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L'inclinazione al fotografico nel Novecento

L’uso di diversi linguaggi, al limite tra scultura, pittura, performance, installazione e videoarte, pone la prerogativa essenziale del superamento dell’idea di prodotto artistico finito, per proiettarsi nel solco dadaista dell’opera cosiddetta “dilatata”. Ciò significa considerare l’operazione artistica come enunciato di un discorso più ampio, che vede in continua evoluzione il rapporto tra autore, pubblico, luoghi dell’arte.
In tal senso il lavoro presentato poggia le proprie basi sulla tradizione, ma vive del presente come uno specchio che “riflette” anche il e sul futuro.
Si offre qui un sistema il quale, alla stregua di una teoria scientifica o di una norma costante, raccolga in sé tutte le apparenti mutevolezze dell’espressione artistica. Il non-luogo in cui tale sistema nasce e si sviluppa lo rende adattabile a molteplici interpretazioni, senza per questo perdere il carattere di singolarità che lo contraddistingue.
Un siffatto atteggiamento, connotato sia da una certa rigidità processuale che da una vasta libertà espressiva, riconduce a quel terreno fecondo che il Dadaismo offrì a tanta parte dell’arte contemporanea.
Dada si caratterizza infatti per una forte componente concettuale, leggibile sia nelle opere che nelle riflessioni teoriche. Così, ad esempio, T. Tzara insegna come creare una poesia dadaista: “Prendete un giornale. / Prendete le forbici. / Scegliete nel giornale un articolo della lunghezza che desiderate per la vostra poesia. / Ritagliate l’articolo. / Ritagliate poi accuratamente ognuna delle parole che compongono l’articolo e mettetele in un sacco. / Agitate delicatamente. / Tirate poi fuori un ritaglio dopo l’altro disponendoli nell’ordine in cui sono usciti dal sacco. / Copiate scrupolosamente. / la poesia vi somiglierà. / Ed eccovi divenuto uno scrittore infinitamente originale e di squisita sensibilità, benchè incompresa dal volgo.”

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2 INTRODUZIONE PREMESSA Il presente elaborato si propone di analizzare tre opere caratterizzanti il mio percorso artistico, supportandole criticamente dal punto di vista della storia dell arte e del retroterra culturale, con il duplice intento di riflettere su alcuni contenuti dell arte del Novecento e di giungere a una maggiore consapevolezza degli stimoli che muovono il mio operare. Pur presentando opere non fotografiche, il presente saggio trova la sua collocazione all interno della disciplina Storia della Fotografia. Ci si chieder perchØ. A parte il debito che il video ha nei confronti del procedimento fotografico, ci che richiama l attenzione in ciascuno dei miei tre lavori non Ł tanto la tecnica utilizzata, quanto una generale inclinazione verso lo studio dei fattori concettuali che fondano la fotografia, quali il tipo di segno linguistico lasciato dalla traccia fotografica, l analisi della mediazione tra soggetto ed artista, l approfondimento del rapporto arte e realt , lasciando ampio spazio all interpretazione e all elaborazione degli indizi che mostrano un accadimento.

Laurea liv.I

Facoltà: Design e Arti

Autore: Elena Bugada Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2945 click dal 02/04/2010.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.