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Il problema del vantaggio competitivo nei terminal portuali

Con la nozione di vantaggio competitivo si intende il risultato di una strategia che permette ad un’impresa di occupare e mantenere un posizionamento favorevole nei mercati in cui essa opera e che tendenzialmente si traduce in una redditività superiore a quella media dei concorrenti effettivi e potenziali.
L’obiettivo essenziale ed inderogabile per qualsiasi impresa è quello di creare valore, ne consegue che al valore stesso devono essere indirizzate e conformate le più importanti decisioni aziendali che in gran parte, appartengono alla sfera della strategia competitiva, visto che il processo di creazione del valore passa inevitabilmente attraverso l’ottenimento di vantaggi competitivi.
La ricerca delle determinanti di questi vantaggi sono dunque, un obiettivo centrale per una qualsiasi strategia di competitività, effettuata a livello di singola azienda o di realtà molto più complesse.
A livello di terminal portuale la ricerca del vantaggio competitivo, è una questione molto delicata, visto che gli interessi, le aziende e i soggetti coinvolti sono molteplici e molto diversi tra loro.

Partendo da tali premesse, lo scopo della presente trattazione è stato quello di cercare di comprendere la complessità crescente dei terminal portuali, in special modo dagli anni ’80 in poi, e le presenti e future possibilità di crescita competitiva, attraverso la presentazione di progetti e proposte stilata da “professionisti del mestiere”.
Nel primo capitolo verrà sottolineata in primo luogo, l’evoluzione del porto, da punto di approdo a sistema complesso di creazione di valore aggiunto sulle merci, sottolineando le crescenti complessità dei terminal; in seconda battuta si cercheranno di individuare, con riferimento ai principali scali Europei, le determinanti primarie che comportano la presenza o meno di vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.
Successivamente, nell’ultimo paragrafo è stato fornito un quadro generale, sulle enormi potenzialità di sviluppo dei terminal mediterranei, dovute all’aumento esponenziale dei traffici mondiali e dal posizionamento strategico del “Mare Nostrum” rispetto alle principali direttrici mondiali di commercio, sottolineando, come questo fatto sia possibile, attraverso l’evoluzione della competitività interna dei sistemi portuali del Mediterraneo.
Nel secondo capitolo, si è posta l’attenzione, in primo luogo sulle possibili soluzioni di breve e medio/lungo termine, che permetteranno, se efficientemente e adeguatamente applicate, di recuperare il distacco competitivo degli scali nazionali, rispetto ai concorrenti sia Mediterranei che Europei che Mondiali e quindi di ottimizzare la gestione competitiva dei terminal portuali Italiani.
In seconda analisi, sono state effettuate alcune considerazioni sull’impatto e l’applicazione della logistica e delle nuove tecnologie, per il conseguimento della competitività a livello portuale.
Nel terzo paragrafo, sono stati brevemente presentati i principali progetti nazionali, come ad esempio il progetto SIS-TEMA, il TROVATORE, CCS, ecc…
Negli ultimi tre paragrafi del capitolo 2, viene effettuata una rapida introduzione, che sottolinea l’importanza della formazione e dell’apprendimento dei terminalisti e presenta la metodologia utilizzata, per la creazione di un manuale di riferimento, da consegnare ai principali scali Mediterranei, chiamato “Handbook of simulator training in port sector”.
Questo manuale, che spiega le modalità corrette di formazione dei lavoratori, attraverso l’utilizzo di simulatori, è stato redatto, su richiesta di alcune AP mediterranee (Livorno, Marsiglia e Valencia in particolare), con la collaborazione della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa e dell’Autorità Portuale di Koper (Croazia) . Occorre precisare che tale manuale è ancora in fase sperimentale; nei prossimi mesi verrà presentato alle Autorità Portuali prima elencate, le quali esprimeranno pareri positivi o negativi circa l’applicazione pratica del progetto d’apprendimento.

Il terzo capitolo presenta una relazione sul progetto in questione che descrive le corrette modalità di progettazione di programmi di formazione attraverso simulatore e di valutazione del risultato, focalizzando l’attenzione sui ritorni economici e cognitivi per l’azienda e per i terminal, attraverso un’analisi costi/benefici approfondita.
Concludendo, l’obiettivo di questo lavoro è quello di riuscire a spiegare e descrivere, il più accuratamente possibile, la complessità del sistema portuale e la problematica della ricerca del vantaggio competitivo, che da 20 anni a questa parte, è diventata una vera e propria “grana” per i sistemi portuali Mediterranei e soprattutto Nazionali.

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5 CAPITOLO 1: L’EVOLUZIONE DEI TERMINAL PORTUALI DEL MEDITERRANEO 1.1 Il ruolo dei porti nell’economia Il porto è stato, storicamente, il luogo di nascita e di sviluppo delle economie a livello locale e internazionale; la necessità dei porti, è sorta insieme all‟attività marinara e, pertanto, fin dalla più remota antichità, i popoli che si diedero al traffico marittimo, utilizzarono le insenature naturali esistenti e ne migliorarono gli approdi e gli accessi. Le prime opere portuali, costituite da dighe, da adattamenti e da ampliamenti dei rifugi naturali, vennero allestite dai Fenici e dai Greci; più tardi, nell‟età classica l‟infrastruttura portuale iniziò ad essere considerata non solo come luogo sicuro di approdo, ma anche come emporio commerciale e come arsenale per il ricovero, la riparazione e la manutenzione delle navi. Lo sviluppo nei secoli della navigazione e l‟incremento delle industrie, dei commerci e delle vie di comunicazione nei retroterra, promosse, nella seconda metà del XIX secolo una radicale trasformazione dei servizi portuali che trasformò gli scali nelle attuali grandiose e complesse attrezzature, e in alcuni casi, che fa in giganteschi organismi economici, intorno ai quali si sono polarizzate le industrie e i commerci di interi popoli. A partire dagli anni „60 del secolo scorso, l‟importanza economica e la strategicità dei terminal portuali si è sempre più evoluta (e di conseguenza complicata), a causa di molteplici fattori di natura economico-industriale. Dal punto di vista economico i principali avvenimenti che hanno portato questa evoluzione sono stati: - la rilocalizzazione delle attività produttive di base; - la conseguente impennata degli scambi internazionali; - la crescita del commercio marittimo a livello globale; - la nascita della logistica e della diffusione delle ITC (a partire dagli anni „80);

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Francesco Podestà Contatta »

Composta da 138 pagine.

 

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