di E. Montale. La sinestesia è quel fenomeno che porta ad associare stimoli appartenenti a modalità sensoriali diverse: ai suoni alti associo immagini luminose, a quelli bassi immagini scure, e così via. Alcune persone hanno percezioni reali: alla nota do vedono il colore rosso, per esempio. Nel linguaggio l'uso di metafore sinestetiche è frequente: i profumi possono essere verdi, un vino può avere un sapore rotondo.. Anche la poesia fa uso di queste metafore. L'analisi si è concentrata su alcune poesie di Montale. Il metodo utilizzato è quello dell'analisi del contenuto. L'impostazione è scientifica, ma la coloritura è letteraria. Il risultato è una chiave di lettura sicuramente diversa di Ossi di seppia.

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1 INTRODUZIONE La prima volta che sentii parlare della sinestesia fu a proposito di una poesia di Baudelaire, intitolata "Corrispondenze". In questa poesia sensazioni appartenenti a modalità diverse si intrecciano in un'unica immagine: "Esistono profumi freschi come / carni di bimbo, dolci come oboi, / e verdi come praterie" (Baudelaire, "Corrispondenze", 1983, p. II / 5). Questo procedimento stilistico, che porta ad associare tra loro due o anche più sensazioni, provenienti da modalità diverse, si chiama sinestesia. Dopo questo incontro con la poesia simbolista francese, per molto tempo continuai a pensare che la sinestesia fosse solo una straordinaria invenzione linguistica, finché un giorno, leggendo un articolo di Dogana, pubblicato sulla rivista "Psicologia Contemporanea" (1993), scoprii che alcune persone, in presenza di un'unica stimolazione sensoriale, percepiscono realmente due sensazioni distinte. Ad esempio: in un soggetto sinestetico la sensazione auditiva, provocata dall'ascolto di una nota musicale, è accompagnata dalla visione di un colore, in un altro soggetto dalla percezione di un profumo, in un altro soggetto ancora la sensazione dolorosa del mal di denti è accompagnata dalla visione di un colore e così via. Compresi quindi che la sinestesia non è solo un'invenzione poetica, ma è anche e soprattutto un fenomeno sensoriale e che la sinestesia poetica, probabilmente, deriva dalla sinestesia sensoriale. Nel rispetto di queste considerazioni, la prima parte di questo lavoro di tesi analizza le caratteristiche della sinestesia sensoriale e la seconda parte fa di questa analisi la base per l'interpretazione di alcune metafore sinestetiche (sinestesie poetiche), in particolare di quelle presenti in Ossi di seppia. In tutto questo percorso, il lavoro di Marks (1974, 1975, 1978, 1979, 1984) ha costituito un punto di riferimento fondamentale, per due motivi. In primo luogo, perché Marks ha passato in rassegna tutti gli studi che sono stati fatti sulla sinestesia sensoriale, compresi quelli che risalgono all'inizio del secolo, che sono i più difficili da reperire e ha tratto da questo materiale eterogeneo alcune conclusioni significative. In secondo luogo,

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Parole chiave

letteratura
ossi di seppia
psicologia dell'arte
sinestesia sensoriale
metafore sinestesiche
eugenio montale

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