Skip to content

Ordinamento sportivo ed ordinamento statale: spunti critici sulle possibili forme di interconnessione

Informazioni tesi

  Autore: Fiorenza Setaccioli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Saverio Sticchi Damiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 173

Si può convenzionalmente definire lo sport come “ogni attività ludica organizzata le cui regole sono universalmente accettate e ritenute vincolanti da coloro che la praticano” . Qualsiasi forma di attività fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l’espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali e l’ottenimento di risultati sempre lealmente migliorabili in competizioni di tutti i livelli.
La nozione, appena descritta, non risulta, oggi, corrispondere a realtà: il fenomeno sportivo ha conosciuto un’evoluzione, che lo ha allontanato da quelli che erano (e dovrebbero essere) i suoi tratti caratteristici. Questo mutamento ha naturalmente determinato il sorgere di nuovi e maggiori problemi, in quanto sono coinvolti interessi di ogni genere: economici, politici e sociali.
Il recente c.d. “scandalo calciopoli”, che ha coinvolto il “sistema calcio”, è l’esempio più clamoroso di quanto il mondo dello sport (e soprattutto quello del calcio) si stia allontanando da quei valori che, invece, dovrebbero rappresentare le fondamenta su cui costruire lo stesso.
A questo si deve aggiungere che - da ormai un quindicennio - il principio dell’assoluta autonomia della giustizia sportiva (c.d. “domestica”), in passato affermato senza rilevanti contestazioni, ha trovato smentita in ripetute “incursioni” della magistratura dello Stato, in particolare di quella amministrativa, in ragione della c.d. “sovranità e supremazia” dell’ordinamento statuale; valgano, come esempio, i numerosi casi di radiazione di società o di mancata iscrizione delle stesse ai campionati, portati all’attenzione del Giudice statale.
Proprio le “incursioni” più incisive del Giudice statale nella “giustizia domestica” dello sport (il c.d. “caso Catania”, nell’estate 2003) sono state determinanti affinché il Legislatore statuale intervenisse al fine di dirimere il conflitto tra gli organi di giustizia sportiva e quelli statali, individuando le materie di competenza di quest’ultimi.
Tuttavia, ancora oggi, nonostante l’emanazione della l. 280/2003, il conflitto tra gli organi di giustizia, sportiva e non, è tutt’ altro che risolto, stante la continua diatriba in merito a ciò che è rilevante per l’ordinamento generale, e ciò che invece non lo è.
All’interno del sistema di giustizia sportiva si possono rinvenire quattro aree diverse di esercizio della giustizia sportiva, ciascuna con le proprie caratteristiche: ci riferiamo a quella tecnica, a quella economica, a quella disciplinare e, infine, a quella amministrativa.
È nell’ambito della giustizia disciplinare che si consuma il contrasto più acceso fra l’ordinamento sportivo e quello statale: il primo “rivendica” la propria autonomia, in ragione della sua specialità; il secondo esclude che tale autonomia possa definirsi assoluta, riconoscendo, come legittimo, l’intervento del Giudice statuale, in virtù della “supremazia” dell’ordinamento generale (ordinamento statale) su quello particolare (ovvero quello sportivo).
La complessità è determinata, non solo, dalla tendenza di club ed atleti, eventualmente non soddisfatti dalle decisioni adottate dagli organi di giustizia sportiva, di ricorrere sempre di più alla giustizia statale, per la tutela dei propri interessi, ritenendo insufficienti le garanzie procedurali fornite dal sistema di giustizia sportiva, rispetto a quanto previsto nell’ambito dell’ordinamento statale.
Ma anche, e soprattutto, dal fatto che il soggetto dell’ordinamento sportivo è, allo stesso tempo, anche soggetto dell’ordinamento statale e, quindi, come tale, portatore di diritti soggettivi ed interessi legittimi.
Non è possibile, perciò, disconoscere in capo a tale soggetto la facoltà di ricorrere ad un Giudice statale, in virtù degli artt. 24, 111 e 113 della Costituzione, laddove lamenti una lesione della sua sfera giuridica. Né è accettabile l’idea che diritti soggettivi ed interessi legittimi, tutelabili rispettivamente dinanzi al Giudice ordinario e al Giudice amministrativo, possano essere conosciuti solo dagli organi di giustizia sportiva.
Quella tra ordinamento sportivo e ordinamento statale sembra una lotta
senza fine. Il primo rivendica continuamente la propria autonomia, tentando di affermare la sua immunità dal diritto e dalla giurisdizione statale; il secondo la propria supremazia.
Sarebbe opportuno un nuovo intervento da parte del Legislatore affinché “riveda” e perfezioni la legge n. 280/2003, riconoscendo un maggior dominio al Giudice statale, e da parte della Corte Costituzionale, al fine di risolvere definitivamente il problema della legittimità costituzionale della “pregiudiziale sportiva” che, ex art. 3 della l. 280/2003, spesso ostacola la piena attuazione del diritto di azione/difesa giurisdizionale, sancito costituzionalmente.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
6 PREMESSA INTRODUTTIVA Anche chi non nutre un interesse specifico nei confronti del fenomeno sportivo non può non ricordare l’estremo risalto che durante l’estate del 2003 i mezzi di informazione di massa hanno dato alla situazione che interessava il mondo del calcio: stando alle dichiarazioni dei vertici degli organismi sportivi, le iniziative giudiziarie delle società sportive che contestavano la non ammissione delle relative squadre ai campionati calcistici parevano infatti avere messo a rischio lo svolgimento dei campionati medesimi. A fronte di tale situazione, il Governo ha dunque messo mano alla questione dei rapporti tra giustizia statale e giustizia sportiva con il decreto-legge 19 agosto 2003, n. 220. Nell’art. 1 del decreto si enuncia il riconoscimento dell’autonomia dell’ordinamento sportivo nazionale, “quale articolazione dell’ordinamento sportivo internazionale facente capo al Comitato Olimpico Internazionale”, e il principio per cui i rapporti tra ordinamento sportivo e ordinamento statale “sono regolati in base al principio di autonomia”, pur facendo salvi “i casi di effettiva rilevanza per l’ordinamento giuridico della Repubblica di situazioni soggettive connesse con l’ordinamento sportivo”.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

catania
clausola compromissoria
coni
dattilo
federazioni sportive
figc
giannini
legge 280/2003
mazzoleni
moggi
ordinamento sportivo
pluralismo
pregiudiziale sportiva
sport
vincolo di giustizia

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi