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Il fascismo a Napoli nelle fotografie dell'Istituto Luce

Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Marino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lingue e Letterature Straniere
  Relatore: Silvio De Majo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 192

La nostra ricerca ha come oggetto di studio la rappresentazione della città di Napoli durante il ventennio fascista, attraverso le fotografie scattate all’epoca dagli operatori dell’Istituto Luce.
Il primo capitolo focalizza la sua attenzione sull’elemento base della nostra ricerca, ovvero la fotografia.
Nel secondo capitolo affrontiamo un approfondimento della storia dell’Istituto Luce, dell’ambiente in cui è nato, cresciuto e ha operato.
Si parte dalla considerazione degli effetti dei mezzi di propaganda che nel corso del tempo, e in particolare nel periodo da noi preso in esame, hanno contribuito a formare determinati modi di vivere. È proprio negli anni dell’affermazione del potere fascista che nasce l’Istituto Luce, le cui fonti sono state utilizzate come punto di partenza per la nostra analisi. Seguiamo in questo capitolo tutte le vicende storiche e politiche che hanno interessato l’Istituto Luce e che hanno determinato le varie scelte di lavoro dei suoi operatori fino alla fine del secondo conflitto.
Il terzo capitolo concentra la propria attenzione sul ruolo di Napoli nel ventennio fascista: si è quindi operata una ricerca sul contesto storico preso in esame, sintetizzando gli avvenimenti cittadini principali suddividendoli in tre periodi. Negli anni Venti assistiamo all’affermazione del fascismo; negli anni Trenta notiamo quanto il fascismo sia riuscito a cambiare non solo la vita ma anche il volto della città, resa protagonista dell’impresa etiopica, con le Opere del regime; infine il terzo periodo riguarda i difficili anni del conflitto mondiale e la caduta di Mussolini.
Il quarto capitolo rappresenta la parte centrale del nostro lavoro. Vengono introdotte le fotografie scattate dagli operatori del Luce a Napoli per presentarci i vari aspetti da prendere in considerazione nella nostra tesi. Innanzitutto effettueremo mediante delle tabelle un’analisi quantitativa delle fotografie scattate nel periodo preso in esame. Nella seconda parte del capitolo introdurremo le fotografie, da noi considerate più significative, e ne spiegheremo attraverso diverse chiavi di lettura le caratteristiche ricorrenti e principali. L’analisi quantitativa assieme a quella qualitativa delle fotografie, può in tal modo far comprendere quali possano essere stati i criteri di selezione delle stesse e mostrarci i soggetti e gli eventi a cui agli operatori del periodo erano maggiormente interessati.
È proprio alle foto assenti, cioè quelle fotografie che per determinati motivi erano state scartate o non potevano essere scattate dagli operatori del Luce, che è dedicato il quinto capitolo. È stato possibile consultare altri archivi on line: quello dell’agenzia Magnum, dove sono catalogate le foto scattate da Robert Capa e altri fotografi al servizio della rivista Life durante il conflitto, e quelli della stessa rivista appena citata.
Si è così cercato di comprendere quali fossero i punti di contatto e quali le differenze, tecniche e propagandistiche, tra le immagini codificate dal Luce durante il ventennio, e quelle dei fotografi alleati negli anni dell’occupazione.

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5Introduzione La nostra ricerca ha come oggetto di studio la rappresentazione della città di Napoli durante il ventennio fascista, attraverso le fotografie scattate all’epoca dagli operatori dell’Istituto Luce. Il percorso che andremo a intraprendere è composto da cinque capitoli. Il primo capitolo focalizza la sua attenzione sull’elemento base della nostra ricerca, ovvero la fotografia. Partendo dalle definizioni più comuni e tecniche di questo tipo di documento, entreremo nel dettaglio prendendo in considerazione la fotografia come fonte per la ricostruzione storica, compiendo una sintesi dei diversi approcci di studio suggeriti da teorici quali Barthes, Jacques Le Goff e Lucien Febvre. Si passerà poi a sottolineare il ruolo della fotografia, la sua capacità narrativa attraverso le teorie di D’Autilia fino a giungere alla considerazione e all’importanza della fotografia come strumento capace di influenzare la collettività e di rispondere a determinate scelte politiche, entrando nel campo della propaganda. Con questi presupposti si è intrapreso, nel secondo capitolo, un approfondimento della storia dell’Istituto Luce, dell’ambiente in cui è nato, cresciuto e ha operato. Si parte dalla considerazione degli effetti dei mezzi di propaganda che nel corso del tempo, e in particolare nel periodo da noi preso in esame, hanno contribuito a formare determinati modi di vivere. È proprio negli anni dell’affermazione del potere fascista che nasce l’Istituto Luce, le cui fonti sono state utilizzate come punto di partenza per la nostra analisi. Seguiamo in questo capitolo tutte le vicende storiche e politiche che hanno interessato l’Istituto Luce e che hanno determinato le varie scelte di lavoro dei suoi operatori fino alla fine del secondo conflitto. Il terzo capitolo concentra la propria attenzione sul ruolo di Napoli nel ventennio fascista: si è quindi operata una ricerca sul contesto storico preso in esame, sintetizzando gli avvenimenti cittadini principali suddividendoli in tre periodi. Negli anni Venti assistiamo all’affermazione del fascismo; negli anni Trenta 5

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