Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il giornalismo politico scandalistico e la sua deriva in Dagospia

Il giornalismo politico, per definizione, analizza il potere politico e cerca di trasmettere ai lettori i meccanismi dell’azione politica di un governo, di un Parlamento, di uno Stato. La seguente trattazione vuole focalizzare l’attenzione sul giornalismo politico scandalistico, quella parte di giornalismo politico che va oltre l’analisi dei decreti, delle leggi e delle discussioni interne ai partiti. Esso infatti indaga i rapporti tra potere economico e potere politico, porta alla luce gli intrecci da sempre esistenti tra le diverse élite; è in definitiva un modello giornalistico che si insinua nel potere per carpire le notizie più indiscrete, i gossip che affascinano il pubblico e mettono in difficoltà i diretti interessati, ma soprattutto rafforzano il potere dei media: aumenta la loro capacità di incidere sul corso degli eventi, sull’agenda e sulle decisioni politiche, oltre che sui cittadini. L’obiettivo è studiare la storia del giornalismo politico, nella sua evoluzione anche tecnologica, analizzando gli strumenti attraverso cui oggi circolano le informazioni riguardanti gli aspetti pubblici, scandalistici e “leggeri” della politica. In primo luogo, viene proposto un percorso storico per analizzare come lo sviluppo delle tecnologie è stato in grado di rivoluzionare il modo di fare informazione, i contenuti proposti dai media, le figure professionali che vi lavorano e il rapporto con il pubblico; tra tutte le innovazioni, Internet è quella che ha concesso ai media tradizionali un nuovo modello di comunicazione interattiva che in passato non era possibile. Il percorso prosegue analizzando le nuove piattaforme mediatiche, Internet e i social network, sulle quali il giornalismo moderno, nato con la Penny Press nel 1830, sta approdando. È la fine della monodirezionalità, della lettura passiva delle notizie e dell’inizio di un nuovo modo di fare informazione. Il picco massimo di questa evoluzione è nel 2001 con la New Economy e i forti investimenti nel settore informatico. Si diffondono infatti il web 2.0, il citizen journalism, ovvero il giornalismo fatto dagli utenti che sfruttano strumenti interattivi, ipertestuali e multimediali messi a disposizione dalla rete e che potrebbe configurarsi come il giornalismo del futuro, e i social network (MSN, Skype, Facebook, Twitter). Il passo successivo è costituito dall’analisi di un caso italiano di interazione media-potere senza precedenti, nel quale il giornalismo politico scandalistico è operante e che utilizza il web come mezzo di comunicazione: Dagospia. Questo sito Internet, www.dagospia.com, è nato nel maggio 2000 ed è stato fondato da Roberto D’Agostino, un giornalista di costume; l’autore pubblica sul web notizie indiscrete e “voci di corridoio” del Palazzo. Dagospia raccoglie le notizie da tutti i giornali sul gossip politico, finanziario e di spettacolo, ne produce di nuove molto pungenti e pubblica reportage fotografici realizzati durante convegni, incontri e cene mondane. Questa commistione tra gossip e informazione tradizionale in Italia nasce nel secondo dopoguerra ed oggi è sempre più intrecciata e funzionale alla lotta di gruppi, lobbies, circoli e partiti. Per comprendere questo fenomeno, è utile dapprima osservare alcuni esempi: Drudge Report, un sito statunitense che domina la scena fin dal 1998, dopo lo scandalo Clinton-Lewinsky. Nei Paesi anglosassoni i giornali cartacei sono sempre stati divisi in due categorie, quelli tradizionali e quelli scandalistici: Time, Newsweek, Life, Look, News & World Report da una parte, e dall’altra i «glossy magazine» ricchi di indiscrezioni e fotografie; oggi questi due generi si confondono, soprattutto sulle testate online. La stessa tendenza si è verificata in tutto il mondo: in Gran Bretagna si assiste alla “popolarizzazione” del Times e alla diffusione di programmi televisivi fondati sul pettegolezzo; in Germania la divisione tra i giornali scandalistici, come Faz o Die Welt, e seri, come Build, resiste; in Russia, dal 1990 il gossip dilaga sulla stampa. Analizzare questo genere giornalistico vuole essere l’occasione per approfondire i modelli di interazione tra i vari attori della società mediatizzata: politica, cittadini e media. Si può intuire che il giornalismo politico scandalistico voglia rivestire il ruolo di watch-dog, di cane da guardia, svelando al pubblico i retroscena di ogni azione politica ed economica (modello avversario). Ma anche altri due modelli di interazione possono essere applicati a questo tipo di giornalismo. Sul sito Internet Dagospia, è ormai certo che scrivano i protagonisti della finanza e della politica nazionale; questo fenomeno è accostabile al modello del collateralismo, ma la visibilità che la carta stampata e Internet offrono ai politici e ai protagonisti del potere italiano pubblicando notizie su di loro, può inoltre rimandare al modello dello scambio, in cui il potere fornisce informazioni ai media e i media garantiscono visibilità al potere.

Mostra/Nascondi contenuto.
4 INTRODUZIONE Il giornalismo politico, per definizione, analizza il potere politico e cerca di trasmettere ai lettori i meccanismi dell‟azione politica di un governo, di un Parlamento, di uno Stato. La seguente trattazione vuole focalizzare l‟attenzione sul giornalismo politico scandalistico, quella parte di giornalismo politico che va oltre l‟analisi dei decreti, delle leggi e delle discussioni interne ai partiti. Esso infatti indaga i rapporti tra soggetti politici, tra potere economico e potere politico, porta alla luce gli intrecci da sempre esistenti tra le diverse élite; è in definitiva un modello giornalistico che si insinua nel potere per carpire le notizie più indiscrete, i “gossip” che affascinano il pubblico e mettono in difficoltà i diretti interessati, ma soprattutto rafforzano il potere dei media: aumenta la loro capacità di incidere sul corso degli eventi, sull‟agenda e sulle decisioni politiche, oltre che sui cittadini. Questo elaborato vuole approfondire l‟argomento fornendo esempi reali e basi teoriche solide sulle quali costruire un‟analisi del fenomeno. L‟obiettivo è studiare la storia del giornalismo politico, nella sua evoluzione anche tecnologica, analizzando gli strumenti attraverso cui oggi circolano le informazioni riguardanti gli aspetti pubblici, scandalistici e “leggeri” della politica. In primo luogo, viene proposto un percorso storico per analizzare come lo sviluppo delle tecnologie è stato in grado di rivoluzionare il modo di fare informazione, i contenuti proposti dai media, le figure professionali che vi lavorano e il rapporto con il pubblico; tra tutte le innovazioni, Internet è quella che ha concesso ai media tradizionali un nuovo modello di comunicazione interattiva che in passato non era possibile. La Rivoluzione francese, la Dichiarazione dei diritti dell‟uomo e la Costituzione americana sono le basi storiche su cui il giornalismo politico fiorisce1: in particolare, tra il 1760 e il 17992. Nel 1700 nascono le gazzette per diffondere idee e organizzare in forma artigianale, e poi industriale, la comunicazione politica 1 P. Murialdi, Storia del giornalismo italiano, Bologna, Il Mulino, 1996, p. 19. 2 http://www.giornalismoscientifico.it/getpage.aspx?id=603.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Laura Basile Contatta »

Composta da 88 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3047 click dal 01/04/2010.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.