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Dalla psicologia dello sport e benessere, alla psicologia del doping. Ricerca su motivazioni e significati delle manipolazioni corporee del body-builder: integratori e steroidi anabolizzanti.

Nel periodo storico attuale il corpo sembra rivestire un’importanza particolare; non solo esso diviene oggetto di attenzioni e di cura da parte degli individui nell’intento di raggiungere uno stato di benessere ma, spesso, per alcuni soggetti può anche divenire un oggetto che va ostentato e celebrato. Il corpo è passato, nel giro di poco tempo, dall’essere un semplice mezzo di sostegno per l’anima all’essere espressione irrinunciabile della propria identità (Tondo, 2000). In alcuni casi però, il corpo, luogo dell’identità e della differenza per eccellenza, viene investito in maniera eccessiva fino al punto da diventare un vero e proprio simulacro, con il prevalere dell’Io-corpo nella relazione dinamica con l’Io-mente (Crispi M., Mangia E., 2000).
Indagini e ricerche (Charmet, Marcazzan, 2000; Agus, Lai, 2000; Rosci, 2003) hanno registrato una crescente attenzione da parte di giovani e meno giovani nei confronti dell’immagine corporea e un aumento “dei mezzi tecnici” utili per la manipolazione del corpo.
Il body-building sembra essere lo sport che tende ad unire esercizio fisico con il desiderio di costruirsi un corpo “altro”; attraverso la manipolazione corporea infatti l’individuo tenterebbe di soddisfare il desiderio narcisistico di ri-definire la propria Immagine di Sé.
Il body-builder non agonista è in competizione con se stesso, con il proprio corpo; si prefissa degli obiettivi e, attraverso allenamento, dieta, uso d’integratori e altre sostanze, cerca costantemente di raggiungerli, nonostante difficilmente si senta soddisfatto della forma fisica conseguita. Un duro allenamento spesso può soltanto servire a mantenere i risultati ottenuti; più si raggiungono livelli di forma e perfezione, più diventa difficile raggiungere nuovi obiettivi e superare i propri limit

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4 Introduzione Il periodo storico culturale che stiamo vivendo sembra sia quello in cui il corpo viene celebrato, ostentato, curato più che nei secoli precedenti. La parola bellezza, oggi, sembra diventata un’ossessione, quasi un sinonimo di felicità. Il corpo è passato, nel giro di poco tempo, dall’essere un semplice mezzo di sostegno per l’anima all’essere espressione irrinunciabile della propria identità. Luogo di nutrimento del bello e linfa per il benessere del corpo è la palestra, dove si punta a raggiungere forme estetiche sempre più avvenenti secondo i canoni estetici condivisi culturalmente. In alcuni soggetti i comportamenti volti alla cura del corpo possono diventare eccessivi, trasformando l’interesse per la vita in un vero e proprio “gioco mortifero”. L’eccesso di competitività degli sportivi e l’uso di doping per stimolare il rendimento portano ad un consumo eccessivo e al deterioramento, “per non dire del corpo come sport del culturismo in cui l’oggetto del competere è il corpo stesso” (Tondo L., 2000, p-6). Dalla muscolatura ipertrofica dei body-builders, alle forme più esili ma scattanti del popolo del fitness, chi varca la soglia dei templi del

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Nicola Gianfortone Contatta »

Composta da 213 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.