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Economia e ambiente: riflessioni su decrescita ed esperienze concrete

Nel corso dei miei studi universitari sempre più spesso mi sono trovata a riflettere sul significato dello sviluppo e quindi della cooperazione internazionale, cooperazione del Nord del mondo con l'obiettivo di favorire la crescita economica del Sud ed il miglioramento dei livelli di vita. In particolare l'obiettivo ultimo è permettere ai Paesi in via di sviluppo di raggiungere un tenore di vita pari ai Paesi industrializzati. La crescente crisi ambientale e sociale dovuta proprio al nostro modo di vivere mi ha fatto mettere in discussione i presunti benefici della crescita e dello sviluppo, e di conseguenza anche della cooperazione. Il nostro tenore di vita è insostenibile e i limiti fisici della terra rendono impossibile esportare i nostri stili di vita a tutti gli abitanti del pianeta. Approfondendo gli studi sulle critiche ai presupposti dell'economia ed al fallimento delle politiche di sviluppo mi sono appassionata alla teoria della decrescita: ai suoi presupposti teorici ed alle sue più diverse applicazioni concrete. In quest'ottica ho cercato di criticare l'idea della crescita illimitata ed il paradigma economico dominante che lo sottende, mostrando come lo sviluppo capitalistico sia insostenibile ambientalmente e socialmente.

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3 INTRODUZIONE Nel corso dei miei studi universitari sempre più spesso mi sono trovata a riflettere sul significato dello sviluppo e quindi della cooperazione internazionale, cooperazione del Nord del mondo con l'obiettivo di favorire la crescita economica del Sud ed il miglioramento dei livelli di vita. In particolare l'obiettivo ultimo è permettere ai Paesi in via di sviluppo di raggiungere un tenore di vita pari ai Paesi industrializzati. La crescente crisi ambientale e sociale dovuta proprio al nostro modo di vivere mi ha fatto mettere in discussione i presunti benefici della crescita e dello sviluppo, e di conseguenza anche della cooperazione. Il nostro tenore di vita è insostenibile e i limiti fisici della terra rendono impossibile esportare i nostri stili di vita a tutti gli abitanti del pianeta. Approfondendo gli studi sulle critiche ai presupposti dell'economia ed al fallimento delle politiche di sviluppo mi sono appassionata alla teoria della decrescita: ai suoi presupposti teorici ed alle sue più diverse applicazioni concrete. In quest'ottica ho cercato di criticare l'idea della crescita illimitata ed il paradigma economico dominante che lo sottende, mostrando come lo sviluppo capitalistico sia insostenibile ambientalmente e socialmente. Nel primo capitolo ho approfondito infatti i tratti dominanti dell'approccio economico neoclassico in contrapposizione al nuovo approccio dell'economia ecologica, mostrando quali siano gli andamenti insostenibili a livello ambientale ed a livello sociale. A mio avviso il consumo rappresenta una variabile fondamentale dell'intero modello di sviluppo dominante ed anche la chiave per riconfigurare un equilibrio tra attività umana ed ambiente, per questo motivo ho dedicato un paragrafo alla dimensione del consumo, alle sue determinanti e alle sue conseguenze. Infine ho analizzato le disparità tra Nord e Sud del mondo: divari ecologici nella produzione e nel consumo delle risorse naturali, divari nella distribuzione del reddito e più in generale nelle possibilità di soddisfare i bisogni fondamentali. Nel secondo capitolo mi è sembrato opportuno offrire una panoramica delle possibili risposte. In particolare ho brevemente presentato il processo internazionale, iniziato a Stoccolma, che ha portato alla nascita dello sviluppo sostenibile ed alla definizione di una strategia di azione globale. Tale processo vuole rappresentare la risposta a livello politico-istituzionale accanto al quale si è avviata parallelamente un importante movimento da parte di tutta la società civile. Mi sono quindi soffermata sul concetto di decrescita, portato avanti da Serge Latouche ed a livello italiano da Maurizio Pallante, e su un possibile strumento di applicazione

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Ilda Dreoni Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2255 click dal 16/04/2010.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.