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Il Private Equity nelle finanziarie regionali: un caso di insuccesso

Nel lavoro di tesi è stato approfondito l'utilizzo del Private Equity e del Venture Capital in un periodo di crisi finanziaria come quello attuale concentrandosi nell'operatività delle finanziarie regionali.
In particolare è stato trattato un investimento di expansion financing effettuato dalla finanziaria della regione del Veneto (Veneto Sviluppo). Durante l'investimento si sono presentate una serie di atipicità: lodo giuridico, distorsioni di mercato, joint venture, concordato preventivo e bilanci falsificati.
Per evidenziare la prevedibilità di una situazione di default è stata applicata una derivazione del modello dello Z score.

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7Introduzione Le operazioni di Private Equity e Venture Capital nascono nel contesto statunitense tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta. Agli esordi le operazioni che ora rientrano nel contesto del Private Equity non trovavano una collocazione autonoma, ma venivano identificate come facenti parte della finanza d’azienda. Il modus operandi aveva lo scopo di migliorare l’efficienza aziendale, molto spesso eliminando rami d’azienda o riducendo le spese di ricerca e sviluppo o la forza lavoro; questo tipo di operazioni rientravano nella procedura di delisting, avente come target aziende quotate “privatizzate” e successivamente ricollocate nel mercato, ottenendone elevati capital gains. Il diffondersi e l’elevata portata di questo fenomeno ha condotto a prospettare una diversa e nuova area di interesse che coinvolgesse la ristrutturazione aziendale, la corporate governance e le acquisizioni di azienda ricorrendo al debito. Queste ultime operazioni definite di leveraged buy out, tutt’oggi rivestono il ruolo primario e principe nel Private Equity, sia per numero che per ammontare economico coinvolto; l’andamento dei LBO è caratterizzato da una forte ciclicità legata fortemente all’andamento economico ed al costo del denaro. Il settore negli ultimi anni è stato protagonista di un’importante crescita, evidenziando due picchi storici: uno nel 1988 ed il successivo nel 2006-2007. Come ricordato precedentemente l’andamento è caratterizzato dall’andamento dei mercati creditizi ed è per questo motivo che nella seconda metà del 2007 si è verificato un significativo arresto. La consapevolezza di questa criticità ha portato negli anni a un atteggiamento orientato alla diminuzione del ricorso del debito a favore delle operazioni di expansion financing, le quali non ricorrono a un elevato ammontare di debito, ma mirano a creare valore dall’efficienza aziendale e dallo sviluppo dell’idea imprenditoriale. Nella stessa direzione si muove il Venture Capital, avendo come target imprese start up operando mediante l’analisi del business plan e l’inserimento in azienda di professionisti e best practises. Lo sviluppo del Private Equity è stato da subito caratterizzato da un ampio dibattito, molto spesso creando opposte reazioni riguardanti la reale efficienza dei miglioramenti apportati alle aziende partecipate. I sostenitori del Private Equity pongono forte risalto alla caratteristica di “generatori di valore” sostenendo che le imprese partecipate da investitori istituzionali presentano performance notevolmente superiori a quelle di mercato e

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Spellanzon Contatta »

Composta da 177 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1497 click dal 01/04/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.