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L'evoluzione del finanziamento alle Pmi: dal credito bancario al capitale di rischio. Analisi di due neoquotate sul nuovo mercato

Il Nuovo Mercato intende supportare ed incentivare la quotazione di imprese che presentino i punti di forza della dimensione medio-piccola, vale a dire la flessibilità, la creatività e l’accentuata propensione al rischio.
Stravolgendo la corrispondenza biunivoca che spesso intercorre tra fase di sviluppo dell’impresa e scelta di politica di finanziamento più adeguata, il mercato si rivolge anche ad imprese di nuova costituzione, operanti in perdita ma con buone prospettive di sviluppo future.
Il ricorso al mercato dei capitali è comunque complementare ad un credito bancario più razionale ed orientato al medio-lungo termine. La banca non è tagliata fuori dal cambiamento in atto, ma il suo ruolo si evolve, così come il suo rapporto con l’impresa cliente.

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1 1. IL FERMENTO EVOLUTIVO DEL CONTESTO IN CUI OPERANO LE PMI. 1.1 L’evoluzione del rapporto banca-impresa L’Italia è stata, ed è tuttora caratterizzata da una struttura produttiva costituita in netta prevalenza da piccole e medie imprese1. Si tratta di imprese spesso a conduzione familiare e spesso contrarie all’apertura dell’assetto proprietario. La realtà produttiva in cui si sono trovate ad operare in passato non ha contrastato questa tendenza, anzi, ci sono state imprese italiane che hanno conquistato a livello internazionale un’ottima posizione nel settore produttivo di loro competenza, nonostante le modeste dimensioni. La loro elevata redditività ha determinato un problema di impiego del capitale spesso indirizzato, non tanto alla diversificazione in nuove attività, quanto piuttosto alla diversificazione negli impieghi della ricchezza familiare realizzata2. Tale modello di controllo non ha dato spazio, in passato, alla realizzazione di servizi di investment banking, in quanto, i servizi finanziari richiesti dalle imprese riguardavano essenzialmente la messa a punto di architetture 1 Il 94% delle aziende italiane ha meno di 10 dipendenti con un’influenza sull’occupazione totale del 45%, valore doppio se confrontato con la media europea. 2 L’imprenditore familiare si pone il problema della gestione del proprio patrimonio indirizzandolo, eventualmente, verso l’acquisizione del controllo di altre imprese.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Paola Patroni Contatta »

Composta da 235 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6860 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.